Cassazione Penale, Sentenza n. 5723/2022 del 17/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la declaratoria di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) relativa a tentato furto aggravato, sostenendo che il Tribunale ha erroneamente omesso di valutare l'abitualità del comportamento. L'imputato era gravato da cinque precedenti per delitti contro il patrimonio, anche recenti, configurando la condizione ostativa dell'abitualità e quindi rendendo impropria l'applicazione della causa di esclusione della punibilità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso del Procuratore Generale fondato, ha annullato la sentenza del Tribunale e ha disposto il rinvio per nuovo esame alla Corte d'Appello di Venezia. In sede preliminare la Corte ha anche dichiarato tempestivo il ricorso del Procuratore Generale e legittima la sua impugnazione "per saltum" in quanto vi era stata acquiescenza del Procuratore della Repubblica. Nel merito la Corte ha censurato la motivazione del Tribunale per non aver considerato i precedenti dell'imputato e la serialità degli illeciti, elemento ostativo all'applicazione dell'art. 131-bis.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
Disciplina la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la sua applicazione richiede una valutazione complessa delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; è esclusa se sussiste l'abitualità, definita come la commissione, oltre al reato contestato, di almeno due ulteriori illeciti della stessa indole.
art. 133, comma 1, cod. pen.
Fornisce i criteri di valutazione (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) rilevanti ai fini della valutazione della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis.
art. 585, comma 2, lett. d) cod. proc. pen.
Stabilisce il dies a quo per il termine di impugnazione (15 giorni) quando è depositata la motivazione della sentenza e disciplina specificamente la comunicazione e decorrenza del termine rispetto al Procuratore Generale per provvedimenti emessi in udienza.
art. 593-bis, comma 2, cod. proc. pen.
Attribuisce al Procuratore Generale la legittimazione ad appellare solo nei casi di avocazione o di acquiescenza del Procuratore della Repubblica; in tali ipotesi il Procuratore Generale può proporre ricorso per cassazione "per saltum".
art. 569, comma 4, cod. proc. pen.
Prevede che, nel caso di ricorso per cassazione "per saltum", l'annullamento comporti il rinvio al giudice competente per l'appello; la Corte lo applica per determinare il giudice di rinvio quando il ricorso è stato proposto dal Procuratore Generale con legittimazione ad appellare.
Sez. U., n. 13681/2016 (Tushaj)
Giurisprudenza delle Sezioni Unite che chiarisce i caratteri applicativi dell'art. 131-bis: la tenuità è una valutazione complessiva e l'abitualità si configura quando all'autore seguono, oltre al reato in esame, almeno due ulteriori condotte della stessa indole; il giudice può considerare anche reati precedentemente ritenuti non punibili ex art. 131-bis.
Sez. 3, n. 14242 del 3/3/2021 (Anedda)
Sostiene che il Procuratore Generale è legittimato ad impugnare quando il Procuratore della Repubblica ha prestato acquiescenza al provvedimento (mancata impugnazione nei termini).
Sez. 6, n. 6551 del 9/1/2020 (Kostandin)
Conferma che ai fini dell'abitualità rilevano anche reati commessi in epoca recente e ravvicinata rispetto al fatto per cui si procede, e che la condotta abituale esclude l'applicazione dell'art. 131-bis.
Sez. 5, n. 13808 del 18/2/2020 (Faye); Sez. 5, n. 34998 del 20/10/2020 (P.); Sez. 4, n. 33867 del 28/10/2020 (Ruberti)
Giurisprudenza che distingue le ipotesi in cui il Procuratore Generale ha o non ha legittimazione ad impugnare e chiarisce le conseguenze sul giudice del rinvio in caso di annullamento della Cassazione (rinvio al giudice che ha emesso la sentenza se il PG non aveva legittimazione ad impugnare).
Massime di principio
- La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis richiede una valutazione complessiva: modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o del pericolo (art. 133 c.p.).
- L'abitualità, che esclude l'applicazione dell'art. 131-bis, si configura quando l'autore abbia commesso, oltre al reato in esame, almeno due ulteriori illeciti della stessa indole; rilevano anche precedenti recenti e condotte in precedenti procedimenti ritenuti non punibili.
- Il Procuratore Generale può proporre ricorso per cassazione "per saltum" solo se sussiste avocazione o acquiescenza del Procuratore della Repubblica (art. 593-bis c.p.p.); in tali casi, se la Cassazione annulla, il rinvio va al giudice competente per l'appello (art. 569 c.p.p.).
- Il termine di impugnazione decorre in maniera specifica per il Procuratore Generale: la tempestività del ricorso va verificata con riferimento alla comunicazione dell'avviso di deposito dell'estratto della sentenza (art. 585 c.p.p.).
- In presenza di precedenti per reati della stessa indole e ravvicinati nel tempo, il giudice deve motivare in modo puntuale il perché ritenga applicabile la tenuità; l'omessa valutazione dei precedenti può determinare l'annullamento della decisione.
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