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Risoluzione

Risoluzione n. 133 del 14/06/2007

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La risoluzione chiarisce che le erogazioni liberali destinate al restauro di una chiesa e delle sue pertinenze vincolate ai sensi del Codice dei beni culturali possono essere detratte dalle persone fisiche ex art. 15 TUIR e dedotte dalle imprese ex art. 100 TUIR, purché rispettino le condizioni previste. Indica inoltre le modalità di pagamento ammesse, i requisiti della convenzione per la detrazione e le regole di controllo e documentazione per le erogazioni deducibili.

Erogazioni liberali per il restauro di una chiesa parrocchiale

Erogazioni liberali per il restauro di una chiesa parrocchiale

La risoluzione esamina il regime fiscale delle erogazioni liberali destinate a sostenere lavori di restauro e risanamento conservativo di una chiesa parrocchiale e delle sue pertinenze, soggette a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Vengono chiariti i profili di detraibilità per le persone fisiche, di deducibilità per le imprese e di documentazione richiesta per beneficiare delle agevolazioni.

Quesiti posti dalla Parrocchia

La Parrocchia Alfa, ente civilmente riconosciuto e iscritto nel registro delle persone giuridiche, riferisce di avere in corso lavori di restauro della chiesa e delle sue pertinenze, già approvati dagli uffici comunali e dalla Soprintendenza competente. Chiede chiarimenti su:

  • detraibilità, per le persone fisiche, delle erogazioni liberali nella misura del 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera h), TUIR;
  • deducibilità, per le imprese, ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR;
  • modalità di effettuazione delle erogazioni;
  • contenuto della convenzione richiesta per le erogazioni agevolate ex art. 15 TUIR e modalità di controllo per quelle ex art. 100 TUIR.

Soluzione prospettata dall’interpellante

La Parrocchia ritiene che:

  • le erogazioni a suo favore possano rientrare tra gli oneri detraibili per le persone fisiche e deducibili per le imprese, in quanto destinate a interventi su beni culturali tutelati;
  • le erogazioni possano essere effettuate in qualsiasi forma, con prova costituita dalla sola ricevuta rilasciata dalla Parrocchia;
  • la convenzione prevista dall’art. 15, comma 1, lettera h), TUIR debba essere un accordo bilaterale tra erogatore e beneficiario, senza coinvolgimento del soggetto pubblico autorizzante.

Detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali

L’Agenzia richiama il quadro normativo:

  • l’art. 15 TUIR consente alle persone fisiche la detrazione dall’imposta lorda del 19% per specifiche erogazioni liberali in denaro;
  • l’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR consente alle imprese la deduzione dal reddito d’impresa delle erogazioni liberali in denaro effettuate per l’acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni culturali indicati dalla norma.

Conferma che, in base alla risoluzione n. 42/E del 5 aprile 2005 e al rinvio operato dall’art. 147 TUIR, anche gli enti non commerciali possono fruire della detrazione prevista dall’art. 15, comma 1, lettera h).

Precisa inoltre che tra i soggetti destinatari delle erogazioni deducibili ex art. 100, comma 2, lettera f), possono essere ricomprese anche le parrocchie, poiché:

  • sono enti riconosciuti, ai sensi dell’art. 29 della legge 20 maggio 1985, n. 222;
  • non perseguono fini di lucro.

Ne deriva che le imprese, al pari delle persone fisiche e degli enti non commerciali, possono beneficiare del regime agevolato per erogazioni in favore di parrocchie che realizzano interventi su beni culturali tutelati dal decreto legislativo n. 42 del 2004, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma.

Modalità di effettuazione delle erogazioni liberali

L’Agenzia precisa che le erogazioni liberali devono essere effettuate mediante strumenti tracciabili, analogamente a quanto previsto per le erogazioni a favore delle ONLUS e per quelle contemplate dall’art. 14 del decreto-legge n. 35 del 2005. Sono ammessi i seguenti sistemi di pagamento:

  • banca;
  • ufficio postale;
  • sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del decreto legislativo n. 241 del 1997, cioè carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

Convenzione e documentazione per l’art. 15 TUIR

Per le erogazioni agevolate ai sensi dell’art. 15, comma 1, lettera h), TUIR, la convenzione deve essere stipulata tra il soggetto erogatore e il beneficiario attuatore dell’iniziativa culturale. L’Agenzia richiama le indicazioni del Ministero per i beni e le attività culturali, secondo cui la convenzione deve essere redatta in forma scritta ai sensi dell’art. 17 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, quando uno dei soggetti coinvolti sia un’amministrazione pubblica, un ente o un’istituzione pubblica.

La convenzione deve essere corredata da un progetto che indichi:

  • costi complessivi;
  • fonti di finanziamento, comprese le liberalità;
  • avvenuto versamento delle somme erogate;
  • tempi di attuazione dell’iniziativa.

Se invece intervengono persone giuridiche private senza scopo di lucro o persone fisiche, è richiesto un accordo scritto che esprima la volontà di realizzare l’iniziativa culturale e di sostenerla finanziariamente, sempre corredato dalla documentazione sopra indicata.

Controlli e procedura per le erogazioni ex art. 100 TUIR

Per le erogazioni effettuate ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR, la norma attribuisce al Ministero per i beni e le attività culturali il compito di controllare l’impiego delle somme. Le erogazioni non integralmente utilizzate nei termini assegnati, oppure utilizzate in modo non conforme alla destinazione, confluiscono integralmente all’entrata dello Stato.

Il Ministero ha precisato che per questa tipologia di erogazioni non è prevista una convenzione apposita. In luogo della convenzione, il soggetto erogatore deve presentare alle Soprintendenze competenti, con apposita istanza, un progetto dettagliato dell’iniziativa culturale da finanziare, completo di tutte le previsioni di spesa.

Chiarimenti ministeriali richiamati

La risoluzione richiama anche ulteriori chiarimenti del Ministero per i beni e le attività culturali:

  • con la circolare n. 183 del 22 dicembre 2005 sono state fornite indicazioni sulla forma della convenzione e sulla documentazione da allegare;
  • con la circolare n. 38 del 19 febbraio 2007 sono state aggiornate le modalità procedurali per il rilascio delle autorizzazioni e dei pareri dei competenti comitati di settore del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, attribuendo competenze agli organi territoriali periferici del Ministero.

Viene inoltre precisato che gli interventi sui beni per i quali sia intervenuta la verifica dell’interesse culturale, soggetti ad autorizzazione ministeriale tramite le Soprintendenze, comprendono quelli previsti dall’art. 21 e seguenti del Codice dei beni culturali e del paesaggio, inclusa l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere, anche se finanziati in tutto o in parte con erogazioni liberali. Per mostre, esposizioni, studi e ricerche finanziati mediante erogazioni liberali, l’autorizzazione del Ministero deve essere resa ai sensi dell’art. 100, comma 2, lettera f), TUIR.

Esito complessivo

La risoluzione conferma l’applicabilità delle agevolazioni fiscali alle erogazioni liberali destinate al restauro della chiesa parrocchiale, purché siano rispettate le condizioni normative, la tracciabilità dei pagamenti e, per la detrazione ex art. 15 TUIR, la stipula della convenzione o dell’accordo scritto nei termini indicati dal Ministero competente.

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