Cassazione Civile, Sentenza n. 14077/2023 del 22/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di un avviso di accertamento (maggiori Irpef, Iva, Irap e contributi previdenziali) relativo al 2008, fondato su presunte eccedenze di canoni di affitto di azienda non dichiarate. Il ricorrente contestava in particolare: (i) l'utilizzo della trascrizione di conversazioni telefoniche captate dall'affittuario come prova (sostenendo che non si tratta di intercettazioni utilizzabili); (ii) l'insufficienza degli indizi presuntivi per dimostrare evasione (mancanza dei requisiti di gravità, precisione e concordanza); (iii) la mancanza di motivazione su fatto decisivo; (iv) la competenza per la richiesta di contributi previdenziali (difetto di giurisdizione del giudice tributario).
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto i primi quattro motivi, ritenendo che la Commissione tributaria di secondo grado abbia legittimamente valutato la trascrizione delle conversazioni come elemento indiziario (non come intercettazione penalistica con valore pieno) e che la motivazione fosse adeguata nel complesso, alla luce della pluralità di indizi (PVC della Guardia di Finanza, dichiarazioni di terzi, registrazioni, proseguimento del rapporto contrattuale nonostante la risoluzione giudiziale, contanti rinvenuti). Tuttavia la Corte ha accolto il quinto motivo relativo alla giurisdizione sui contributi previdenziali: ha rilevato che le controversie in materia di contributi previdenziali rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario (lavoro) e non del giudice tributario, per cui ha cassato senza rinvio la decisione impugnata limitatamente a quel profilo, ai sensi dell'art. 382, comma 3, c.p.c. Ha rigettato il ricorso nel resto. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di lite in favore dell'Agenzia delle Entrate, liquidate in Euro 3.000,00 oltre spese prenotate a debito. Presupposti per il versamento del c.d. doppio contributo riconosciuti.
Norme richiamate
D.Lgs. 546/1992, art. 62
art. 62 D.Lgs. n. 546/1992
Riguarda l'onere della motivazione e la valutazione degli elementi decisivi; la Corte ha esaminato che la motivazione della Commissione di secondo grado è adeguata rispetto agli indizi valutati
Codice di procedura civile, artt. 114 e 116
Norme sul giudizio e sulle prove; citate dal ricorrente in relazione alla presunta violazione delle garanzie di motivazione, ma la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente
Codice di procedura penale, artt. 268 e 270
artt. 268, 270 cod. proc. pen.
Riferimenti alle intercettazioni e modalità di acquisizione: la Corte distingue tra intercettazioni penalistiche e registrazioni effettuate da parte interessata, consentendo l'utilizzo di queste ultime come elemento indiziario nel giudizio tributario
Art. 220 disp. att. cod. proc. pen.
art. 220 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato per affermare che le formalità penali si applicano solo ai fini dell'applicazione della legge penale; elementi raccolti dalla Guardia di Finanza possono essere utilizzati in sede tributaria
D.L. 10 luglio 1982, n. 429, art. 12 e D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 20
art. 12 d.l. 10.7.1982 n. 429; art. 20 d.lgs. 10.3.2000 n. 74
Norme sui reati tributari e autonomia del procedimento tributario rispetto a quello penale; usate per giustificare l'utilizzabilità di elementi raccolti in ambito penale nel giudizio fiscale
Codice di procedura civile, art. 360
art. 360 cod. proc. civ. (motivi di cassazione)
Norma che disciplina i motivi di cassazione invocati dal ricorrente (nullità, omessa motivazione, error in iudicando): la Corte ha valutato i singoli motivi alla luce di tale articolo
Norme sulla giurisdizione in materia previdenziale (Cass. SS.UU. 27.3.2007 n. 7399 richiamata)
Cass. SS.UU., 27.3.2007, n. 7399 (riferimento giurisprudenziale)
Principio consolidato che le controversie attinenti a rapporti previdenziali obbligatori rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario (lavoro) e non in quella tributaria
Codice di procedura civile, art. 382, comma 3
art. 382, terzo comma, c.p.c.
Consente alla Corte di cassazione di cassare senza rinvio quando manca la giurisdizione del giudice che ha deciso; applicata per annullare la parte della decisione relativa ai contributi previdenziali
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
art. 13, comma 1-quater d.P.R. n. 115/2002
Richiamato in relazione al presupposto per il versamento del contributo unificato o altri oneri di procedimento (atto di liquidazione delle spese)
Massime di principio
- Registrazioni effettuate da una parte privata non costituiscono, di per sé, intercettazioni penalistiche: nel giudizio tributario possono essere valutate come elementi indiziari purché non vengano elevate a prova piena senza idonea base
- Elementi raccolti dalla Guardia di Finanza anche senza le formalità del processo penale non sono automaticamente inutilizzabili in sede tributaria, dato il carattere autonomo del procedimento fiscale rispetto a quello penale
- La prova presuntiva in materia tributaria richiede la valutazione complessiva degli indizi (gravità, precisione e concordanza): il giudice deve esplicitare come gli elementi concorrono a formare il convincimento, ma la pluralità di elementi convergenti può essere sufficiente
- Le questioni attinenti a contributi previdenziali sono di competenza del giudice ordinario (sezione lavoro/giudice del lavoro) e non del giudice tributario: se il giudice tributario decide su tali questioni, la decisione è cassabile per difetto di giurisdizione
- Se la Corte di merito non motiva specificamente un punto di giurisdizione o decide su materia estranea alla sua competenza, la cassazione può essere pronunciata senza rinvio limitatamente a quel profilo
- Le spese seguono la prevalente soccombenza: anche se il ricorrente ottiene accoglimento parziale, può essere condannato alle spese se soccombente sulla parte più rilevante del giudizio
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