Provvedimento AGCM PS12925 del 25/11/2025
ATAC-PROBLEMATICHE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl procedimento riguarda ATAC S.p.A., gestore esclusivo del trasporto pubblico locale non periferico di Roma Capitale, cui era stata contestata una possibile pratica commerciale scorretta per il sistematico mancato raggiungimento, nel triennio 2021-2023, di obiettivi di qualità e quantità del servizio promessi nel contratto di servizio e nella Carta della Qualità. L'Autorità ha esaminato disservizi su regolarità del servizio di superficie e metropolitana, sicurezza delle stazioni, funzionamento degli impianti di traslazione e illuminazione, e la mancata adozione di adeguate misure correttive o compensative. ATAC ha presentato impegni articolati in rimborsi, ristori, assunzioni/formazione, compliance e potenziamento informativo. L'AGCM ha ritenuto gli impegni idonei a rimuovere i possibili profili di scorrettezza e ha chiuso il procedimento senza accertare l'infrazione, rendendoli obbligatori.
ATAC S.p.A., disservizi nel TPL romano e impegni su rimborsi/organizzazione/informazione: procedimento chiuso senza accertamento dell'infrazione
ATAC - problematiche nel trasporto pubblico locale e impegni
Il provvedimento riguarda ATAC S.p.A., gestore esclusivo del trasporto pubblico locale non periferico di Roma Capitale, nei cui confronti era stato avviato il procedimento PS12925 per una possibile pratica commerciale scorretta ai sensi dell'art. 20, comma 2, del Codice del consumo. L'istruttoria ha preso le mosse dal mancato raggiungimento, nel triennio 2021-2023, di obiettivi di qualità e quantità del servizio previsti nel contratto di servizio e comunicati agli utenti anche tramite la Carta della Qualità.
Soggetti coinvolti e svolgimento del procedimento
Oltre ad ATAC, sono intervenute le associazioni Assoutenti e UDICON. L'Autorità ha svolto accertamenti ispettivi, acquisito informazioni e tenuto audizioni con il Professionista. ATAC ha inoltre presentato una proposta di impegni il 9 maggio 2025, poi integrata nella versione definitiva e consolidata l'11 agosto 2025. È stato chiesto anche il parere dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), per il profilo di settore.
Condotte contestate
L'Autorità ha contestato ad ATAC di avere sistematicamente mancato di raggiungere diversi obiettivi di servizio nel periodo 2021-2023, in particolare:
- regolarità del servizio di trasporto di superficie e della metropolitana;
- presidi di sicurezza delle stazioni metropolitane delle linee A e B/B1;
- funzionamento di ascensori, montascale e scale/tappeti mobili;
- illuminazione delle stazioni della metropolitana.
Secondo l'avvio, a fronte di tali disservizi, ATAC non avrebbe adottato misure correttive adeguate né iniziative di rimborso o compensazione tariffaria idonee a ristorare i consumatori per i disagi subiti.
Quadro normativo e parere ART
Il procedimento è stato inquadrato nell'art. 20, comma 2, del Codice del consumo. L'ART ha richiamato la disciplina di settore del TPL e ha osservato, per quanto di competenza, che le criticità evidenziate non integrano un'autonoma violazione della normativa di settore richiamata; ha però formulato osservazioni sulla necessità di canali alternativi all'App per le richieste di rimborso, sull'opportunità di una platea più ampia di beneficiari e sull'adeguatezza delle risorse destinate alle misure organizzative.
Gli impegni assunti da ATAC
ATAC ha articolato gli impegni in cinque misure.
- Rimborso per ritardi: gli abbonati annuali Metrebus potranno chiedere un rimborso di 0,50 euro per ritardi superiori a 15 minuti del mezzo, tramite l'App ATAC entro 48 ore; il rimborso sarà erogato entro 30 giorni, sotto forma di credito sul borsellino elettronico, e non si applicherà in presenza di servizi sostitutivi o di ritardi non imputabili alla società.
- Ristoro automatico: gli abbonati annuali sottoscritti nel 2023 o 2024, validi almeno un giorno nel 2024 e titolari di Metrebus card e account App, riceveranno 5 euro; chi ha avuto l'abbonamento attivo in almeno un'ulteriore annualità nel triennio 2021-2023 riceverà ulteriori 5 euro. L'ammontare complessivo del piano di rimborsi è superiore a 3 milioni di euro.
- Misure organizzative sul servizio: inserimento di 61 nuovi operatori per i presidi delle stazioni metropolitane, anche tramite riqualificazione del personale già in servizio; valore complessivo superiore a 2,5 milioni di euro.
