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Pratica scorretta

Provvedimento AGCM IP378 del 25/11/2025

SALT-GRUPPO ASTM/DISAGI SULLA RETE AUTOSTRADALE

AGCMIP378

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM contesta a Società Autostrada Ligure Toscana p.a. di non avere ottemperato integralmente alla precedente diffida contenuta nella delibera n. 30628/2023, confermata dal TAR Lazio, relativa ai rilevanti disagi causati dai cantieri sulla rete autostradale gestita dalla società. SALT risulta aver adottato solo misure informative, ma non ancora meccanismi effettivi di adeguamento, riduzione o rimborso dei pedaggi in presenza di limitazioni alla viabilità. L’Autorità avvia quindi il procedimento ex art. 27, comma 12, Codice del consumo, per l’eventuale irrogazione della sanzione per inottemperanza.

Società Autostrada Ligure Toscana p.a. (SALT) – inottemperanza alla delibera AGCM n. 30628/2023 sui disagi da cantieri in autostrada e sui rimborsi pedaggio; avvio procedimento ex art. 27, co. 12 Codice del consumo

Inottemperanza di SALT alla diffida AGCM sui disagi da cantieri autostradali

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contesta a Società Autostrada Ligure Toscana p.a. una parziale inottemperanza alla precedente delibera n. 30628 del 2 maggio 2023, confermata in sede giurisdizionale. Il procedimento riguarda i disagi generati dai cantieri sulla rete autostradale gestita dalla società e, in particolare, la mancata adozione di meccanismi adeguati di rimborso o compensazione dei pedaggi a fronte del deterioramento del servizio.

Il precedente accertamento sulla pratica commerciale scorretta

Con il provvedimento n. 30628/2023, adottato ai sensi degli artt. 20, 24 e 25 del Codice del consumo, l’AGCM aveva già accertato la scorrettezza della condotta di SALT. La società, quale gestore in concessione della tratta autostradale A15, aveva condizionato il comportamento dei consumatori inducendoli ad acquistare un servizio autostradale qualitativamente diverso da quello atteso, a causa dei rilevanti disagi derivanti da cantieri, chiusure, restringimenti di carreggiata e riduzione dei limiti di velocità. Contestualmente, aveva omesso di predisporre meccanismi di adeguamento, riduzione, sospensione e rimborso dei pedaggi.

Diffida, sanzione originaria e conferma del TAR

Nel 2023 l’Autorità aveva irrogato a SALT una sanzione amministrativa pecuniaria di 700.000 euro, vietando la diffusione o la continuazione della pratica e imponendo alla società di comunicare entro 90 giorni le iniziative adottate per ottemperare. Il provvedimento è stato impugnato, ma il TAR Lazio, con sentenza n. 16094 dell’8 settembre 2025, ha confermato integralmente l’impostazione dell’Autorità.

Le misure di ottemperanza presentate dalla società

Nelle relazioni presentate all’AGCM, SALT ha indicato soprattutto misure di natura informativa e organizzativa. In particolare, ha rappresentato:

  • il potenziamento delle informazioni sui tempi di percorrenza, anche tramite diffusione sui pannelli a messaggio variabile e per tratta elementare;
  • l’ottimizzazione della programmazione e gestione dei cantieri;
  • la formazione specifica del personale dei punti di assistenza all’utenza.

Quanto ai ristori economici, la società ha prospettato soltanto rimborsi su istanza del singolo utente, condizionati a soglie minime di ritardo, a finestre orarie determinate e a un sistema di classificazione dei cantieri con esclusioni e limitazioni di responsabilità.

Gli sviluppi regolatori dell’ART e il confronto con il modello proposto da SALT

L’AGCM ha ricostruito anche il quadro regolatorio intervenuto presso l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. La delibera n. 132/2024 ha rafforzato gli obblighi informativi dei gestori autostradali e ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale o parziale del pedaggio in presenza di limitazioni all’utilizzo dell’infrastruttura, come l’apertura di cantieri. Successivamente, la delibera n. 49/2025 ha avviato la consultazione per definire i criteri di calcolo e le modalità di erogazione dei rimborsi.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, ART ha chiarito che il diritto al rimborso non dovrebbe dipendere da soglie minime di ritardo rispetto ai tempi medi di percorrenza, ma dal disagio arrecato dal cantiere in termini di riduzione delle corsie disponibili. Inoltre, il meccanismo automatico di rimborso dovrebbe costituire la regola, mentre la richiesta del singolo utente dovrebbe avere carattere residuale. L’implementazione dell’App unica è stata indicata come funzionale all’automatismo dei rimborsi per gli utenti registrati.

