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Sentenza

Sentenza n. 235/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, sezione quinta, n. 5109 del 15 settembre 2023.

Giustizia amministrativa202402266

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva accolto il ricorso del Consorzio contro l'ordinanza sindacale di rimozione e smaltimento di rifiuti abbandonati nell'alveo di bonifica

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio aveva impugnato l'ordinanza sindacale con cui gli era stato ordinato, ai sensi dell'art. 192 del d.lgs. n. 152/2006, di rimuovere e smaltire rifiuti abbandonati da ignoti nell'alveo di bonifica, nonché di adottare misure periodiche di manutenzione per prevenire il ripetersi dell'abbandono. In primo grado erano stati dedotti la violazione dell'art. 192 del d.lgs. n. 152/2006 e dell'art. 50 del d.lgs. n. 267/2000, il difetto di legittimazione passiva e l'eccesso di potere. Il TAR aveva accolto il ricorso, ritenendo il Consorzio estraneo alla responsabilità per i rifiuti abbandonati da ignoti. Il Comune ha appellato sostenendo che la normativa statale e regionale attribuisce ai Consorzi di bonifica la gestione e manutenzione degli alvei e che tale posizione comporta anche obblighi di vigilanza e di prevenzione dell'abbandono dei rifiuti. Ha inoltre dedotto che la responsabilità colposa del Consorzio risultava dalla carente manutenzione dell'alveo, sulla base degli accertamenti della polizia municipale e della documentazione fotografica, nonché da un precedente giudicato relativo a un'analoga ordinanza.

La decisione

L'appello è stato accolto e la sentenza del TAR è stata riformata, con conseguente rigetto del ricorso di primo grado. Il Consiglio di Stato ha interpretato l'art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006 nel senso che l'obbligo di rimozione e ripristino può gravare, oltre che sull'autore materiale dell'abbandono, anche sul proprietario o sul titolare di diritti reali o personali di godimento cui la violazione sia imputabile per dolo o colpa. In Campania, la legge regionale n. 4 del 2003 ha delegato ai Consorzi di bonifica competenze sul demanio idrico, rendendoli responsabili della manutenzione ordinaria e ordinata degli alvei. Secondo il giudice, tale obbligo di manutenzione implica necessariamente sorveglianza, rimozione dei rifiuti presenti e adozione di misure adeguate a impedirne il reiterato abbandono. L'accertato stato di abbandono dell'area e la documentazione fotografica hanno dimostrato, secondo la sentenza, la carente manutenzione e quindi la responsabilità colposa del Consorzio quale soggetto titolare ex lege della funzione manutentiva. La vastità del comprensorio non costituisce esimente dagli obblighi di manutenzione e vigilanza. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 192 d.lgs. 152/2006

    L'abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati. [...] È altresì vietata l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. [...] Chiunque viola i divieti [...] è tenuto a procedere alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull'area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa.

    L'obbligo di rimozione può gravare sul titolare di diritti reali o personali di godimento quando l'abbandono dei rifiuti sia a lui imputabile per colpa; la colpa può derivare dalla carente manutenzione e vigilanza dell'area affidata istituzionalmente alla sua cura.

  • art. 50 d.lgs. 267/2000

    Richiamato tra le disposizioni la cui violazione era stata dedotta in primo grado; la sentenza non svolge una specifica autonoma interpretazione della norma.

  • d.lgs. 112/1998

    Richiamato dall'appellante in relazione al trasferimento delle competenze amministrative concernenti la gestione e tutela del demanio idrico.

  • d.lgs. 96/1999

    Richiamato dall'appellante in relazione al trasferimento delle competenze amministrative concernenti la gestione e tutela del demanio idrico.

  • l.r. Campania 4/2003

    Attribuisce ai Consorzi di bonifica, secondo la sentenza, competenze delegate sul demanio idrico e la responsabilità della manutenzione ordinaria e ordinata degli alvei, comprensiva di sorveglianza e rimozione dei rifiuti.

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    Richiamati per la comunicazione di avvio del procedimento e il contraddittorio procedimentale antecedenti all'ordinanza.

Massime di principio

  • Il titolare ex lege della manutenzione di un alveo demaniale, anche se non proprietario dell'area, assume una posizione di garanzia rispetto alla sua corretta conservazione e non può essere considerato un mero quisque de populo estraneo agli obblighi di vigilanza.
  • Ai sensi dell'art. 192, comma 3, del d.lgs. n. 152/2006, il titolare di diritti reali o personali di godimento sull'area può essere destinatario dell'ordine di rimozione dei rifiuti abbandonati da ignoti quando la violazione sia imputabile a titolo di colpa, anche per carente manutenzione e vigilanza.
  • Per un Consorzio di bonifica, l'obbligo istituzionale di manutenzione ordinaria e ordinata degli alvei comprende necessariamente la sorveglianza dell'area, la rimozione dei rifiuti presenti e l'adozione di misure adeguate a prevenire il reiterarsi dell'abbandono.
  • L'accertato stato di abbandono dell'alveo, corredato da documentazione fotografica e collegato alla mancata esecuzione dei compiti manutentivi istituzionali, può fondare la contestazione della responsabilità colposa del soggetto cui la manutenzione è affidata.
  • La vastità del comprensorio affidato a un ente gestore non costituisce, di per sé, un'esimente dagli obblighi di manutenzione e vigilanza sui beni demaniali ricadenti nella sua competenza.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiConcessioni demaniali idriche, lacuali e portualiPartecipazione al procedimento
RamiAmbienteDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneBuona fede e correttezza della PA

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