- Compliance: adozione di un programma di compliance focalizzato sulla tutela del consumatore, con processi interni, monitoraggio e formazione del personale.
- Informazione all'utenza: potenziamento dei canali di comunicazione dedicati ai passeggeri per rendere più visibili e fruibili i servizi disponibili.
Valutazione dell'Autorità sugli impegni
L'AGCM ha ritenuto gli impegni idonei a eliminare i possibili profili di illegittimità della pratica contestata. In particolare, ha valorizzato:
- il carattere innovativo e monitorabile del sistema di rimborso per ritardi;
- la certezza dei tempi di valutazione delle richieste e l'oggettività delle cause di esclusione, correlate alle cause di esclusione di responsabilità del contratto di servizio;
- la congruità del ristoro automatico per gli utenti maggiormente incisi dai disservizi;
- l'efficacia delle misure organizzative e del programma di compliance nel prevenire ulteriori criticità;
- il contributo informativo dell'App e del rafforzamento dei canali di comunicazione.
L'Autorità ha ritenuto che le osservazioni di UDICON e alcune considerazioni di ART non fossero tali da impedire l'accoglimento degli impegni, richiamando la propria competenza esclusiva a valutare l'idoneità degli impegni a rimuovere i profili consumeristici contestati.
Esito del procedimento e obblighi successivi
Il procedimento è stato chiuso senza accertare l'infrazione. Gli impegni sono stati resi obbligatori ai sensi dell'art. 27, comma 7, del Codice del consumo e dell'art. 10 del Regolamento. ATAC deve informare l'Autorità dell'avvenuta attuazione entro 90 giorni dalla notifica. Il provvedimento richiama inoltre la possibilità di riapertura d'ufficio in caso di mancata esecuzione degli impegni, mutamento della situazione di fatto o informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti. In caso di inottemperanza è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 10.000.000 euro, con possibile sospensione dell'attività fino a trenta giorni in caso di reiterazione.
Punti principali
Professionista e origine del procedimento
ATAC S.p.A., affidataria esclusiva del servizio di TPL non periferico di Roma Capitale, è stata destinataria di un procedimento avviato il 18 febbraio 2025 ai sensi dell'art. 20, comma 2, del Codice del consumo. L'istruttoria è nata da informazioni acquisite dall'Autorità circa il mancato rispetto, nel triennio 2021-2023, di indicatori qualitativi e quantitativi del servizio previsti dal contratto di servizio e rappresentati agli utenti nella Carta della Qualità.
Condotta contestata e profili di scorrettezza ipotizzati
La pratica contestata consisteva nel sistematico mancato raggiungimento di obiettivi relativi a regolarità del trasporto di superficie e metropolitana, presidi di sicurezza delle stazioni, funzionalità di ascensori, montascale e scale/tappeti mobili, nonché illuminazione delle stazioni. L'avvio segnalava anche l'assenza di misure correttive adeguate e di rimedi economici o rimodulazioni tariffarie a fronte dei disagi per i consumatori.
Impegni presentati da ATAC
ATAC ha presentato una proposta di impegni, poi consolidata l'11 agosto 2025, articolata in cinque misure: rimborso per ritardi superiori a 15 minuti per abbonati annuali Metrebus; ristoro automatico per gli abbonati annuali validi almeno un giorno nel 2024; assunzione/riqualificazione di 61 operatori per i presidi di stazione; programma di compliance con focus tutela del consumatore; potenziamento dei canali informativi per l'utenza.
Valutazioni dell'Autorità sugli impegni
L'AGCM ha ritenuto gli impegni idonei a far venir meno i possibili profili di scorrettezza, valorizzandone la monitorabilità, l'innovatività del sistema di rimborso, la congruità del ristoro e l'idoneità delle misure organizzative a incidere sulle criticità del servizio. È stato osservato che il procedimento poteva essere chiuso senza accertare l'infrazione in quanto gli impegni soddisfacevano i requisiti dell'art. 27, comma 7, del Codice del consumo.
Esito finale e conseguenze
Il procedimento è stato chiuso senza accertamento dell'infrazione; gli impegni sono stati resi obbligatori nei confronti di ATAC. La società deve informare l'Autorità dell'attuazione entro 90 giorni dalla notifica. È stata richiamata la possibilità di riapertura d'ufficio in caso di mancata attuazione, mutamento della situazione di fatto o informazioni incomplete/inesatte, nonché la sanzione da 10.000 a 10.000.000 euro per inottemperanza.
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