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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3516/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma delle condanne riportate in appello: contestavano la valutazione delle dichiarazioni della persona offesa (presunta contraddittorieta' e incertezza probatoria), la qualificazione giuridica della condotta (sostenevano che si trattasse di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e non di tentata estorsione), la valutazione delle lesioni in contrasto con la certificazione medica e l'esclusione o errata valutazione delle circostanze attenuanti e della determinazione della pena. Alviano deduceva inoltre che non fosse entrato nel magazzino, che mancasse l'elemento costrittivo per la configurazione del sequestro di persona e che la sua condotta fosse al piu' mera connivenza con eventuale attivita' riparatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per motivi manifestamente infondati, non consentiti e generici. Ha ritenuto che le censure si risolvessero in una richiesta di rinnovata valutazione del merito e in letture alternative delle prove gia' valutate dai giudici di merito, attivita' preclusa in sede di legittimita'. La Corte ha confermato la completezza e la persuasivita' della motivazione della Corte d'appello e del G.i.p., ritenendo provata la condotta illecita (sequestri, tentata estorsione, lesioni in concorso) e corretta la dosimetria della pena e il diniego dei benefici. I ricorrenti sono stati inoltre condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Riguarda la valutazione delle dichiarazioni della persona offesa. La Cassazione ricorda che le doglianze sulla valutazione probatoria non possono essere dedotte come violazione di legge in cassazione, salvo il vizio motivazionale specifico (mancanza, contraddittorieta', manifesta illogicita').

  • art. 605 cod. pen.

    Norma sul sequestro di persona. La sentenza di merito aveva ritenuto integrata la limitazione della liberta' personale; la Cassazione non ha ritenuto il motivo di ricorso idoneo a dimostrare il contrario.

  • art. 629 cod. pen.

    Norma sull'estorsione. La Corte ha richiamato il principio che e' estorsione la condotta che, anziche' denunciare, con violenza o minacce richiede la restituzione di cose sottratte; pertanto la qualificazione operata dai giudici di merito e' stata ritenuta corretta.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma collegata ai reati patrimoniali indicati in dispositivo; richiamata in relazione alle contestazioni di furto/recupero del bene.

  • artt. 582 e 585 cod. pen.

    Norme sulle lesioni personali e relative aggravanti/concorso. La Corte di merito aveva ritenuto provate lesioni da escoriazioni, ematomi e piccola ferita superficiale; la Cassazione ha ritenuto la motivazione persuasiva.

  • art. 576 cod. pen.

    Norma menzionata in relazione alle aggravanti/qualificazioni; la motivazione di merito ha valutato gli elementi aggravanti aggregati.

  • art. 61 e art. 62-bis cod. pen.

    Riguardano le circostanze aggravanti e le attenuanti generiche. La Corte d'appello ha motivato il diniego delle attenuanti in prevalenza per la gravita' della condotta; la Cassazione ha ritenuto la valutazione di merito insindacabile in assenza di vizi logici manifesti.

  • art. 132 e 133 cod. pen.

    Principi generali per la determinazione della pena. La Cassazione ha ribadito la discrezionalita' del giudice di merito nella determinazione della pena, confermando che la valutazione non e' sindacabile in cassazione se supportata da motivazione sufficiente.

  • art. 591 e art. 606 cod. proc. pen.

    Regole sull'ammissibilita' dei motivi di ricorso per cassazione e sui limiti della censura motivazionale. La Corte ha riaffermato che motivi generici o non specifici determinano l'inammissibilita'.

  • principio di giurisprudenza delle Sezioni Unite (casi Filardo e altri richiamati)

    La Cassazione ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui non e' consentito un ricorso che, in sostanza, impugni la valutazione delle prove come fatto, salvo mostrare specifici vizi di motivazione o travisamento della prova in termini manifesti.

Massime di principio

  • In cassazione non e' consentito rinnovare la valutazione del merito: i motivi che propongono una lettura alternativa delle prove sono, di regola, inammissibili.
  • Le doglianze sulla valutazione delle dichiarazioni della persona offesa devono essere specifiche e dimostrare una manifesta illogicita' o una omissione nella motivazione, altrimenti sono inammissibili.
  • Per distinguere tentata estorsione da esercizio arbitrario delle proprie ragioni occorre valutare se l'agente abbia usato violenza o minacce per ottenere la restituzione di cose sottratte invece di rivolgersi all'autorita'.
  • Il vizio di travisamento della prova e' rilevabile in cassazione solo se la difformita' tra il contenuto probatorio e cio' che il giudice ha effettivamente ritenuto e' chiara, palese e idonea a disarticolare l'intero ragionamento probatorio.
  • La determinazione della pena e la valutazione delle attenuanti/aggravanti rientrano nella discrezionalita' del giudice di merito: contestazioni in cassazione sono ammesse solo se dimostrano vizi logici manifesti o arbitrio.
  • Motivi generici, aspecifici o che si limitano a riproporre le argomentazioni gia' discusse in sede di merito sono probabilmente destinati all'inammissibilita' in cassazione.
  • Se vi e' una doppia conforme (decisioni concordi di primo e secondo grado), il ricorrente deve specificare con precisione il presunto travisamento comune perche' la corte di legittimita' intervenga.

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