Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10939/2022 del 25/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto l'applicazione della disciplina della continuazione in sede di esecuzione con riferimento a sentenze per reati di truffa (due sentenze del Tribunale di Ferrara e una del Tribunale di Ravenna). Il Tribunale di Ravenna aveva rigettato l'istanza ritenendo che, pur sussistendo contiguità temporale e omogeneità dei reati, non emergesse una programmazione unitaria originaria, richiedendo alla difesa ulteriori elementi a prova della programmazione e affermando che le peculiari modalità di ciascun fatto dimostravano autonome delibazioni volitive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio al Tribunale di Ravenna in composizione monocratica diversa. La Corte ha rilevato: a) che il giudice dell'esecuzione si era pronunciato su un oggetto non richiesto (una delle sentenze menzionate nell'istanza non era stata posta in continuazione), violando il principio della domanda; b) che, nonostante il riconoscimento di indicatori sintomatici della continuazione (omogeneità dei reati e contiguità spazio-temporale), il rigetto era motivato in modo apparente e generico, con riferimento a inesposte e non descritte "peculiarità della condotta" e senza indicare elementi fattuali concreti tratti dalle sentenze esaminate tali da escludere la programmazione unitaria. Per tali carenze la sentenza è stata annullata e il procedimento rimandato per una nuova decisione motivata.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    norma procedurale che disciplina l'istanza di applicazione della continuazione in sede di esecuzione; impone al giudice di verificare i requisiti per riconoscere la continuazione

  • art. 666 cod. proc. pen.

    richiamato per il principio della domanda: il giudice non può decidere su questioni o estendere la decisione oltre quanto richiesto dall'istanza

  • Sezioni Unite, n. 28659 del 18/5/2017 (Gargiulo)

    giurisprudenza che individua gli indicatori necessari per il riconoscimento della continuazione: omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità, abitudini programmate di vita e la programmazione dei reati successivi già all'epoca del primo reato

  • Sez. 1, n. 46405 del 17/10/2012 (Pariota)

    principio secondo cui il giudice dell'esecuzione non può pronunciarsi oltre la domanda formulata dalle parti

  • Sez. 3, n. 17738 del 14/12/2018 (Bencivenga)

    richiama la ripartizione dell'onere di allegazione: il richiedente deve indicare gli elementi sintomatici della continuazione, ma il giudice deve motivare concretamente se ritiene tali elementi insufficienti

Massime di principio

  • Per ottenere il riconoscimento della continuazione in sede di esecuzione è necessario allegare e, se possibile, documentare indicatori concreti: omogeneità del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale, analogie nelle modalità, sistematicità e segni di una programmazione originaria dei reati.
  • Il giudice dell'esecuzione non può negare la continuazione con motivazioni generiche: deve indicare elementi fattuali specifici e tratti dalle sentenze o dagli atti che giustifichino il contrasto con l'ipotesi di programmazione unitaria.
  • Il giudice non può decidere su oggetti non richiesti dall'istante (principio della domanda): l'estensione della decisione a fatti non domandati costituisce vizio procedurale.
  • Se il giudice riconosce la presenza di indicatori favorevoli alla continuazione ma li ritiene comunque insufficienti, deve fornire una motivazione esplicita e circostanziata sulle ragioni di tale valutazione; altrimenti la decisione è vulnerabile in sede di impugnazione.
  • In presenza di carenze motivazionali o di decisioni su oggetti non richiesti, il rimedio tende all'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, anche a diverso giudice, affinché siano colmate le lacune e rese valutazioni motivatamente fondate.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.