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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28275/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Ferrara che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame del decreto di convalida della perquisizione e del sequestro probatorio (un cucciolo di cane) emesso dal P.M. del 06/04/2021. La ricorrente deduceva: 1) difetto della condizione di procedibilità perché la querela era stata sporta da soggetto diverso dal proprietario/detentore e vi erano elementi a favore della donazione del cane alla Ghedini; 2) la restituzione del bene non avrebbe eliminato il suo interesse a impugnare, poiché la restituzione era avvenuta in favore del querelante e non del presunto avente diritto; 3) violazione del diritto di difesa per mancata comunicazione al difensore d'ufficio prima delle operazioni di identificazione e per mancata informazione sui diritti connessi alla perquisizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse concreto all'impugnazione, rilevando che la sopravvenuta restituzione del bene ha generalmente fatto venire meno l'utilità pratica dell'annullamento del decreto di convalida del sequestro. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'impugnante deve dimostrare un interesse concreto e attuale che sarebbe soddisfatto dall'annullamento del provvedimento ormai revocato; ha anche ricordato i rimedi alternativi (impugnabilità autonoma del decreto di revoca del sequestro e opposizione al decreto di restituzione ex art. 263 co. 5 c.p.p.). Per queste ragioni le ulteriori doglianze non sono state esaminate. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Disciplina la competenza del Tribunale a decidere sull'istanza di riesame; la Corte richiama che il Tribunale ha deciso ai sensi di tale norma.

  • art. 355, co. 3 cod. proc. pen.

    Prevede la possibilità del riesame in tema di sequestro probatorio; la Corte conferma che il riesame investe la convalida del sequestro, l'atto costitutivo del vincolo.

  • art. 354 cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro probatorio e il sequestro del corpo del reato; il cucciolo è stato qualificato come corpo del reato.

  • art. 263, co. 5 cod. proc. pen.

    Prevede l'opposizione al decreto di restituzione del P.M.; la Corte ricorda che questo è un rimedio alternativo all'annullamento del decreto di convalida.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata nell'atto di indagine (reato contestato alla Ghedini); utilizzata per contestualizzare l'indagine e il sequestro probatorio.

Massime di principio

  • La sopravvenuta restituzione del bene sequestrato tende a far venir meno l'interesse concreto all'impugnazione del provvedimento di sequestro, rendendo spesso inammissibile il ricorso per mancanza di utilità pratica.
  • L'impugnante deve dimostrare un interesse concreto, attuale e direttamente soddisfatto dall'annullamento del provvedimento impugnato; l'asserita sola illegittimità dell'atto non è di per sé sufficiente.
  • Quando il sequestro riguarda un "corpo del reato" o supporti contenenti dati, l'interesse può sussistere se è deducibile la necessità dell'esclusiva disponibilità dell'oggetto o la lesione di interessi primari connessi all'indisponibilità delle informazioni.
  • Esistono rimedi alternativi: il decreto di revoca del sequestro è autonomamente impugnabile e contro il decreto di restituzione del P.M. è esperibile opposizione (art. 263 co.5 c.p.p.), che talvolta è la via più adeguata quando la restituzione è già avvenuta.
  • In specie di contestazioni sulla titolarità o sulla legittimazione (proprietà, possesso, donazione), è importante dedurre e provare tali elementi tempestivamente nel rito di primo grado o mediante gli strumenti processuali adeguati prima che la restituzione renda privo di utilità l'annullamento del sequestro.
  • Questioni procedurali attinenti al diritto di difesa (es. comunicazione al difensore d'ufficio, informazioni sul diritto di difesa prima delle operazioni) debbono essere dedotte specificamente e, se possibile, impugnate immediatamente, perché possono risultare prive di interesse pratico dopo la sopravvenuta restituzione del bene.

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