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Sentenza

Sentenza n. 4385/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 553/2025, emessa nel giudizio R.G. n. 1790/2024 del Tribunale di Pavia Sezione Lavoro, pubblicata in data 7 ottobre 2025.

Giustizia amministrativa202602001

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, n. 553/2025, che aveva riconosciuto la retribuzione professionale docente e condannato il Ministero al pagamento di € 1.082,02, oltre interessi legali

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo l’inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, pubblicata il 7 ottobre 2025 e notificata con richiesta di adempimento il 16 ottobre 2025. La decisione, passata in giudicato, aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docente e disposto il pagamento di € 1.082,02, oltre interessi legali. Il Ministero ha successivamente documentato l’accredito delle somme; il ricorrente ha confermato che il pagamento era stato effettuato con il cedolino di giugno e ha chiesto la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notifica della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha dichiarato cessata la materia del contendere perché le somme dovute in esecuzione del giudicato erano state accreditate, circostanza confermata dal ricorrente. In applicazione della soccombenza virtuale, ha posto le spese a carico del Ministero, liquidandole in € 800,00 per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto; ha disposto la distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Il ricorso è procedibile, in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Il giudice ha ritenuto procedibile l’azione di ottemperanza dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notifica della sentenza, previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso è procedibile, in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.

    Per la procedibilità dell’ottemperanza alla sentenza di condanna al pagamento di somme nei confronti della pubblica amministrazione deve essere decorso il termine di 120 giorni dalla notifica della decisione.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza per l’esecuzione di una sentenza di condanna al pagamento di somme nei confronti della pubblica amministrazione è procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notifica previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996.
  • Quando, nelle more del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il giudicato e il pagamento è confermato dal ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere conseguente all’adempimento sopravvenuto dell’amministrazione, le spese possono essere poste a carico di quest’ultima secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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