Cassazione Penale, Sentenza n. 6395/2024 del 13/02/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello lamentando vizio di motivazione e travisamento della prova con riferimento al capo B) (contraffazione della carta d'identità). Sosteneva che una schermata di interrogazione della banca dati del 2 novembre 2017, prodotta negli atti, dimostrava che egli era effettivamente titolare della carta d'identità n. AY443058 rilasciata dal Comune di Trento, documento utilizzato in banca per l'incasso dell'assegno oggetto del furto. La Corte territoriale aveva ritenuto irrilevante quella schermata ritenendola riferita a carta diversa, ma il ricorrente osservava che nel fascicolo erano presenti due diverse schermate relative a due carte d'identità in periodi differenti (2/11/2017 per AY443058 e 23/3/2018 per AY353399) e che la prima attestazione non era stata smentita da alcuna comunicazione del Comune di Trento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la Corte territoriale ha omesso di considerare un elemento decisivo (la schermata del 2 novembre 2017 relativa alla carta n. AY443058) e ha quindi annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo B) (falsificazione/contraffazione della carta d'identità), disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per un nuovo esame su quel punto. Le restanti statuizioni (capo A furto in abitazione e capo C falsificazione di assegno/titolo) sono state confermate dalla precedente pronuncia e non sono state oggetto di annullamento in questa decisione.
Norme richiamate
art. 624-bis c.p.
furto in abitazione (capo A)
norma applicata al reato di furto commesso in abitazione; nel procedimento quella contestazione è stata confermata dalla Corte territoriale e non annullata dalla Cassazione
artt. 477-482 c.p.
contraffazione di una carta d'identità (capo B)
nucleo normativo relativo alla falsificazione/alterazione di documenti d'identità; la questione centrale è stata l'accertamento dell'autenticità della carta d'identità e la Corte di Cassazione ha rilevato omissione di valutazione di elemento probatorio decisivo riguardo a tale capo
art. 491 c.p.
falsificazione di un titolo di credito, assegno bancario (capo C)
norma applicata al reato di falsificazione di titoli di credito; tale capo era stato ritenuto integrato in primo grado e confermato in appello
principio processuale: vizio di motivazione / travisamento della prova
la Cassazione ha applicato il principio per cui l'omissione di valutazione di un elemento probatorio decisivo comporta vizio di motivazione e giustifica l'annullamento con rinvio per nuovo esame
Massime di principio
- Se in causa esiste documentazione informatica (es. schermate di banca dati) che attesta il rilascio o la titolarità di un documento, il giudice deve valutare esplicitamente tale prova; la mancata considerazione di elemento decisivo può costituire motivo di annullamento.
- Quando risultano più documenti o schermate riferite a periodi diversi, il giudice deve chiarire la sequenza cronologica e l'effetto probatorio di ciascuna; incertezza o omissione su questo punto può incidere sulla valutazione della falsità del documento.
- L'accertamento della falsificazione di un documento richiede una motivazione che affronti e risolva le prove contrarie: la semplice affermazione della falsità senza confrontare elementi probatori favorevoli all'imputato è vulnerabile in Cassazione.
- La Corte di Cassazione non decide di merito su fatti controversi non adeguatamente valutati, ma annulla e rinvia quando rileva omissioni o travisamenti di prova che possano aver inciso sulla decisione; pertanto in caso di prova complessa è probabile il rinvio per un nuovo esame di merito.
- In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe produrre e segnalare esplicitamente ogni documentazione ufficiale o schermata che possa dimostrare l'autenticità del documento contestato e chiedere al giudice di valutarla espressamente in motivazione.
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