Cassazione Penale, Sentenza n. 44212/2022 del 21/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Boldrini, ispettore di Polizia in servizio al Commissariato Roma Porta Maggiore, è stato ritenuto responsabile, in concorso e tramite abuso dei poteri, di ripetuti accessi alla Banca dati delle forze di polizia (sistema informatico dell'ordine e della sicurezza pubblica) effettuati per finalità estranee al servizio e a vantaggio di un sodalizio criminoso dedito al riciclaggio di veicoli (interesse di Shaginau Igor e su richiesta di Zdravko Halilovic). Gli accessi contestati erano in particolare del 13.12.2012 (verifica su Bulgari Elia), del 13.01.2013 (verifica su Mercedes E350 targa ED473HT) e del 07.02.2013 (verifiche su soggetti indicati da Halilovic). In appello la pena era stata ridotta a 1 anno e 6 mesi; in Cassazione Boldrini ha proposto due motivi: (1) interpretazione normativa restrittiva dell'art. 615-ter c.p. (sostenendo che "accesso abusivo" debba intendersi solo come ingresso di chi non sia stato abilitato), e (2) vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, contestando l'entità della pena e l'uso degli aumenti ex art. 81 c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e, comunque, manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta l'applicazione dei principi delle Sezioni Unite (sent. n. 41210/2017, "Savarese") secondo cui anche il pubblico ufficiale abilitato che accede al sistema per finalità ontologicamente diverse rispetto a quelle per cui è autorizzato integra il reato di cui all'art. 615-ter c.p.; la Corte ha altresì ritenuto adeguatamente motivate le ragioni della Corte di Appello sulla determinazione della pena (discrezionalità del giudice di merito ai sensi degli artt. 132 e 133 c.p.). Il ricorrente è stato dichiarato inammissibile e condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 615-ter c.p. (accesso abusivo a un sistema informatico o telematico)
La Corte ha interpretato la norma alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite: l'illecito si realizza anche quando un soggetto abilitato accede o si mantiene nel sistema per finalità ontologicamente diverse rispetto a quelle autorizzate (abuso della funzione / sviamento di potere).
art. 110 c.p. (concorso di persone nel reato)
Usato per contestare il contributo del Boldrini alla commissione del reato in concorso con altri soggetti coinvolti nell'organizzazione criminosa.
art. 81 c.p. (aumenti di pena)
Richiamato in relazione alle contestazioni sull'applicazione di aumenti di pena; la Corte ha ritenuto che la valutazione degli aumenti rientri nella discrezionalità del giudice di merito.
artt. 132 e 133 c.p. (determinazione della pena e criteri per la sua determinazione)
La Corte ha richiamato tali articoli per ribadire che la gradazione della pena è rimessa al giudice di merito e che la sua determinazione, se motivata e non arbitraria, non è sindacabile in cassazione.
Sez. Un. n. 41210 del 18.05.2017 (pronuncia 'Savarese')
Giurisprudenza vincolante secondo cui anche l'accesso, da parte di soggetti abilitati, per finalità estranee alla funzione autorizzata integra il reato di accesso abusivo; la Corte di Cassazione ha fatto espresso richiamo a questo principio.
art. 1 legge n. 241/1990 (principio sull'interesse pubblico e procedimento)
Citato nella motivazione per spiegare il concetto di 'sviamento di potere' e la differenza tra interesse pubblico e interesse privato perseguito dall'agente.
Massime di principio
- Un pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio può realizzare il reato di accesso abusivo (art. 615-ter c.p.) anche se utilizza proprie credenziali: l'elemento rilevante è la finalità dell'accesso (se ontologicamente estranea o contraria al compito pubblico, si configura abuso).
- La giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. n. 41210/2017) è vincolante: le difese che propongono una lettura restrittiva dell'art. 615-ter (limitandola ai soli non abilitati) devono confrontarsi e confutare espressamente questo orientamento per essere efficaci in Cassazione.
- La determinazione della pena e l'applicazione di aumenti o diminuzioni rientrano nella discrezionalità del giudice di merito; la Cassazione interviene solo se la motivazione è insufficiente, contraddittoria o illogica.
- In casi di accesso a banche dati riservate, è centrale dimostrare la connessione funzionale tra l'accesso e l'espletamento del servizio: se manca tale connessione e sussistono elementi che provano finalità private o collegamento con attività criminose, l'accesso è illecito.
- Per resistere a una contestazione di accesso abusivo, il difensore dovrebbe: documentare i compiti ufficiali che giustificano l'accesso, contestare l'esistenza di un'alterità di finalità, e affrontare specificamente la giurisprudenza delle Sezioni Unite; argomentazioni generiche o non confrontate con la giurisprudenza consolidata rischiano l'inammissibilità in Cassazione.
- I ricorsi per Cassazione devono essere specifici e ben motivati: censure generiche o mere riproposizioni delle questioni di merito sono spesso dichiarate inammissibili.
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