Cassazione Penale, Sentenza n. 17437/2024 del 29/04/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per detenzione illecita di cocaina, hashish e marijuana (art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990). La difesa denunciava: 1) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'art. 191 c.p.p. e all'art. 103 d.P.R. 309/1990, sostenendo che la Corte di appello si era limitata a richiamare la motivazione del primo grado senza fornire autonoma valutazione sull'illegittimità della perquisizione (effettuata senza presupposti di urgenza/necessità) e sulle conseguenze probatorie (inutilizzabilità degli elementi sequestrati); 2) violazione dell'art. 2700 c.c. per avere attribuito valore pieno, fino a querela di falso, al verbale di arresto anche con riferimento a valutazioni espresse dagli operatori.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte di appello, osservando che: a) anche se si volesse ammettere l'ipotetica illegittimità della perquisizione, ciò non invalida automaticamente il successivo sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti, in quanto il sequestro è atto dovuto ai sensi dell'art. 253, comma 1, c.p.p.; b) non è possibile traslare nel rimedio dell'inutilizzabilità il principio della nullità conseguente previsto per le nullità (art. 185 c.p.p.), per cui non sussiste un principio di "inutilizzabilità derivata" analogo alla nullità derivata; c) la giurisprudenza costituzionale (sent. n. 219/2019 e n. 252/2020) ha confermato l'impostazione della Corte di cassazione. Quanto al verbale di arresto, la Corte ha ritenuto infondato il motivo: i giudici di merito non avrebbero preso acriticamente valutazioni discrete del verbale, ma si sarebbero basati su riscontri fattuali coerenti e autonomamente valutati. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e la condanna confermata.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990
Norma incriminatrice rispetto alla quale è stata accertata la responsabilità dell'imputato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti; applicata per la conferma della condanna.
art. 191 c.p.p.
Rimedio dell'inutilizzabilità delle prove acquisite in violazione delle garanzie; la Corte ha ritenuto che non possa essere automaticamente esteso l'effetto di "inutilizzabilità derivata" agli atti successivi come avviene per le nullità, e quindi l'eventuale illegittimità della perquisizione non ha implicato necessariamente l'inutilizzabilità del sequestro del corpo del reato.
art. 253, comma 1, c.p.p.
Prevede l'obbligo di procedere al sequestro del corpo del reato o delle cose pertinenti; la Corte ha richiamato che il sequestro successivo alla perquisizione costituisce atto dovuto e non è automaticamente viziato dall'illegittimità dell'atto precedente.
art. 185 c.p.p.
Disciplina della nullità e della nullità consecutive; la Corte ha sottolineato l'autonomia tra istituti della nullità e dell'inutilizzabilità, impedendo di trasferire principi della nullità (es. nullità consecutive) nell'ambito dell'inutilizzabilità.
art. 2700 c.c.
Richiamato nella censura relativa al valore probatorio dei verbali; la Corte ha ritenuto infondata la doglianza perchè il giudizio di non attendibilità dell'imputato non si è fondato indebitamente su valutazioni meramente contenute nel verbale di arresto.
Corte Costituzionale, sent. n. 219 del 2019
Dichiarata l'inammissibilità delle questioni costituzionali sollevate sull'art. 191 c.p.p.; la Corte di legittimità ha richiamato questa pronuncia a sostegno dell'interpretazione secondo cui non va introdotto un principio di "inutilizzabilità derivata" equivalente alla nullità derivata.
Corte Costituzionale, sent. n. 252 del 2020
Conferma e ribadisce le considerazioni della sentenza n. 219/2019, consolidando il principio che impedisce di trasferire nella disciplina dell'inutilizzabilità principi propri della nullità.
Massime di principio
- L'eventuale illegittimità di una perquisizione non determina automaticamente l'inutilizzabilità del successivo sequestro del corpo del reato: il sequestro può costituire atto dovuto (art. 253 c.p.p.) e mantenere efficacia probatoria.
- Gli istituti dell'inutilizzabilità delle prove e della nullità sono autonomi: non è ammesso trasferire nel regime dell'inutilizzabilità il principio della "nullità derivata" previsto per le nullità (art. 185 c.p.p.).
- Se la questione processuale non è stata sollevata in primo grado né affrontata d'ufficio, la Corte d'appello non è automaticamente tenuta a sviluppare una motivazione completamente autonoma su quel punto, purché la decisione di grado supremo dimostri adeguata istruttoria e coerenza fattuale.
- Il verbale di arresto ha valore probatorio fino a querela di falso, ma il giudice può comunque valutare criticamente le risultanze del verbale alla luce degli altri elementi probatori; non ogni utilizzo del verbale equivale a un'approvazione acritica delle valutazioni degli operatori.
- Nelle impugnazioni è cruciale delimitare chiaramente i motivi: un motivo fondato su contestazioni non prospettate in primo grado trova maggiori difficoltà a ottenere rilievo in sede di legittimità.
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