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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33110/2024 del 26/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo della somma di 44.930 euro e dell'immobile di sua proprietà, contestando la violazione degli artt. 125, 321 comma 2 cod. proc. pen. e 240-bis cod. pen. Sosteneva che il giudizio di proporzionalità tra il bene sequestrato e il patrimonio avrebbe dovuto tener conto non solo del reddito dichiarato ma anche di ogni altro compenso di provenienza lecita (in particolare i proventi del "bar dei platani" condotto in affitto dal maggio 2020), nonché di cessioni di autovetture, buste paga e altri introiti, che, a suo dire, giustificavano l'acquisto dell'immobile il 23 febbraio 2021 al prezzo di 47.000 euro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità contro ordinanze di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali così radicali da rendere l'argomentazione incomprensibile. Nel merito, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato: l'acquisto dell'immobile (23/02/2021) era avvenuto in epoca compatibile con l'attività illecita contestata (2018-aprile 2023); il profitto illecito stimato (circa 49.000 euro) era sostanzialmente coincidente con il prezzo dell'immobile; le buste paga e gli altri elementi documentali prodotti dal ricorrente erano insufficienti a giustificare l'acquisto; le cessioni di autovetture e altri pagamenti erano avvenuti dopo l'acquisto; le dichiarazioni sui presunti introiti del bar erano generiche e non documentate; mancava prova dello svolgimento effettivo di un'attività imprenditoriale giustificativa. Conseguentemente il sequestro confermato non presentava vizi di legge né una mancanza motivazionale grave. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma che tipizza i delitti relativi agli stupefacenti: la condotta contestata è spaccio/cessione di sostanze stupefacenti, da cui possono derivare provvedimenti ablativi sui proventi.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Previsione procedurale che consente il sequestro conservativo/probatorio; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione per la somma ritenuta provento illecito.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma collegata alla confisca: richiamata per la configurazione del sequestro dei proventi di reato.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede la cosiddetta confisca allargata per sproporzione tra patrimonio e reddito/attività: il sequestro dell'immobile è stato disposto in vista di una futura confisca allargata quando sussistano i presupposti.

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309 del 1990

    art. 85 bis del d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma procedurale del testo unico stupefacenti relativa a misure patrimoniali: utilizzata per fondare il sequestro dell'immobile in relazione ai reati di cui all'art. 73.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma sul divieto di revocare o modificare misure cautelari? (citata dal ricorrente): la Corte non ha ritenuto violata tale disposizione in quanto il riesame ha motivato le ragioni del mantenimento del sequestro.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Disciplina del ricorso per cassazione contro le ordinanze in materia di sequestro: la Corte ricorda il limite del sindacato in cassazione (ammissibile solo per violazione di legge o vizi motivazionali gravi).

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    lett. E) dell'art. 606 cod. proc. pen.

    Motivo autonomo di ricorso per vizio della motivazione (illogicità manifesta) non è esperibile nel ricorso avverso ordinanze di sequestro salvo i casi previsti; la Corte distingue questione di illogicità manifesta dalla violazione di legge.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone le spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di inammissibilità: applicata per condannare il ricorrente alle spese.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000

    sentenza della Corte costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000

    Richiamata in relazione ai criteri di valutazione sulla buona fede nella presentazione del ricorso e alla determinazione equitativa della somma a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è molto limitato: è ammesso principalmente per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere la motivazione incomprensibile.
  • Nelle valutazioni di sproporzione patrimoniale ai fini della confisca allargata (art. 240-bis e norme correlate) occorre una prova documentale concreta e temporale che giustifichi la provenienza lecita delle risorse impiegate per l'acquisto; affermazioni generiche su introiti "in nero" sono deboli se non supportate da riscontri.
  • La data di acquisto del bene rispetto al periodo in cui sarebbe stata svolta l'attività illecita è un elemento cruciale: acquisti effettuati durante il periodo di contestata attività illecita suscitano fondati sospetti e giustificano misure cautelari preventive.
  • Redditi dichiarati modesti o documenti frammentari (poche buste paga, pagamenti successivi all'acquisto) difficilmente giustificano acquisti immobiliari, soprattutto se il bene è destinato a investimento (non abitativo) e immediatamente messo in vendita.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro fondato su sproporzione patrimoniale è necessario produrre elementi probatori precisi e temporalmente pertinenti (ricevute, registri contabili, documentazione bancaria, contratti, evidenze dell'effettiva attività imprenditoriale), non meri indizi o dichiarazioni generiche.
  • Le censure che mirano a una diversa valutazione della prova o della motivazione ("erroneità"/"illogicità" non radicale) non sono il corretto oggetto del ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro; tali questioni possono invece essere sviluppate nel prosieguo del procedimento penale.

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