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Sentenza

Sentenza n. 2787/2026 - Napoli, Sezione 6

per la declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Questura di Napoli sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, presentata in data 14.05.2025, e per l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere, con nomina di commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202507322

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento della Questura di Napoli sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata il 14 maggio 2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., azione avverso il silenzio serbato dalla Questura di Napoli sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendo l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia, dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha documentato di avere adottato, il 19 gennaio 2026, un decreto di diniego del titolo richiesto. I difensori del ricorrente, rinunciando al mandato, hanno chiesto il rinvio dell'udienza per consentire la nomina di un nuovo difensore.

La decisione

Il Collegio ha respinto l'istanza di rinvio, ritenendo che la sopravvenuta adozione del provvedimento espresso avesse reso il giudizio maturo per una pronuncia processuale e che il rinvio fosse contrario ai principi di economia processuale e ragionevole durata, senza pregiudicare il diritto di difesa, poiché la decisione non incideva sulla possibilità di impugnare autonomamente il diniego. Nel merito, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere: l'azione avverso il silenzio mira a ottenere una determinazione espressa e, una volta adottato il provvedimento, viene meno l'inerzia e quindi l'oggetto del giudizio, anche se l'atto sopravvenuto è sfavorevole. Il ricorrente conserva la facoltà di proporre un autonomo ricorso contro il decreto di diniego del 19 gennaio 2026. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l'azione per l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere; il giudizio perde oggetto quando l'amministrazione adotta successivamente un provvedimento espresso.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito dell'azione avverso il silenzio; l'adozione tardiva di un provvedimento espresso fa venir meno l'inerzia contestata e determina la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio promosso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento, l'adozione in corso di causa di un provvedimento espresso che definisce il procedimento fa venir meno l'oggetto dell'azione e determina la cessazione della materia del contendere, anche quando il provvedimento sia sfavorevole al ricorrente.
  • La cessazione della materia del contendere nel giudizio avverso il silenzio non preclude l'impugnazione autonoma e specifica del provvedimento espresso adottato tardivamente dall'amministrazione.
  • Quando la sopravvenuta adozione del provvedimento espresso rende il giudizio sul silenzio maturo per una pronuncia meramente processuale, il giudice può respingere una richiesta di rinvio motivata dalla rinuncia al mandato difensivo, se il rinvio non è necessario per la tutela del diritto di difesa e contrasta con economia processuale e ragionevole durata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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