Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21926/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione tra reati giudicati con due sentenze distinte e aveva determinato la pena del reato continuato. Il ricorrente denunciava violazione di legge e difetto di motivazione nella commisurazione della pena: in particolare l'aumento per la cosiddetta continuazione interna (satelliti 25E e 25G) sarebbe stato quantificato in modo generico e in misura superiore rispetto a quanto stabilito in sede di cognizione; inoltre si contestava l'applicazione, e la misura, dell'aumento per l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. al capo 25A (quando tale aggravante era stata riconosciuta in cognizione solo per il capo 25C) e la mancata motivazione di una pena base per il capo 25A molto più alta rispetto a una analoga fattispecie di bancarotta (capo 25E), nonostante la richiesta della difesa indicasse aumenti diversi.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione della pena e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Milano in diversa composizione. La Corte ha rilevato carenze motivazionali nella quantificazione complessiva degli aumenti per i reati satelliti (mancata indicazione dei singoli aumenti e della commisurazione operata in cognizione, con violazione del limite di cui all'art. 671 comma 2 c.p.p.), nell'assenza di elementi fattuali a supporto della scelta di una pena base più gravosa per il capo 25A rispetto al capo 25E, e nell'applicazione non motivata dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. al capo 25A. Il rinvio ha disposto che il nuovo giudice determinare la pena senza ripetere le carenze censurate.

Norme richiamate

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla riduzione operata per il rito abbreviato: la Corte ha richiamato la necessità di tener conto della diminuzione prevista per il rito abbreviato nel calcolo complessivo della pena continuata.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    La decisione evidenzia che l'aggravante per i reati di tipo mafioso va applicata solo ai reati nei quali sia stata effettivamente riconosciuta in sede di cognizione o adeguatamente motivata la sua estensione in sede esecutiva; l'applicazione dell'aggravante al capo 25A senza motivazione è stata ritenuta illegittima.

  • art. 671, comma 2, cod. proc. pen.

    Il giudice dell'esecuzione deve motivare specificamente la quantificazione degli aumenti di pena e indicare i singoli incrementi così da consentire la verifica del rispetto dei limiti fissati nella sentenza di cognizione; la genericità del richiamo alla sentenza di condanna è insufficiente.

Massime di principio

  • In sede esecutiva la determinazione della pena deve essere motivata in modo specifico: il giudice deve indicare per ciascun capo l'aumento applicato e i criteri usati, non potendo limitarsi a un richiamo generico alla sentenza di cognizione.
  • Gli aumenti per la continuazione interna (satelliti) devono rispettare i limiti e le quantificazioni desumibili dalla cognizione; se la quantificazione finale è diversa, occorre una motivazione che giustifichi la difformità.
  • Le circostanze aggravanti riconosciute in sede di cognizione non possono essere estese ad altri capi in sede esecutiva senza una chiara e plausibile motivazione che indichi i fatti e le ragioni della diversa applicazione.
  • La comparazione tra reati analoghi richiede coerenza e motivazione: trattamenti sanzionatori significativamente diversi per fattispecie paragonabili devono essere giustificati con elementi concreti (gravità, ruolo, capacità a delinquere, ecc.).
  • In caso di carenze motivazionali nella determinazione della pena, la Cassazione annulla limitatamente a quel punto e rinvia per un nuovo giudizio, lasciando al giudice del rinvio la discrezionalità di merito purché la motivazione sia adeguata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.