Sentenza n. 7079/2026 - Roma, Sezione 5
per l'ottemperanza al giudicato formatosi in seguito alla sentenza del T.A.R. Lazio, Roma, sez. V, n. 10459 del 20/06/2023, come confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 7208 del 22/08/2024; nonché, ove occorra, dalla sentenza del Consiglio di Stato, sez. IV, n. 5537 del 25/06/2025; e per l’accertamento della nullità ex art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a. degli atti e/o provvedimenti emanati in violazione e/o elusione del giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti e provvedimenti regionali asseritamente adottati in violazione o elusione del giudicato formatosi sull'annullamento di determinazioni regionali relative all'ampliamento e al riesame di un'AIA
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha chiesto, ai sensi degli artt. 112 e 114 c.p.a., l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio n. 10459/2023, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 7208/2024 e, quanto alla revocazione, con sentenza n. 5537/2025, nonché la declaratoria di nullità degli atti adottati in violazione o elusione del giudicato. Il giudicato aveva annullato la determinazione regionale del 3 dicembre 2020, con cui erano state autorizzate modifiche non sostanziali dell'AIA del 2016, comprendenti un incremento del 10% della capacità di trattamento, e la successiva determinazione del 26 ottobre 2021, relativa all'avvio del procedimento di riesame con valore di rinnovo dell'AIA ampliata. Secondo la ricorrente, la Regione, nonostante il giudicato, avrebbe omesso di vietare alla controinteressata la prosecuzione del trattamento dei rifiuti urbani nell'ATO di Latina e avrebbe adottato ulteriori provvedimenti riconoscendo l'utilizzabilità degli impianti per il trattamento dei rifiuti con codice EER 20.03.01. Il TAR ha ritenuto che la ricorrente intendesse estendere il giudicato anche all'AIA originaria del 2016 e agli effetti più ampi desunti da un passaggio della sentenza d'appello relativo al PRGR 2020, secondo cui sarebbero illegittime le autorizzazioni successive rilasciate all'impianto non contemplato dal Piano.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso per ottemperanza e la connessa domanda di nullità per elusione del giudicato. Ha stabilito che l'oggetto e i limiti del giudicato devono essere individuati considerando gli atti effettivamente impugnati nel giudizio di cognizione e il contenuto dispositivo e motivazionale della sentenza ottemperanda. Tra gli atti impugnati non figurava l'AIA originaria del 2016; pertanto il giudicato non poteva incidere su tale titolo, che rimaneva efficace. La sentenza del primo giudizio aveva imposto alla Regione di considerare le BAT del 2018 nel procedimento relativo all'ampliamento dell'AIA e aveva affermato che, fino alla definizione del riesame, il gestore avrebbe dovuto continuare a esercitare l'attività sulla base dell'AIA originaria, in assenza di modifiche legittimamente assentite. Il TAR ha inoltre chiarito che la sentenza del Consiglio di Stato non poteva ampliare il perimetro oggettivo del giudicato oltre gli atti originariamente impugnati. Il passaggio della sentenza d'appello relativo al divieto di autorizzare nuovi impianti o incrementi di capacità è stato interpretato come riferito alle autorizzazioni successive e non all'AIA originaria del 2016. Non risultando quindi una violazione o elusione del giudicato nei termini dedotti, il ricorso è stato respinto. Le spese sono state compensate per la particolarità e complessità della questione.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Fondamento della domanda di ottemperanza al giudicato amministrativo.
art. 114 c.p.a.
Il giudice decide con sentenza in forma semplificata.
Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente la declaratoria di nullità degli atti adottati in violazione o elusione del giudicato; nel caso concreto ha costituito il fondamento processuale della domanda respinta.
art. 114, comma 4, lett. b), c.p.a.
Invocato dalla ricorrente per ottenere la declaratoria di nullità degli atti e provvedimenti asseritamente adottati in violazione o elusione del giudicato.
art. 29-octies, comma 11, d.lgs. 152/2006
Richiamato nella sentenza ottemperanda per affermare che, fino alla definizione del riesame, il gestore deve continuare a esercitare l'attività sulla base dell'AIA originaria, in assenza di modifiche dell'impianto legittimamente assentite.
Massime di principio
- Il giudicato amministrativo deve essere delimitato dagli atti effettivamente impugnati nel giudizio di cognizione e dai vincoli specificamente stabiliti dalla sentenza; non può estendersi ad atti o titoli amministrativi che non siano stati oggetto di impugnazione.
- Il giudizio di ottemperanza non consente di ampliare l'oggetto del giudicato né di introdurre pretese riferite a provvedimenti estranei al giudizio definito con la sentenza da eseguire.
- Quando una sentenza annulla un provvedimento di modifica dell'AIA e impone il riesame alla luce delle BAT sopravvenute, il gestore può continuare a operare sulla base dell'AIA originaria fino alla definizione del riesame, salvo che il giudicato disponga diversamente.
- Un passaggio motivazionale della sentenza d'appello deve essere interpretato in coerenza con l'oggetto della controversia e con il dispositivo, senza attribuirgli l'effetto di travolgere titoli autorizzativi non impugnati nel giudizio di cognizione.
- La nullità per violazione o elusione del giudicato presuppone che l'atto amministrativo successivo si ponga in contrasto con il contenuto vincolante della pronuncia; non ricorre quando l'amministrazione opera entro il perimetro oggettivo e conformativo effettivamente delineato dal giudicato.
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