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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25011/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse, rilevando che il ricorrente ha espiato la pena e sono cessati gli effetti dell'impugnazione (scarcerazione eseguita il 25/02/2022). La Corte ha altresì precisato che, conformemente alla giurisprudenza consolidata, la sopravvenuta inammissibilità non comporta condanna alle spese né sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la sua richiesta di esecuzione della pena a domicilio ai sensi della legge n. 199/2010 e del d.l. n. 137/2020, lamentando vizio di motivazione e contestando che il Tribunale avesse valutato soltanto il comportamento anteriore al carcere senza considerare i progressi e la regolare condotta intramuraria.

Norme richiamate

  • legge 26 novembre 2010, n. 199

    Norma richiamata come base per la richiesta di esecuzione della pena a domicilio; il Tribunale ha ritenuto che i presupposti per l'applicazione non sussistessero alla luce delle pendenze, della condotta pregressa e dell'assenza di attività lavorativa del ricorrente.

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma emergenziale richiamata insieme alla legge n. 199/2010 per l'eventuale esecuzione a domicilio; interpretata nel senso che l'applicabilità richiede il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi valutati dal Tribunale, che li ha esclusi.

  • codice di procedura penale, art. 591, comma 1

    Citato quale riferimento alle cause ordinarie di inammissibilità; la Corte osserva che la dichiarazione di inammissibilità è intervenuta per sopravvenuta mancanza di interesse e non per le cause tipiche previste da tale norma.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 3

    Richiamato analogamente all'art. 591 come norma che disciplina ipotesi di estinzione o inammissibilità; la Corte sottolinea che la sopravvenuta mancanza di interesse opera indipendentemente dalle fattispecie contemplate da tale disposizione.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. e altre pronunce richiamate)

    Sez. U, n. 20 del 9/10/1996; Sez. U, n. 7 del 25/6/1997; Sez. 6, n. 22747 del 6/3/2003; Sez. 2, n. 30669 del 17/5/2006

    Richiamata per affermare il principio consolidato che la sopravvenuta mancanza di interesse al ricorso non comporta condanna alle spese processuali né applicazione della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse quando l'evento verificatosi (es. esecuzione completa della pena, scarcerazione) elimina l'utilita' della decisione impugnata.
  • La sopravvenuta inammissibilità per difetto di interesse non comporta automaticamente condanna del ricorrente alle spese processuali né sanzione pecuniaria, secondo consolidata giurisprudenza della Cassazione.
  • Nelle istanze per esecuzione della pena a domicilio i giudici valutano complessivamente requisiti come pendenze processuali, condotta (anche pregressa) e la presenza di un'attività lavorativa: l'assenza di tali requisiti può giustificare il rigetto.
  • Nel proporre ricorso è importante verificare lo stato attuale dell'esecuzione della pena e la possibile sopravvenuta estinzione/cessazione dell'interesse per evitare l'inammissibilità per sopravvenuta mancanza di interesse.
  • Le doglianze di vizio di motivazione devono essere concrete e riferirsi a profili ancora rilevanti al momento della decisione: motivi relativi a condizioni superate dall'evento sopravvenuto perdono efficacia.

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