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Sentenza

Sentenza n. 12214/2026 - Roma, Sezione 3T

ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n. 10179/2024, emessa dal Tribunale di Roma - Sez.Lavoro pubblicata il 16/10/2024, avente ad oggetto il riconoscimento del bonus carta del docente, per i precari.

Giustizia amministrativa202510914

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, n. 10179/2024, relativa al riconoscimento del bonus carta del docente per i docenti precari

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza n. 10179/2024 del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, pubblicata il 16 ottobre 2024. Il Ministero si è costituito, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni in ordine alla corretta esecuzione del titolo giudiziale. La ricorrente ha quindi chiesto che fosse dichiarato l'obbligo dell'Amministrazione di dare esecuzione al giudicato, con eventuale nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, a fronte dell'allegato inadempimento, l'Amministrazione non avesse dimostrato la corretta esecuzione della sentenza. Dal titolo giudiziale ha ricavato il diritto della ricorrente a conseguire la prestazione riconosciuta, precisando che i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell'Amministrazione resistente preposto alla direzione competente, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi su richiesta della ricorrente entro i successivi 60 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 800 euro, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza consente di ottenere l'esecuzione del giudicato e l'adozione delle misure necessarie a rendere effettiva la decisione.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione di eseguire il titolo entro un termine e nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.

  • Cass. 13533/2001

    Nel rapporto tra creditore e debitore, il creditore deve provare la fonte del proprio diritto, mentre il debitore deve dimostrare l'adempimento; il TAR richiama tale principio in relazione all'inerzia dell'Amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente deduce l'inadempimento dell'Amministrazione rispetto a un titolo giudiziale e l'Amministrazione non fornisce chiarimenti o prova della corretta esecuzione, la pretesa esecutiva può essere accolta sulla base del riparto dell'onere della prova tra creditore e debitore.
  • Il giudice dell'ottemperanza deve dare esecuzione al contenuto precettivo del giudicato e non può riesaminare o sindacare i presupposti sostanziali del diritto già riconosciuto dal titolo giudiziale.
  • In caso di mancata esecuzione del giudicato, il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta dell'interessato, dopo l'inutile scadenza del termine assegnato all'Amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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