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Legge

L.R. Emilia-Romagna 24/2011

RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA REGIONALE DELLE AREE PROTETTE E DEI SITI DELLA RETE NATURA 2000 E ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLO STIRONE E DEL PIACENZIANO

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 24/2011

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riforma l’organizzazione delle aree protette e della Rete Natura 2000 in Emilia-Romagna, istituendo le Macroaree e gli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità, con disciplina transitoria dal 1° gennaio 2012. Istituisce inoltre il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano e coordina le modifiche a varie leggi regionali del settore.

Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano

Riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e istituzione del Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano

La legge riorganizza in Emilia-Romagna il governo delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000, sostituendo il modello consortile con enti di gestione per macroarea. Contestualmente istituisce il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano e adegua numerose leggi regionali di settore.

Finalità della riforma

La disciplina mira alla tutela e conservazione della biodiversità regionale, alla gestione coordinata delle aree protette e dei siti Natura 2000 e alla costruzione della rete ecologica regionale. La legge richiama anche l’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020, di favorire la fruizione consapevole delle aree protette, di migliorare l’efficienza gestionale e di razionalizzare la spesa.

Macroaree per i Parchi e la Biodiversità

Il territorio regionale è suddiviso in Macroaree per i Parchi e la Biodiversità, definite sulla base di omogeneità geografica, naturalistica e conservazionistica. Le Macroaree non comprendono i territori già interessati da parchi nazionali o interregionali. La Giunta regionale effettua la ricognizione puntuale delle aree protette, dei siti Natura 2000 e dei Comuni ricadenti in ciascuna Macroarea. Restano distintamente individuati, all’interno di esse, i perimetri dei parchi regionali, delle riserve naturali regionali, dei paesaggi naturali e seminaturali protetti, delle aree di riequilibrio ecologico e dei siti Natura 2000.

Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità

Per ogni Macroarea è istituito un ente pubblico di gestione, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia amministrativa, contabile e tecnica. Gli enti sono cinque: Emilia Occidentale, Emilia Centrale, Emilia Orientale, Delta del Po e Romagna. Ad essi competono, in sintesi, la gestione dei parchi regionali, delle riserve naturali regionali, l’istituzione e gestione dei paesaggi naturali e seminaturali protetti, l’adozione del programma di tutela e valorizzazione della Macroarea, il coordinamento delle attività di educazione alla sostenibilità, le funzioni in materia di fauna minore, gli accordi con le riserve statali, la collaborazione con parchi nazionali/interregionali e il monitoraggio dell’ambiente marino entro 10 km dalla costa.

Gli enti subentrano anche ai consorzi di gestione dei parchi nelle funzioni di gestione del demanio forestale regionale nei parchi e nelle aree contigue e nelle funzioni sulla raccolta dei funghi epigei spontanei nei territori dei parchi. Possono inoltre assumere ulteriori compiti tramite accordi con gli enti locali. Sono finanziati da contributi regionali, contributi degli enti locali interessati, introiti di funzioni trasferite e altre entrate previste dalla legge. Gli introiti riferiti a un singolo parco regionale devono essere reinvestiti per la promozione, sviluppo e salvaguardia di quel parco.

Organi, partecipazione e organi consultivi

Gli organi di governo sono Comunità del Parco, Comitato esecutivo e Presidente; gli organismi consultivi sono le Consulte del Parco e il Comitato per la promozione della Macroarea. La Comunità del Parco, composta dai Comuni interessati e da eventuali altri enti conferenti risorse, delibera su rappresentanza, destinazione degli introiti, documento preliminare del piano territoriale, regolamento del parco, pareri sui progetti e iniziative di sviluppo locale. Il Comitato esecutivo approva statuto, bilancio, regolamenti, programma triennale della Macroarea e atti di gestione più rilevanti. La Consulta esprime pareri obbligatori ma non vincolanti; il Comitato per la promozione riunisce rappresentanti economici e della Regione per favorire accordi e reperimento risorse.

Funzionamento, durata e compensi degli organi

Gli organi restano in carica cinque anni. In caso di cessazione dalla carica del sindaco o del presidente di provincia componente, subentra il nuovo eletto; la cessazione del delegato fa decadere la delega. Ai componenti, salvo il Presidente se non amministratore, non spetta alcun compenso, gettone o indennità, salvo il rimborso spese di trasferta. Il Revisore dei conti è unico.

Costituzione degli enti e liquidazione dei consorzi

Dal 1° gennaio 2012 gli Enti di gestione subentrano nei rapporti attivi e passivi dei Consorzi di gestione dei parchi regionali, che da quella data sono posti in liquidazione. La Regione nomina un funzionario incaricato per avviare gli enti e curare la liquidazione dei consorzi. La liquidazione deve concludersi entro il 30 giugno 2012. La prima dotazione organica è commisurata ai posti già coperti nei consorzi; è previsto il trasferimento del personale a tempo indeterminato e, in certi casi, del personale delle province e dei comuni impegnato prevalentemente nelle funzioni trasferite, con conservazione del trattamento giuridico ed economico.

