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Sentenza

Sentenza n. 5904/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) n. 02049/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202501191

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento comunale che ha diffidato dall'esecuzione delle opere dichiarate con una SCIA alternativa al permesso di costruire e ha annullato in autotutela precedenti SCIA relative alla ristrutturazione e sopraelevazione di un edificio alberghiero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha appellato la sentenza del TAR Lombardia n. 2049/2024, che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento comunale. Con i primi due motivi ha contestato la qualificazione degli interventi come sopraelevazione ai sensi dell'art. 90 d.P.R. n. 380/2001 e come modifica dell'altezza dell'edificio ai fini delle prescrizioni morfologiche del PGT. Ha sostenuto che non fosse prevista la realizzazione di un intero nuovo piano, ma soltanto un aumento di volumetria o una modifica della copertura, e che gli impianti tecnici posti in copertura non incidessero sull'altezza dell'edificio. Ha richiamato anche la disciplina tecnica che esclude dalla sopraelevazione le variazioni della copertura prive di incremento di superficie abitabile, nonché la definizione urbanistico-edilizia di altezza contenuta nel piano delle regole. Con il terzo motivo ha censurato l'assorbimento, da parte del TAR, degli ulteriori motivi di primo grado, riproponendo le contestazioni concernenti il rispetto delle distanze, la legittimità delle superfici al piano terra e nel cortile, i rapporti con i precedenti titoli edilizi, il calcolo della superficie lorda e la documentazione grafica richiesta dal regolamento edilizio.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, rilevando che il progetto trasformava l'originario piano ottavo, destinato a locali tecnici, in un piano abitabile destinato a camere e spostava gli impianti tecnici su un nuovo piano nono, mediante la realizzazione di una porzione di solaio e di una tettoia. Tale intervento comporta la realizzazione di un nuovo piano e integra una sopraelevazione rilevante ai sensi dell'art. 90 d.P.R. n. 380/2001, con necessità della certificazione dell'ufficio tecnico regionale sull'idoneità statica della struttura. La deroga prevista dalle norme tecniche per le costruzioni riguarda soltanto variazioni dell'altezza dovute a cordoli sommitali o modifiche della copertura che non determinino incrementi di superficie abitabile; essa non è applicabile quando un piano tecnico viene trasformato in piano abitabile. Il Collegio ha inoltre ritenuto modificata l'altezza dell'edificio anche secondo la definizione urbanistico-edilizia del PGT, poiché il solaio di riferimento diviene quello posto sopra il nuovo piano abitabile. Ne consegueva la necessità di rispettare le prescrizioni morfologiche del PGT e gli adempimenti indicati dal Comune, compresi l'atto unilaterale d'obbligo e il parere della commissione per il paesaggio. Il terzo motivo è stato respinto perché il provvedimento era plurimotivato: la legittimità di una sola motivazione autonoma e sufficiente rendeva non necessario l'esame delle ulteriori censure. La società è stata condannata alle spese di lite, liquidate in € 5.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 90 d.P.R. n. 380/2001

    È consentita, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti: a) la sopraelevazione di un piano negli edifici in muratura, purché nel complesso la costruzione risponda alle prescrizioni di cui al presente capo; b) la sopraelevazione di edifici in cemento armato normale e precompresso, in acciaio o a pannelli portanti, purché il complesso della struttura sia conforme alle norme del presente testo unico. L'autorizzazione è consentita previa certificazione del competente ufficio tecnico regionale che specifichi il numero massimo di piani che è possibile realizzare in sopraelevazione e l'idoneità della struttura esistente a sopportare il nuovo carico.

    La sopraelevazione rilevante ai fini della disposizione ricorre quando l'intervento realizza un nuovo piano abitabile e determina un incremento del carico strutturale; è quindi necessaria la certificazione regionale preventiva sull'idoneità statica della struttura.

  • art. 8.4.3 d.m. 17 gennaio 2018

    Una variazione dell'altezza dell'edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento, ai sensi della condizione a) [i.e. sopraelevazione della costruzione].

    L'esclusione dalla nozione di sopraelevazione opera soltanto per variazioni della copertura prive di incremento della superficie abitabile; non opera quando un piano tecnico viene trasformato in piano abitabile.

  • art. 4.8 delle norme di attuazione del Piano delle regole del PGT

    Distanza tra il piano di spiccato dell'edificio e l'intradosso del solaio di copertura dell'ultimo piano abitabile.

    L'altezza urbanistico-edilizia si determina con riferimento al solaio di copertura dell'ultimo piano abitabile. La trasformazione di un piano tecnico in piano abitabile sposta tale riferimento e modifica l'altezza dell'edificio.

  • art. 23 d.P.R. n. 380/2001

    La modifica dell'altezza dell'edificio e la deroga alle prescrizioni morfologiche del PGT rendevano necessaria la presentazione di una SCIA alternativa al permesso di costruire, secondo quanto indicato dal provvedimento comunale.

  • art. 90, ultimo comma, d.P.R. n. 380/2001

    La certificazione dell'ufficio tecnico regionale deve precedere l'assentibilità della sopraelevazione e attestare l'idoneità della struttura esistente a sopportare il nuovo carico.

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 90 d.P.R. n. 380/2001, integra una sopraelevazione la trasformazione di un piano preesistente destinato a locali tecnici in un piano abitabile, accompagnata dalla realizzazione di un nuovo livello destinato ad accogliere gli impianti, poiché l'intervento determina la realizzazione di un nuovo piano e un incremento del carico strutturale.
  • La deroga prevista dalle norme tecniche per le costruzioni per le variazioni della copertura non opera quando l'intervento comporta un incremento di superficie abitabile; in tal caso è necessaria la verifica preventiva dell'idoneità statica prevista dall'art. 90 d.P.R. n. 380/2001.
  • Quando la disciplina urbanistica definisce l'altezza dell'edificio con riferimento al solaio di copertura dell'ultimo piano abitabile, la trasformazione di un piano tecnico in piano abitabile modifica l'altezza urbanistico-edilizia, anche se l'intervento viene descritto come mera installazione o spostamento di impianti tecnici.
  • In presenza di un provvedimento amministrativo plurimotivato, la legittimità di una sola motivazione autonoma e sufficiente a sostenere il dispositivo rende non necessario l'esame delle ulteriori censure rivolte contro motivazioni autonome.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaAutotutela decisoriaPrincipio di legalità e tipicità

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