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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16498/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 28/02/2022, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione (art. 81 c.p. e art. 671 c.p.p.). Si censura che il giudice dell'esecuzione abbia riesaminato una continuazione già riconosciuta e definitiva (giudicato esecutivo) tra le sentenze riportate ai nn.1-2-3-8-9-10-11-12-13 del casellario, invece di valutare esclusivamente la richiesta di estendere quella continuazione ai due reati indicati nei nn.20 e 21 del casellario; inoltre si lamenta l'omessa verifica degli "indici rivelatori" della continuazione tra i reati nuovi e quelli già riuniti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d'appello abbia travisato il petitum e violato la preclusione determinata dal giudicato esecutivo, essendosi pronunciata nuovamente sui medesimi reati già oggetto di riconoscimento della continuazione e omettendo di decidere sull'effettiva richiesta di estensione ai due reati nuovi. L'ordinanza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di L'Aquila in diversa composizione, che dovrà pronunciarsi correttamente tenendo conto del giudicato esecutivo e del principio secondo cui il giudice dell'esecuzione non può trascurare una precedente valutazione positiva della continuazione salvo specifiche ragioni.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Rilevato come norma di riferimento per il concetto di continuazione tra reati (aumento di pena), invocata nella censura sulla corretta determinazione e frazionamento dell'aumento per continuazione

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma procedurale relativa alla competenza e alle decisioni del giudice dell'esecuzione; la sentenza censura il vizio motivazionale e la modalità di riesame della continuazione in sede esecutiva

  • Giudicato esecutivo (giurisprudenza: Sez.1, n.27712 del 01/07/2020, P.M. in proc. Paviglianiti, Rv.279786)

    Principio richiamato per affermare la preclusione alla revisione di valutazioni già definitivamente compiute in sede esecutiva circa il riconoscimento della continuazione

  • Giurisprudenza su inderogabilità della precedente valutazione positiva della continuazione (Sez.1, n.6224 del 13/10/2023, Ugolini, Rv.285790; Sez.1, n.4716 del 08/11/2013, Marinkovic, Rv.258227)

    Principio di diritto enunciato: in sede esecutiva il giudice non può ignorare un precedente riconoscimento positivo della continuazione per alcuni reati richiesti in un'unificazione salvo specifica e significativa motivazione che giustifichi la non riconducibilità dei fatti al medesimo disegno criminoso

Massime di principio

  • Se in sede esecutiva è già stato riconosciuto il vincolo di continuazione tra determinati reati, quel riconoscimento ha efficacia preclusiva: il giudice dell'esecuzione non può riesaminare quelle stesse posizioni senza ragioni specifiche che giustifichino la revisione
  • Una istanza di estensione della continuazione deve essere interpretata e decisa rispetto al petitum così come è stato formulato: il giudice deve pronunciarsi sui reati per i quali si chiede l'estensione, non riesaminare indiscriminatamente questioni già definite
  • Il ricorso per cassazione per vizio di motivazione è fondato quando il giudice omette di confrontarsi con la domanda principale o travisa il contenuto dell'istanza (palese travisamento del fatto), imponendo l'annullamento e il rinvio
  • Per ottenere l'estensione della continuazione conviene documentare chiaramente gli "indici rivelatori" (temporalità, natura del disegno criminoso, connessione logica) che colleghino i reati nuovi a quelli già considerati continuativi
  • In sede esecutiva, il giudice può discostarsi da una precedente valutazione positiva della continuazione solo se fornisce motivazione specifica e significativa che dimostri l'irrilevanza degli elementi che avevano portato al riconoscimento originario

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