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Sentenza

Sentenza n. 2559/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 270/2024 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro

Giustizia amministrativa202505110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza alla sentenza n. 270/2024 del Tribunale di Como - Sezione Lavoro, relativa al riconoscimento della carta docente e dei relativi importi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti creditori)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Como - Sezione Lavoro, passata in giudicato, che aveva accertato il loro diritto alla carta docente per gli anni scolastici indicati nel titolo e aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta e a corrispondere i relativi importi. Il ricorso deduceva l’inadempimento dell’Amministrazione all’obbligo risultante dal giudicato. Il TAR ha rilevato che il passaggio in giudicato era documentalmente provato, che era stato rispettato il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996 e che la pretesa era adeguatamente documentata. Il Ministero, pur costituendosi, non ha contestato la mancata ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, dichiarando l’inottemperanza del Ministero al giudicato e ordinando all’Amministrazione di dare integrale esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla notificazione, a istanza di parte, o dalla comunicazione in via amministrativa della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza, Brianza, stabilendo che il commissario assuma le funzioni su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e provveda entro i successivi sessanta giorni, direttamente o tramite funzionario delegato. Il commissario non ha diritto a compenso, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese, liquidate in € 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    È la base processuale del ricorso per ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato e di adottare le misure necessarie, compresa la nomina del commissario ad acta.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del diritto alla carta docente riconosciuto dal giudicato del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio che deve intercorrere tra la notificazione della sentenza quale titolo esecutivo e la notificazione del ricorso per ottemperanza nei confronti delle amministrazioni pubbliche; il TAR ne ha verificato il rispetto.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza è fondato quando il giudicato azionato è documentalmente provato, il termine dilatorio previsto per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione è rispettato e l’amministrazione non contesta l’inadempimento all’obbligo risultante dal titolo.
  • Accertata l’inottemperanza a un giudicato contenente un obbligo puntuale di facere o di pagamento, il giudice dell’ottemperanza deve ordinare all’amministrazione di eseguire integralmente il titolo entro un termine assegnato.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia dell’amministrazione, disciplinandone l’attivazione su istanza del creditore e il termine per l’esecuzione sostitutiva.
  • Quando l’attività affidata al commissario ad acta rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto alcun compenso per l’esercizio dell’incarico.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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