La valutazione dell’AGCM sull’ottemperanza

Alla luce degli elementi acquisiti, l’Autorità ha ritenuto che SALT abbia dato corso solo parzialmente alla diffida del 2023. Le misure informative sono state giudicate sostanzialmente idonee, ma non lo sono state quelle relative ai ristori, poiché la società non ha ancora adottato meccanismi di rimborso o compensazione coerenti con il quadro regolatorio emergente.

L’AGCM ha inoltre evidenziato che il sistema elaborato da SALT si fonda su una logica diversa da quella prefigurata da ART: è basato sulla domanda individuale del consumatore, prevede soglie e limitazioni aggiuntive e distingue tra tipologie di cantieri e cause di responsabilità in modo non sovrapponibile alle indicazioni del regolatore.

Avvio del procedimento ex art. 27, comma 12, Codice del consumo

Ritenendo sussistenti i presupposti dell’inottemperanza a un proprio provvedimento inibitorio e di rimozione degli effetti, l’AGCM ha contestato a SALT la violazione dell’art. 27, comma 12, del Codice del consumo e ha avviato il procedimento per l’eventuale irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla norma, da 10.000 a 10.000.000 euro.

Termini procedurali e diritti difensivi

Nel dispositivo l’Autorità ha indicato il responsabile del procedimento, ha consentito l’accesso agli atti presso la Direzione competente e ha assegnato al professionista 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento per depositare scritti difensivi, documenti e per chiedere di essere sentito. Il procedimento dovrà concludersi entro 180 giorni dalla comunicazione.

Punti principali

Professionista e precedente accertamento

SALT, società del Gruppo ASTM e gestore della tratta autostradale A15, era già stata destinataria del provvedimento AGCM n. 30628 del 2 maggio 2023, con cui era stata accertata una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 24 e 25 del Codice del consumo. La pratica consisteva nell’aver indotto i consumatori ad acquistare un servizio autostradale qualitativamente diverso da quello atteso, a causa di cantieri, chiusure, restringimenti di carreggiata e riduzione dei limiti di velocità, oltre che nell’aver omesso meccanismi di adeguamento o rimborso dei pedaggi.

Contenuto della diffida e sanzione originaria

Con la delibera del 2 maggio 2023 l’Autorità aveva irrogato a SALT una sanzione di 700.000 euro, vietando la prosecuzione della pratica e imponendo alla società di comunicare entro 90 giorni le iniziative adottate per ottemperare. Il provvedimento era stato successivamente confermato dal TAR Lazio con sentenza n. 16094 dell’8 settembre 2025.

Misure di ottemperanza comunicate da SALT

Nelle relazioni di ottemperanza e nelle integrazioni successive, SALT ha riferito di aver adottato o progettato soprattutto misure informative: potenziamento delle informazioni sui tempi di percorrenza, diffusione dei dati sui tratti elementari e sui pannelli a messaggio variabile, ottimizzazione della gestione dei cantieri e formazione del personale dei punti informativi. In tema di ristori, la società ha invece prospettato solo rimborsi su istanza di parte, subordinati a soglie minime di ritardo, a fasce orarie e a distinzioni tra cantieri imputabili e non imputabili.

Valutazione dell’AGCM sull’ottemperanza

L’Autorità ha ritenuto che le misure informative siano sostanzialmente idonee a soddisfare la diffida, ma che non lo siano quelle relative ai ristori economici, poiché SALT non ha ancora adottato meccanismi effettivi di rimborso o compensazione del pedaggio. In particolare, il sistema proposto dalla società è stato giudicato non conforme ai principi emersi dalla regolazione ART, perché non automatico, basato sulla richiesta individuale del consumatore e su condizioni e limitazioni più restrittive di quelle indicate dal regolatore.

Rilevanza della regolazione ART

Nel provvedimento l’AGCM valorizza gli sviluppi regolatori dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che con la delibera n. 132/2024 ha previsto obblighi informativi più dettagliati e ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale o parziale del pedaggio in presenza di limitazioni all’utilizzo dell’infrastruttura, rinviando però la disciplina attuativa. Con la delibera n. 49/2025, ART ha poi avviato la consultazione sulle modalità di calcolo ed erogazione dei rimborsi, prospettando un meccanismo automatico come regola generale e un rimborso del 75% in alcuni casi di traffico bloccato.

Esito del procedimento e avvio della fase sanzionatoria

Sulla base degli elementi raccolti, l’AGCM ha ritenuto che SALT sia solo parzialmente ottemperante alla diffida del 2023 e abbia quindi violato l’art. 27, comma 12, del Codice del consumo. È stato avviato il procedimento per l’eventuale irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria, richiamando il range edittale da 10.000 a 10.000.000 euro previsto per l’inottemperanza ai provvedimenti dell’Autorità.

Come è indicizzato

Materieinottemperanzaservizi autostradaliomissioni informativerimborso del pedaggiotutela del consumatore

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