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Sentenza

Sentenza n. 873/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì n. 162/2025 depositata in data 12.06.2025.

Giustizia amministrativa202501732

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 162/2025, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (parte vittoriosa)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Forlì n. 162/2025, divenuta definitiva, deducendo la perdurante inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'esecuzione delle statuizioni giudiziali. La sentenza era stata notificata all'Amministrazione anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Il Ministero non si è costituito. In atti risultavano le attestazioni di passaggio in giudicato del 15 ottobre 2025 e del 19 marzo 2026.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovati il passaggio in giudicato della sentenza e l'inadempimento dell'Amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della presente decisione, detratto quanto eventualmente già corrisposto. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta, già nominato nella persona del Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o di un funzionario delegato, dovrà provvedere in sostituzione dell'Amministrazione entro i successivi novanta giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, predisponendo, in caso di ulteriore inerzia, misure sostitutive mediante commissario ad acta.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il ricorrente dimostri l'esistenza di una pronuncia passata in giudicato, la sua conoscibilità da parte dell'Amministrazione e la perdurante mancata esecuzione delle statuizioni giudiziali.
  • In presenza di un inadempimento dell'Amministrazione all'obbligo di conformarsi al giudicato, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e ordinare all'Amministrazione di adottare tutti gli adempimenti necessari, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza di parte in caso di ulteriore inerzia dell'Amministrazione e secondo il termine e i poteri indicati nella decisione.
  • La mancata costituzione dell'Amministrazione non impedisce l'accoglimento dell'azione di ottemperanza quando il passaggio in giudicato e l'inadempimento risultino documentalmente comprovati.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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