Cassazione Penale, Sentenza n. 30670/2024 del 26/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 19/12/2023 con doglianza di violazione di legge e motivazione apparente per travisamento del fatto e della prova: contestano che il giudice non abbia valutato adeguatamente la proporzionalità della misura demolitoria rispetto alle condizioni di salute degli istanti, né spiegato l'eventuale sussistenza di soluzioni abitative alternative o la ragione della prevalenza dell'interesse allo sviluppo del territorio su diritti fondamentali documentati
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia motivato correttamente il rigetto: le patologie dedotte non risultano tali da rendere impossibile il reperimento di un alloggio alternativo; è intercorso un lunghissimo arco temporale dall'irrevocabilità della sentenza di condanna (13/2/2000) durante il quale gli istanti avrebbero potuto individuare altra sistemazione; non sono state provate situazioni di assoluta impossibilità. La motivazione è considerata congrua e applicativa del principio di proporzionalità elaborato dalla giurisprudenza convenzionale (Corte EDU). I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al pagamento di una somma equitativamente determinata di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende
Norme richiamate
Art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per disporre l'onere delle spese a carico dei ricorrenti in caso di inammissibilità del ricorso
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata nel quadro della valutazione sulla condanna alla somma a favore della Cassa delle Ammende e sulla responsabilità dei ricorrenti nel determinare l'inammissibilità; usata per fissare criteri di equità nel pagamento
Giurisprudenza Corte EDU - Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria (21/04/2016)
Richiama il principio di proporzionalità nella esecuzione di ordini demolitori che incidono su abitazioni: il giudice deve valutare la disponibilità di tempo per sanare, trovare alloggio alternativo, evitare esecuzioni lesive di altri diritti fondamentali
Giurisprudenza Corte EDU - Kaminskas c. Lituania (04/08/2020)
Conferma e dettaglia la valutazione proporzionale da adottare nel bilanciamento tra interesse pubblico alla demolizione e diritti individuali degli occupanti
Precedente nazionale - Sez. 3, n. 5822 del 18/01/2022 (Rv. 282950 - 01)
Richiamato come parametro: in fattispecie analoga è stata ritenuta corretta la negazione della revoca dell'ordine di demolizione quando gli istanti hanno commesso reiterate violazioni urbanistiche, hanno avuto mezzi e tempo per agire in tutela e non hanno dimostrato esigenze concrete che giustificassero il rinvio
Massime di principio
- In materia di reati edilizi e ordini di demolizione riguardanti abitazioni, il giudice deve applicare il principio di proporzionalità: valutare tempo a disposizione per sanatoria o ricerca abitativa, impatto su diritti fondamentali (salute, istruzione dei minori), e consapevolezza dell'illegalità
- Il lungo decorso del tempo dall'irrevocabilità della sentenza indebolisce la richiesta di sospensione o revoca dell'ordine demolitorio, salvo prova di impossibilità assoluta a reperire alternativa abitativa
- L'onere della prova spetta al ricorrente: bisogna documentare in modo specifico e convincente patologie o condizioni che rendano l'esecuzione ingiustificata o gravemente lesiva
- Condotte reiterate di violazione urbanistica, l'esistenza di rimedi giurisdizionali non utilizzati e la possibilità pratica di trovare altra abitazione sono elementi che giustificano il rigetto delle istanze di sospensione/revoca
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile il giudice può condannare il ricorrente alle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., disporre il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende, salvo che emergano elementi di grave colpa nella presentazione del ricorso
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30617/2024 del 26/07/2024
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30621/2024 del 26/07/2024
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30622/2024 del 26/07/2024
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30623/2024 del 26/07/2024
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30628/2024 del 26/07/2024
- Sentenza penale · 26 lug 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 30629/2024 del 26/07/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →