Cassazione Penale, Sentenza n. 27071/2023 del 21/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (ex art. 240 bis c.p.) di somme, immobili, beni mobili registrati e oggetti di valore nella disponibilità di Cirillo Lanfranco anche per interposta persona (individuata nella Spagnoli), fino alla concorrenza di €141.768.131. La Spagnoli, pur terza interessata, è indagata per art. 648 ter c.p. in relazione a parte delle somme. La difesa ha dedotto: (1) violazione di legge e carenza di motivazione sull'individuazione del periodo di ragionevolezza temporale posto a confronto; (2) errata valutazione della sproporzione reddituale avendo computato beni e trust antecedenti al periodo considerato; (3) errore nel computo della sproporzione per non aver considerato tra le fonti reddituali il reddito non dichiarato e per avere applicato in modo illegittimo la modifica introdotta dalla L. 161/2017; (4) carenza probatoria circa la qualifica di interposta della ricorrente e la mancata dimostrazione dell'effettiva disponibilità dei beni da parte del Cirillo, essendo molti beni in concreta disponibilità materiale della Spagnoli.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha escluso che, in qualità di terza, la Spagnoli potesse contestare aspetti quali la scelta del periodo temporale, il calcolo della sproporzione e la valutazione dei redditi (motivi 1-3), poiché tali censure esulano dall'ambito di impugnazione riconosciuto al terzo. Ha invece accolto il quarto motivo: la decisione del Tribunale del riesame che aveva ritenuto la Spagnoli soggetto interposto si fondava in modo errato su considerazioni generiche e sulla sola sproporzione, senza fornire prova grave, precisa e concordante dell'effettiva disponibilità dei beni da parte di Cirillo e senza valutazioni specifiche per ciascuna categoria di beni. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rimesso il giudizio al Tribunale del riesame affinché valuti nuovamente, con adeguata motivazione e per singole categorie di beni, l'effettiva disponibilità degli stessi da parte di Cirillo.
Norme richiamate
art. 240 bis cod. pen.
Norma che consente il sequestro per sproporzione finalizzato alla confisca. La Corte richiama i limiti dell'impugnazione da parte del terzo: il terzo può contestare la presunta interposizione e dimostrare la propria effettiva titolarità/disponibilità dei beni, ma non può sollevare questioni sulla sussistenza dei presupposti generali della misura che esulano dal suo interesse diretto.
art. 648 ter cod. pen.
Norma connessa all'autoriciclaggio; citata in relazione all'indagine a carico della Spagnoli per la provenienza di parte delle somme. Serve a qualificare i fatti che costituiscono il presupposto logico del sequestro nei confronti di Cirillo.
art. 12-sexies, D.L. 306/1992
Richiamato nella giurisprudenza sul sequestro nei confronti di terzi: la legittimazione del terzo a proporre riesame/appello è limitata alla contestazione della presunzione di interposizione e alla prova dell'effettiva titolarità/disponibilità del bene.
L. 161/2017
Modifica il trattamento dei redditi e delle giustificazioni possibili in sede di sequestro per sproporzione escludendo, per il soggetto assoggettato alla misura ablativa, la possibilità di giustificare la disponibilità dei beni facendo riferimento a denaro provento o reimpiego di evasione fiscale; la Corte richiama il principio di non retroattività della disposizione penale sfavorevole e la corretta interpretazione di tale esclusione.
Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. 3, n. 36347/2019; Sez. 2, n. 15804/2015; Sez. 1, n. 44534/2012; Sez. 5, n. 13084/2017)
I precedenti richiamati delimitano l'ambito di impugnazione del terzo (limitato alla contestazione dell'interposizione) e richiedono che l'accusa dimostri l'interposizione con elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, non limitandosi alla sola sproporzione tra reddito e patrimonio.
Massime di principio
- Il terzo contro cui è disposto un sequestro per sproporzione può impugnare il provvedimento solo dimostrando la propria effettiva titolarità o disponibilità dei beni e contestando la presunta interposizione; non può invece sollevare censure generali sui presupposti della misura che riguardano l'indagato principale (come scelta del periodo temporale o criteri di calcolo della sproporzione).
- La semplice sproporzione tra redditi dichiarati e valore dei beni non è di per sé sufficiente a provare l'interposizione: l'accusa deve fornire elementi indiziari concreti, gravi, precisi e concordanti che colleghino i beni all'indagato e dimostrino la discrepanza tra titolarità formale e disponibilità effettiva.
- In sede di difesa, il terzo deve proporre prove specifiche e distinte riguardo ciascuna categoria di beni sequestrati (immobili, somme, beni mobili registrati, trust, ecc.), dimostrando l'assenza di disponibilità dell'indagato o l'origine lecita e autonoma del bene.
- La qualità di indagato del terzo per reati diversi non impedisce la sua legittimazione a far valere l'effettiva titolarità dei beni; tuttavia, le contestazioni che incidono sul complesso accertamento della sproporzione e sulla posizione dell'indagato principale restano in linea di principio theme del procedimento principale e non sempre sindacabili dal terzo.
- Quando siano rilevati trust, patrimoni o acquisti anteriori al periodo di ragionevolezza, il giudice deve valutare separatamente tali elementi e non elaborarli automaticamente nel calcolo della sproporzione senza adeguata motivazione e prova documentale.
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