Direttore, personale e volontariato

Ogni ente ha un Direttore, nominato dal Comitato esecutivo o assunto a tempo determinato secondo il TUEL. Il Direttore attua indirizzi e obiettivi e gestisce l’ente sul piano tecnico, amministrativo e contabile. La legge disciplina il trasferimento del personale dai consorzi soppressi e, a seguito del completamento del procedimento di trasferimento di ulteriori funzioni, dagli enti locali agli enti di gestione. È inoltre previsto l’impiego delle guardie ecologiche volontarie per vigilanza, monitoraggio, educazione ambientale e supporto alle strutture divulgative.

Funzioni della Regione e Osservatorio regionale per la biodiversità

La Regione mantiene funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento, definendo linee guida vincolanti, il limite del costo di funzionamento degli enti e i criteri di raccolta e condivisione dei dati territoriali e ambientali. Gestisce inoltre un sistema informativo unico della biodiversità e svolge le funzioni di Osservatorio regionale per la biodiversità. L’Osservatorio formula proposte e pareri su strategia regionale, programmazione, pianificazione dei parchi regionali, acquisizione e monitoraggio dei dati, progetti europei e specifiche tematiche naturalistiche.

Programma triennale di tutela e valorizzazione della Macroarea

L’ente di gestione approva il Programma triennale di tutela e valorizzazione della Macroarea, che costituisce parte della programmazione regionale. Il programma contiene, tra l’altro, la relazione sullo stato di conservazione, gli obiettivi e le azioni prioritarie, le proposte per nuovi istituti o ampliamenti, il fabbisogno finanziario, l’istituzione di paesaggi protetti e aree di riequilibrio ecologico, le forme di coordinamento tra enti e il riparto delle risorse. Esso definisce anche i contributi dovuti dagli enti locali.

Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano

Il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano nasce dall’unione del Parco fluviale dello Stirone e della Riserva naturale geologica del Piacenziano. Il perimetro ricade nei Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, e di Alseno, Carpaneto Piacentino, Castell’Arquato, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda e Vernasca, in provincia di Piacenza. La gestione è affidata all’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia occidentale.

Disciplina del Parco: finalità, zonizzazione e salvaguardia

Le finalità del Parco riguardano tutela di habitat, flora e fauna, recupero di ecosistemi alterati, conservazione dei paesaggi naturali e valorizzazione delle emergenze geo-paleontologiche e delle identità storico-culturali locali. Il territorio è suddiviso in Zona A di protezione integrale, Zona B di protezione generale, Zona C di protezione ambientale, Zona D urbana e urbanizzabile e area contigua.

Fino all’approvazione del Piano territoriale del Parco operano norme di salvaguardia: nella Zona A l’accesso è consentito solo per fini scientifici e didattici autorizzati; nelle Zone B e C sono ammesse solo attività compatibili e sono vietate, tra l’altro, caccia, attività estrattive, nuove discariche e, in Zona B, nuove costruzioni o ampliamenti. In area contigua la caccia è disciplinata transitoriamente dai piani faunistico-venatori provinciali. In tutte le zone e nell’area contigua è vietato l’insediamento di attività di smaltimento e recupero rifiuti. I vincoli operano per le nuove attività, restando salve quelle legittimamente esistenti.

Misure di incentivazione e sostegno nel Parco

La legge prevede misure per valorizzare produzioni locali e filiere agroalimentari, agevolare la partecipazione alle misure di sviluppo rurale, favorire l’uso delle tecnologie informatiche, coinvolgere le aziende agricole nella conservazione degli habitat, promuovere tecniche a basso impatto ambientale, sostenere la ricerca scientifica, la formazione professionale e il recupero del patrimonio storico-culturale rurale.

Modifiche alle leggi regionali sulla rete Natura 2000 e sulle aree protette

La legge aggiorna la disciplina regionale del 2005 e del 2004 sostituendo il precedente ruolo delle Province e dei consorzi con quello degli Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità. Vengono ridefinite le funzioni di programmazione, la proposta e approvazione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, la valutazione di incidenza per piani, progetti e interventi, le funzioni relative a paesaggi naturali protetti e aree di riequilibrio ecologico, nonché la sorveglianza territoriale tramite guardiaparco, polizia locale e altre strutture abilitate. È introdotto l’Albo degli amici del Parco/Riserva naturale.

Disposizioni transitorie e decorrenza

Dal 1° gennaio 2012 scattano il subentro degli enti di gestione, la liquidazione dei consorzi e varie modifiche settoriali; alcune norme hanno efficacia immediata dalla pubblicazione. Entro 15 giorni gli enti locali trasferiscono i contributi per il 2012; entro 30 giorni la Regione convoca le Comunità del Parco per il Comitato esecutivo e predispone lo schema di statuto; entro un anno devono essere conclusi gli accordi agro-ambientali nei parchi ancora privi di essi. È previsto anche che, fino al trasferimento delle ulteriori funzioni differite, continuino ad applicarsi le disposizioni previgenti indicate dalla legge stessa.

Abrogazioni e clausole finali

La legge abroga numerose disposizioni delle precedenti leggi regionali in materia di parchi, riserve e rete Natura 2000, coordinando il sistema normativo con il nuovo assetto. Sono inoltre previste disposizioni finanziarie a carico del bilancio regionale e una clausola che impone la restituzione dei contributi regionali se i beni finanziati vengono distolti dalle finalità pubbliche previste. Restano richiamate, per quanto non disciplinato, le norme regionali e statali compatibili, in particolare il d.lgs. n. 267 del 2000.

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