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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 22394/2023 del 25/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Onlus O.S.A., non convenzionata con il SSN, ha ricoverato d'urgenza il sig. Ernesto Petrone nella propria casa di cura. Avendo chiesto senza esito preventiva autorizzazione alla ASL e l'intervento dell'unità di valutazione multidimensionale, ha curato il paziente e poi fatturato € 3.483,75. O.S.A. ha ottenuto un decreto ingiuntivo poi impugnato dalla ASL; giudici di merito hanno ritenuto che, in mancanza di rapporto di convenzionamento, la ASL non fosse obbligata a rimborsare la struttura. In Cassazione la ricorrente ha dedotto violazione di norme nazionali e regionali (art. 3 L. 595/1985; art. 3-septies L. 502/1992; art. 2 L.R. Puglia n.19/2006; art. 3 cc. 8-9 Reg. Reg. n.4/2007) sostenendo che, per tutela del diritto alla salute e in presenza di urgenza, il rimborso spetti anche alla struttura non convenzionata e indipendentemente da autorizzazione preventiva.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Pur riconoscendo il principio giurisprudenziale e costituzionale secondo cui prestazioni rese per necessità ed urgenza sono rimborsabili anche se erogate fuori dal sistema di convenzionamento e senza preventiva autorizzazione, la Corte ha precisato che il diritto al rimborso spetta al paziente (o ai suoi eredi) e non direttamente alla struttura non convenzionata. Pertanto la Onlus non ha titolo diretto a ottenere il pagamento da parte della ASL. Le spese di giudizio sono compensate; la Corte ha altresì dato atto delle disposizioni relative al contributo unificato (art.13, comma 1-quater D.P.R. n.115/2002).

Norme richiamate

  • legge n. 595/1985

    richiamata dalla ricorrente a sostegno del rimborso per prestazioni correlate alla tutela della salute; la Corte la valuta nel quadro più ampio della giurisprudenza sulla tutela sanitaria in urgenza

  • legge n. 502/1992

    invocata in relazione alla disciplina dei rapporti tra strutture e sistema sanitario; la Corte la considera nel contesto della rimborsabilità delle prestazioni indirette

  • legge regionale Puglia n. 19/2006

    norma regionale richiamata dalla ricorrente sull'organizzazione dell'assistenza; la Corte osserva che le norme regionali non possono negare il rimborso in presenza di condizioni di necessità e urgenza sancite anche dalla giurisprudenza costituzionale

  • regolamento regionale Puglia n. 4/2007

    prevede autorizzazioni e procedure per il ricovero e il rimborso, ma la Corte afferma che tali condizioni procedurali non possono valere come ostacolo al rimborso quando ricorra la necessità e l'urgenza

  • codice di procedura civile

    articolo di riferimento per il motivo di cassazione (violazione di norme); la Corte ha esaminato la doglianza e l'ha rigettata

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    richiamato in relazione alla decisione sulle spese e all'eventuale ulteriore versamento del contributo unificato da parte del ricorrente

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Cass. n. 9319/2010; Cass. n. 2444/2001; Cass. S.U. n. 117/1999; S.U. n. 68/2000

    utilizzata dalla Corte per richiamare il principio consolidato: in caso di necessità ed urgenza non è richiesta preventiva autorizzazione e la prestazione è rimborsabile

  • Corte Costituzionale

    es. sent. n. 509/2000 e altri precedenti citati

    ha dichiarato l'illegittimità di norme regionali che escludevano ogni rimborso senza deroghe per urgenze, affermando la prevalenza del diritto alla salute (art. 32 Cost.) e la necessità di previsione di eccezioni per casi di gravità e urgenza

Massime di principio

  • Il diritto al rimborso delle spese sostenute per cure necessarie ed urgenti esiste anche quando le prestazioni sono erogate in strutture non convenzionate e senza preventiva autorizzazione, purché sia provata l'indispensabilità e l'urgenza della cura
  • Il titolare del diritto al rimborso è il paziente (o i suoi eredi) e non automaticamente la struttura privata non convenzionata; la struttura può ottenere il pagamento dalla ASL solo se vi è stata valida cessione o subentro del credito da parte del paziente o altro titolo che le conferisca legittimazione
  • Le norme regionali che prescrivono autorizzazioni preventivi per il rimborso non possono escludere in modo assoluto e inderogabile il ristoro in presenza di comprovata urgenza, per rispetto del principio costituzionale della tutela della salute
  • In caso di ricovero/cessione di cure in urgenza, è fondamentale documentare l'urgenza, la necessità e i tentativi di contattare la ASL (richieste di autorizzazione, telefonate, PEC) per consentire poi al paziente di chiedere e ottenere il rimborso
  • La struttura che intenda ottenere il pagamento direttamente dalla ASL dovrebbe preventivamente ottenere dal paziente una valida cessione del credito o agire per conto e nell'interesse del paziente, dimostrando il titolo che legittima la sua richiesta verso l'ente pubblico
  • Quando possibile, è consigliabile cercare previa autorizzazione o indirizzare il ricovero verso strutture convenzionate; in situazioni non differibili procedere e poi far valere il diritto al rimborso tramite il paziente; l'azione giudiziale va calibrata in funzione della legittimazione soggettiva per evitare il rigetto per difetto di titolo

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