Cassazione Penale, Sentenza n. 21669/2023 del 19/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 29/09/2022 della Corte d'appello di Bologna che aveva rigettato la richiesta di rescissione proposta in relazione alla sentenza del Tribunale di Modena del 11/12/2017 con cui il Maurizi era stato ritenuto responsabile del reato di furto tentato. Il ricorrente (per tramite del difensore che agiva anche come procuratore speciale) deduce vizi motivazionali e violazione di legge, sostenendo in particolare che la Corte territoriale ha erroneamente ritenuto che la consapevolezza del procedimento da parte dell'imputato potesse desumersi dall'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio effettuata in fase di indagini dalla polizia giudiziaria; secondo il ricorrente tale elezione non prova la conoscenza dell'atto introduttivo del giudizio se non è seguita dalla notifica dell'atto stesso in quel luogo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo esame alla Corte d'appello di Bologna. I giudici di legittimità hanno affermato il principio che l'effettiva conoscenza del procedimento deve essere riferita alla notifica di un provvedimento formale di "vocatio in iudicium": la mera dichiarazione o elezione di domicilio fatta nella fase delle indagini preliminari non basta a dimostrare la conoscenza dell'accusa se non è seguita dalla notifica dell'atto introduttivo in quel domicilio, ancorché la notifica sia stata eseguita a mano di una persona diversa dal destinatario ma legittimata a riceverla. Pur avendo il sostituto procuratore generale chiesto annullamento senza rinvio, la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176
Riferimento procedurale alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; utilizzato per formalizzare la partecipazione scritta del pubblico ministero alla procedura in Cassazione.
Cassazione, Sez. 6, n. 21997 del 18/06/2020 (Cappelli)
Sez. 6, n. 21997 del 18/06/2020, Cappelli, Rv. 279680 - 01
Principio di diritto secondo cui la conoscenza effettiva del procedimento deve derivare da un atto formale di convocazione (vocatio in iudicium) e non dalla sola elezione di domicilio in fase di indagini.
Cassazione, Sez. U, n. 28912 del 28/02/2019 (Innaro)
Sez. U, n. 28912 del 28/02/2019, Innaro, Rv. 275716
Giurisprudenza di riferimento che conferma l'interpretazione restrittiva circa la prova della conoscenza del procedimento: non è sufficiente la mera dichiarazione di domicilio nelle indagini preliminari.
Massime di principio
- L'elezione di domicilio effettuata nella fase delle indagini preliminari non costituisce di per sé prova della conoscenza dell'atto introduttivo del giudizio; per ritenere che l'imputato abbia effettiva conoscenza è necessaria la notifica formale della "vocatio in iudicium".
- Se la notifica dell'atto introduttivo è stata eseguita in un luogo diverso dal domicilio effettivo o consegnata a terzi, occorre che sia provata la legittimazione del soggetto che ha ricevuto l'atto e la conseguente possibilità di ritenere efficace la comunicazione nei confronti dell'imputato.
- Le corti devono motivare specificamente quando inferiscono la consapevolezza del procedimento dall'atteggiamento difensivo o dalla scelta di domicilio; deduzioni meramente indiziarie o basate su una semplice elezione di domicilio in fase di identificazione non sono sufficienti.
- In casi simili, il ricorso per cassazione può essere fondato se la Corte d'appello ha fatto discendere la conoscenza del procedimento esclusivamente dalla dichiarazione di domicilio in sede di indagini senza accertare la notifica dell'atto introduttivo.
- Quando la Cassazione annulla per violazione di tale principio, è frequente il rinvio per nuovo esame alla Corte territoriale affinché verifichi la sussistenza effettiva della notifica e la concreta consapevolezza dell'imputato.
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