Sentenza n. 348/2026 - Latina, Sezione 1
per l'ottemperanza della Sentenza n. 851/23 del 28/06/23, nel Giudizio R.G. n. 1316/23 emessa dal Tribunale di Frosinone - Sezione Lavoro, nella persona del Giudice Dott.ssa Laura Laureti notificata il 16 dicembre 2024 e passata in giudicato il 15/01/2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza, deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza del Tribunale di Frosinone, Sezione Lavoro, n. 851/2023. La pronuncia, notificata al Ministero il 16 dicembre 2024 e passata in giudicato il 15 gennaio 2025, aveva condannato l'amministrazione ad attribuire alla docente il beneficio economico di 500 euro annui, mediante attivazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2022/2023, per complessivi 1.500 euro. Il Ministero si è costituito depositando un atto di mero stile, senza dimostrare l'avvenuto adempimento né indicare elementi ostativi all'esecuzione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso ritenendo accertato l'inadempimento dell'amministrazione rispetto al giudicato del giudice ordinario. Ha assegnato al Ministero il termine di sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza, o dalla notificazione a cura della ricorrente, per compiere gli adempimenti necessari all'esecuzione della sentenza presupposta. Ha disposto che, in caso di persistente inadempimento, l'esecuzione sia svolta nei successivi sessanta giorni da un commissario ad acta, individuato nel Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Frosinone/Latina o in un funzionario da questi delegato, da insediare su sollecitazione della ricorrente. Il compenso del commissario, posto a carico del Ministero, è stato liquidato in 1.000 euro, salvo conguaglio. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro, oltre accessori, rifusione del contributo unificato e distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di adottare le misure necessarie a rendere effettivo il giudicato, inclusa la fissazione di un termine per l'adempimento e la nomina di un commissario ad acta.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
È la disposizione richiamata dalla sentenza presupposta quale fondamento del beneficio economico annuo di 500 euro destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente mediante carta elettronica.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, conv. nella l. 28 febbraio 1997, n. 30
È richiamata in relazione alla notificazione della sentenza del giudice ordinario al Ministero ai fini dell'esecuzione.
Massime di principio
- Quando una pubblica amministrazione non esegue spontaneamente una sentenza passata in giudicato, il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e predisporre contestualmente la nomina di un commissario ad acta per l'eventuale fase sostitutiva.
- La costituzione dell'amministrazione con un atto meramente formale, privo della prova dell'adempimento o dell'indicazione di specifici impedimenti, non esclude l'accertamento dell'inadempimento al giudicato.
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario che impone a un'amministrazione un'obbligazione determinata, il giudice amministrativo può disporre le misure esecutive necessarie, compresa la liquidazione preventiva del compenso del commissario ad acta e la sua imputazione all'amministrazione inadempiente.
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