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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28360/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello per due motivi principali: 1) presunta illogicità della motivazione e discrepanza tra motivazione e dispositivo riguardo alla condanna alle spese in favore della parte civile (la Corte avrebbe indicato nel dispositivo anche Tartaglia, mentre la motivazione nominava solo il coimputato Beherend); 2) intervenuta prescrizione dei reati di riciclaggio contestati (capo F), fatta eccezione per le condotte del 1/6/2007 e 26/6/2007), sostenendo che, alla data della sentenza di appello (4/3/2023), era maturato il termine massimo di prescrizione (circa 15 anni, con le sospensioni calcolate). La Corte osserva che il primo motivo è inammissibile per carenza di interesse perché l'errore materiale era già stato corretto con ordinanza del 23/10/2023; il secondo motivo è invece ritenuto fondato: richiamata la giurisprudenza delle Sezioni Unite che consente il ricorso in cassazione volto a far dichiarare l'estinzione per prescrizione maturata anteriormente a una pronuncia di concordato in appello e precisato che la formulazione della richiesta di concordato non equivale ad una rinuncia alla prescrizione, la Corte rileva che il ricorrente non aveva rinunciato espressamente alla prescrizione e che il giudice d'appello avrebbe dovuto dichiarare l'estinzione di taluni reati per prescrizione ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

La decisione

La Corte ha accolto il secondo motivo e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente ad alcuni reati indicati nel capo F) ritenuti estinti per prescrizione. Ha disposto l'annullamento senza rinvio anche con riguardo alla confisca relativa a quei reati e ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Napoli per le determinazioni di competenza. La decisione ha rilevato la caducazione dell'accordo complessivo sulla pena (concordato in appello), disponendo che le parti debbano rinegoziarlo rispetto ai reati residui oppure proseguire il giudizio di appello nei modi ordinari. Il primo motivo relativo alle spese è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse in ragione della correzione dell'errore materiale.

Norme richiamate

  • Codice penale - art. 648-bis (riciclaggio)

    Le singole operazioni di trasferimento sono state ritenute, in sede di merito, idonee a integrare il reato di riciclaggio; la Corte di cassazione ha però valutato la prescrizione delle singole condotte qualora non configurabili in un unico reato a formazione progressiva.

  • Codice di procedura penale - art. 599-bis (concordato in appello)

    La pronuncia di concordato in appello non impedisce che si deduca in cassazione l'omessa dichiarazione di estinzione per prescrizione intervenuta anteriormente alla pronuncia stessa; la richiesta del concordato non equivale a rinuncia automatica alla prescrizione.

  • Codice di procedura penale - art. 129 c.p.p. (obbligo del giudice di dichiarare l'estinzione del reato)

    Il giudice d'appello ha il dovere di dichiarare d'ufficio l'estinzione del reato per prescrizione, salvo rinuncia espressa e personale da parte dell'imputato; non essendovi stata tale rinuncia, la mancata dichiarazione rende la sentenza viziata.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (richiami: Sez. U, n. 19415 del 27/10/2022; Sez. U, n. 18953 del 25/02/2016 e altre)

    Sez. U, n. 19415 del 27/10/2022; Sez. U, n. 18953 del 25/02/2016; Sez. 5, n. 6991 del 13/11/2023

    Le Sezioni Unite hanno stabilito che è proponibile il ricorso per cassazione per omessa dichiarazione di estinzione per prescrizione anteriore a una pronuncia di concordato in appello, e che la richiesta di concordato non implica rinuncia alla prescrizione senza una manifestazione espressa.

  • Giurisprudenza di merito richiamata (sul concetto di reato a formazione progressiva)

    es. Sez. 2, n. 7257 del 13/11/2019; Sez. 2, n. 29869 del 23/06/2016

    La distinzione tra un unico reato a formazione progressiva e reati autonomi per singole operazioni rileva ai fini del computo della prescrizione: se le condotte sono autonome, la prescrizione può maturare per singoli episodi.

Massime di principio

  • La presentazione di un concordato in appello non comporta automaticamente la rinuncia alla prescrizione: senza una rinuncia espressa e personale l'imputato può far valere la prescrizione in cassazione.
  • Il giudice d'appello è obbligato a dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. quando la prescrizione è già maturata, salvo rinuncia espressa; la mancata dichiarazione è motivo di annullamento.
  • Quando in sede di merito le singole condotte di trasferimento di denaro sono ritenute autonome ai fini del reato di riciclaggio, la prescrizione deve essere valutata per ciascuna condotta e può portare all'estinzione parziale dei reati contestati.
  • La correzione di errori materiali (es. nel dispositivo) tramite ordinanza rende il relativo motivo di ricorso privo di interesse e quindi inammissibile.
  • Se l'annullamento per prescrizione riguarda reati centrali in un accordo complessivo sulla pena (concordato), l'accordo può considerarsi caduto e le parti devono rinegoziare o proseguire il giudizio; le misure accessorie strettamente collegate ai reati estinti (es. confisca) vanno annullate.
  • La Cassazione può annullare senza rinvio quando la declaratoria di prescrizione è chiara e influisce direttamente sulla parte della sentenza impugnata; in tal caso gli atti vengono rimessi al giudice d'appello per le determinazioni residue.

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