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Sentenza

Sentenza n. 1780/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità previa adozione di misure cautelari del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 28/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); nonché per l'accertamento dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; e per la condanna delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.

Giustizia amministrativa202514529

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (amministrazione competente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle amministrazioni intimate sull'istanza del 28 ottobre 2025, diretta ad ottenere l'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per studio universitario, mediante la fissazione di un appuntamento per presentare la domanda. Ha chiesto la declaratoria di illegittimità del silenzio, l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere secondo le rispettive competenze, la condanna a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere. Nel corso del giudizio, infatti, l'amministrazione ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato l'appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento volto al rilascio del visto di ingresso. Tale attività ha soddisfatto la pretesa azionata e, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., ha reso non più attuale la controversia. Le spese di lite sono state compensate, valorizzando il comportamento operoso dell'amministrazione; è stata tuttavia posta a carico dell'amministrazione resistente la restituzione al ricorrente delle somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione; il giudizio è divenuto privo di oggetto poiché l'amministrazione ha attivato il procedimento richiesto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa dedotta in giudizio risulta integralmente soddisfatta dall'amministrazione nel corso del processo.

  • art. 9 Regolamento (CE) n. 810/2009

    Richiamato in epigrafe con riferimento alla richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare una domanda amministrativa e l'attivazione del relativo procedimento soddisfano la pretesa azionata quando questa era limitata all'obbligo dell'amministrazione di avviare il procedimento; ne consegue la cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone che, nel corso del giudizio, l'amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale dedotta dal ricorrente, rendendo non più attuale l'interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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