Cassazione Penale, Sentenza n. 7672/2024 del 21/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Belforte veniva ritenuto responsabile di oltraggio a magistrato in udienza (art. 343 c.p.) e di lesioni personali (artt. 82, 582-585 c.p.) per fatti avvenuti durante l'interrogatorio reso davanti al pubblico ministero il 13/07/2017: avrebbe offeso e minacciato il PM Luigi Landolfi e, tentando di colpirlo con una stampella, avrebbe cagionato lesioni all'agente di polizia Francesco Mendola. In appello la pena veniva ridotta a 6 mesi. Con ricorso in Cassazione la difesa deduceva: (1) violazione dell'art. 25 Cost. e mancanza di motivazione perché l'interrogatorio davanti al PM non sarebbe «udienza» ai fini dell'art. 343 c.p.; (2) manifesta illogicità, contraddittorietà e travisamento della prova in relazione alla qualificazione delle lesioni come volontarie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha confermato il consolidato orientamento secondo cui il termine "magistrato" nell'art. 343 c.p. comprende anche il pubblico ministero e l'interrogatorio davanti al PM rientra nella nozione di "udienza" ai fini del reato di oltraggio a magistrato; la decisione è ancorata alla giurisprudenza di legittimità e alla pronuncia della Corte costituzionale n. 380/1999. Sul secondo motivo la Corte ha dichiarato la censura inammissibile perché costituisce una generica richiesta di diversa valutazione delle prove orali (travisamento generale) senza indicazione di specifici atti contestati, vizio non esaminabile in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento ex art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 343 cod. pen.
Il reato di oltraggio a un magistrato in udienza si applica anche quando le offese sono rivolte al pubblico ministero e quando l'offesa avviene durante l'interrogatorio nelle indagini preliminari, poiché tale interrogatorio rientra nella nozione di "udienza".
artt. 82, 582-585 cod. pen.
Norme relative alla responsabilità per il reato di lesioni personali (e relative connessioni e circostanze aggravanti/concorsuali); la Corte ha ritenuto che la valutazione degli elementi costituiva apprezzamento di merito proprio del giudice di merito.
art. 25 Cost.
Richiamata dalla difesa per censurare il principio di tassatività della fattispecie penale; la Corte ha ritenuto che l'interpretazione estensiva della nozione di "udienza" non violi il principio di tassatività.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che dispone la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto del ricorso.
Sentenza Corte costituzionale n. 380/1999
La Corte costituzionale ha ritenuto legittima l'estensione della protezione della dignità della funzione giurisdizionale anche all'attività del pubblico ministero in udienza, corroborando l'applicazione dell'art. 343 c.p. anche per offese al PM.
Massime di principio
- L'espressione "magistrato" nell'art. 343 c.p. comprende sia i giudici sia il pubblico ministero: offese rivolte al PM in contesti processuali possono integrare il reato di oltraggio a magistrato.
- L'interrogatorio svolto dal pubblico ministero nelle indagini preliminari può qualificarsi come "udienza" ai fini dell'art. 343 c.p., perché si tratta di esercizio di attività giudiziaria con la presenza del magistrato, dell'indagato e del difensore.
- In Cassazione non è consentito richiedere una revisione generale della valutazione delle prove: il vizio di travisamento della prova è sindacabile solo se riguarda specifici atti del giudizio e non una diversa lettura complessiva delle testimonianze.
- Chi contesta la valutazione probatoria in sede di legittimità deve indicare puntualmente gli atti o i passaggi motivazionali ritenuti viziati, altrimenti la censura sarà inammissibile.
- La motivazione della Corte di merito che confronta le censure difensive e spiega le ragioni della valutazione probatoria rende difficilmente ammissibile il ricorso per fatto che si limiti a proporre una diversa ricostruzione dei fatti.
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