Cassazione Penale, Sentenza n. 11147/2026 del 24/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello sostenendo: (1) l'errata qualificazione come amministratore di fatto della 'Work Ambiente' per insufficienza e sporadicità degli indizi (le email sarebbero poche e non dimostrerebbero un esercizio continuativo dei poteri gestori; alcuni documenti sarebbero attribuibili ad altre società o dipendenti); (2) la violazione dei principi costituzionali e penali (art. 27 Cost., art. 42 c.p.) e vizio di motivazione per avere la Corte d'appello attribuito a lui, senza specifici atti, la gestione delle società 'cartiere' (Meccano, Obiettivo Uno, Cristallo), mediante una presunta "doppia presunzione" basata su similitudini societarie, con conseguente forma di responsabilità oggettiva.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto insindacabile in sede di legittimità la valutazione di fatto dei giudici di merito, che avevano ricostruito un quadro probatorio convergente (email, dichiarazioni testimoniali, corrispondenza con il commercialista e banche) idoneo a mostrare un ruolo di fatto gestionale del Pecorari nella Work Ambiente e nel sistema delle societa' 'cartiere'. La Corte ha confermato che la qualifica di amministratore di fatto può emergere anche da atti non numericamente ingenti ma pregnanti e significativi; ha altresì ritenuto corretta l'applicazione delle regole sulla prova indiziaria per raccordare le evidenze relative alle diverse società. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e Pecorari è stato condannato al pagamento delle spese processuali. (In precedenza il Tribunale lo aveva condannato a 3 anni e 4 mesi e disposta confisca; la Corte d'appello aveva parzialmente riformato dichiarando la prescrizione per alcuni capi, rideterminando la pena a 3 anni 1 mese e 18 giorni e riducendo l'importo della confisca.)
Norme richiamate
art. 2639 cod. civ.
La qualifica di amministratore di fatto può desumersi non solo da esercizio pieno di tutti i poteri formali, ma anche da attività gestionale significativa e continuativa; può anche emergere da singole operazioni distrattive rilevanti o dall'ideazione del meccanismo fraudolento
art. 223 r.d. 267/1942
art. 223, comma 2, n. 2, r.d. 267/1942
Norma relativa alla bancarotta impropria da operazioni dolose applicata al comportamento dell'amministratore di fatto della società fallita
d.lgs. 74/2000
artt. 2, 8 e 10‑quater; art. 12‑bis
Rilevano i reati fiscali (frode fiscale e connessi) contestati; l'art. 12‑bis è stato utilizzato per la confisca fino a concorrenza del profitto/valore oggetto di illecito
art. 192 cod. proc. pen.
La Corte d'appello ha correttamente applicato le regole sulla prova indiziaria: la prova può fondarsi sulla convergenza di molteplici indizi che, nel loro insieme, consentono di ricostruire il ruolo dell'agente nel sistema fraudolento
art. 606 cod. proc. pen.
Limite dell'esame in Cassazione: si può valutare la congruità e completezza della motivazione, ma non rivedere le valutazioni di merito sui fatti salvo che sussistano omissioni, contraddizioni o illogicità manifeste
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione
Costituzione
Richiamata dalla difesa in relazione al principio di responsabilità personale e alla necessità della colpevolezza; la Corte ha ritenuto che l'accertamento indiziario, debitamente motivato, non violi tale principio
codice penale
Richiamato dalla difesa in tema di responsabilità personale; la Corte ha rigettato la censura ritenendo che non si sia configurata responsabilità oggettiva ma prova del concorso e del ruolo attivo tramite indizi convergenti
Massime di principio
- La qualifica di amministratore di fatto può essere accertata anche senza formale attribuzione di cariche se emergono atti o comportamenti gestori significativi e continuativi, o ove vi sia una singola operazione distrattiva di grande rilievo.
- La quantità di documenti/communicazioni (es. numero di email) è meno rilevante della loro qualità e contenuto: poche comunicazioni pregnanti possono dimostrare un ruolo gestionale se inserite in un quadro probatorio convergente.
- In sistemi fraudolenti con piu' entità societarie ("cartiere") la responsabilità del dominus può essere provata dalla convergenza di elementi comuni (sedi fittizie, ruolo del professionista che custodisce le scritture, corrispondenza e disposizioni gestionali), senza che ciò implichi una responsabilità oggettiva automatica.
- La prova indiziaria richiede la coesione logica degli indizi e può, se congruamente motivata, supplire all'assenza di prova diretta; la Cassazione controlla la logica e la completezza della motivazione ma non sostituisce il giudizio di merito sui fatti.
- Le censure basate su alternative interpretative dei medesimi fatti sono, di regola, inidonee in Cassazione: occorre dimostrare omissioni o contraddizioni decisive nella motivazione per ottenere accoglimento.
- Le statuizioni circa prescrizione o riduzione di pena in sede d'appello possono mutare l'entità della sanzione, ma non incidono sul giudizio di responsabilità quando la valutazione probatoria resta confermata.
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