Cassazione Penale, Sentenza n. 46245/2022 del 07/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 13/04/2022 del Tribunale del riesame di Roma che aveva rigettato l'istanza di riesame di Catia Marchetti contro il decreto di sequestro preventivo (10/11/2021) disposto dal GIP di Civitavecchia, finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato di indebita compensazione (art. 10‑quater d.lgs. n.74/2000). Il ricorso deduceva: (i) incompetenza territoriale dell'autorità giudiziaria di Civitavecchia in favore di Viterbo o, in subordine, Roma; (ii) nullità/insufficienza di motivazione del decreto di sequestro quanto al "periculum in mora" e illegittima integrazione della motivazione da parte del Tribunale del riesame in violazione degli artt. 309 e 324 c.p.p., richiamando i principi delle Sezioni Unite (sent. Ellade); (iii) illegittima esecuzione del sequestro su beni intestati a società terze (di cui la ricorrente era legale rappresentante) senza indizi di interposizione fittizia.
La decisione
La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: la competenza territoriale è correttamente individuata in Civitavecchia applicando l'art. 8 d.lgs. n.74/2000 e, comunque, il criterio del luogo di accertamento (art.18 d.lgs. n.74/2000) essendo il reato consumato con la presentazione degli F24 dallo studio intermediario e gli elementi valutativi compiuti dalla Guardia di Finanza di Ladispoli. Quanto al secondo motivo, la Corte ha confermato che i principi espressi dalla sentenza delle Sezioni Unite n.36959/2021 (Ellade) si applicano anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente e che l'ordinanza impugnata ha erroneamente interpretato/distorsivamente i parametri di tale decisione. La Corte ha inoltre ritenuto che il Tribunale del riesame abbia integrato in modo non sufficientemente motivato il decreto di sequestro sul profilo del "periculum in mora": alla luce dell'incertezza sull'effettivo contenuto motivazionale del provvedimento genetico, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo esame volto ad accertare se il decreto originario fosse del tutto privo di motivazione sul periculum (improcedibile da integrare) oppure semplicemente insufficiente (integrabile). Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse della ricorrente a impugnare il sequestro di beni intestati a terzi (società).
Norme richiamate
art. 8 d.lgs. n. 74/2000
Stabilisce i criteri specifici di competenza territoriale per i delitti tributari; applicato per individuare il luogo di consumazione/accertamento del reato, con prevalenza delle regole del comma 2/3 e, in subordine, dei criteri generali dell'art. 8 c.p.p.
art. 18 d.lgs. n. 74/2000
Individua il principio del "luogo dell'accertamento" per la competenza territoriale nei reati tributari, ossia la sede dell'ufficio che ha compiuto la valutazione effettiva degli elementi di violazione
art. 10‑quater d.lgs. n. 74/2000
Norma che disciplina il delitto di indebita compensazione, il cui momento consumativo è collegato alla presentazione dell'ultimo modello F24
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Consente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; il relativo decreto deve motivare anche il "periculum in mora" quando necessario per anticipare gli effetti ablativi della confisca
Sezioni Unite, sentenza n. 36959/2021 (Ellade)
Ha affermato l'obbligo di motivare il periculum in mora anche per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (compresa la confisca per equivalente), salvo limitata eccezione per le cose la cui detenzione/uso costituisce di per sé reato; la motivazione deve spiegare perché non è possibile attendere la definizione del giudizio
art. 316 cod. proc. pen.
Richiamato a confronto per il parallelo con il sequestro conservativo; utile al metro della necessità prognostica delle garanzie patrimoniali
art. 240 cod. pen.
Cita l'eccezione relativa alle cose la cui detenzione o uso costituisca reato, per le quali la motivazione sul periculum può essere limitata
art. 309 e art. 324 cod. proc. pen.
Regole sul contenuto motivazionale dei provvedimenti cautelari e sul potere del riesame di integrare motivazioni insufficienti, con i limiti stabiliti dalla giurisprudenza
Massime di principio
- Territorialità nei reati tributari: va prima verificato se ricorra la specifica disciplina del d.lgs. n.74/2000 (art.8 commi 1-3 e art.18) e, in mancanza di applicabilità delle regole speciali, si applicano i criteri generali dell'art.8 c.p.p.; il luogo di accertamento è la sede dell'ufficio che ha concretamente valutato gli elementi che costituiscono l'accertamento
- Sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente: la motivazione sul "periculum in mora" è necessaria in linea generale (segnatamente per l'art.321, comma 2), conformemente alla sentenza Ellade; il giudice deve indicare le ragioni per cui non è possibile attendere la definizione del processo
- Integrazione della motivazione da parte del riesame: il Tribunale del riesame può integrare motivazioni insufficienti solo se nel provvedimento originario esiste un sostrato motivazionale minimo (anche stringato o per relationem); se la motivazione è totalmente assente, l'integrazione non è ammessa e il provvedimento va annullato
- Limite per l'obbligo motivazionale: l'eccezione riguarda solo i beni la cui fabbricazione/uso/detenzione costituisca reato (art.240 c.p.), per i quali la motivazione può essere più circoscritta
- Impugnazioni su beni di terzi: l'interesse processuale per contestare il sequestro di beni intestati a terzi è valutato restrittivamente; chi non ha interesse diretto (ad es. l'indagato che non ha titolo sui beni terzi) può essere privo di legittimazione a dedurre vizi relativi a quei beni
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