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Sentenza

Sentenza del 22/01/2018 n. 846 - Comm. Trib. Prov. Catania

Verifiche "a tavolino" - Obbligo di contraddittorio endoprocedimentale - Imposte non armonizzate - Non sussiste - Imposte armonizzate - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La questione riguarda l'obbligo dell'Amministrazione finanziaria di redigere un processo verbale di constatazione e di instaurare il contraddittorio endoprocedimentale nelle verifiche cosiddette "a tavolino", svolte senza accessi, ispezioni o verifiche presso i locali del contribuente. La sentenza distingue tra imposte non armonizzate, come le imposte dirette, e imposte armonizzate, come l'IVA.

La decisione

Per le imposte non armonizzate non sussiste un obbligo generale di redigere il processo verbale di constatazione o di instaurare il contraddittorio endoprocedimentale quando l'accertamento è svolto "a tavolino". Gli articoli 52 del D.P.R. n. 633/1972 e 12, comma 7, della legge n. 212/2000 si applicano agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche effettuati nei locali dell'attività del contribuente. Per le imposte dirette, il contraddittorio e la notificazione del processo verbale sono quindi necessari solo quando una specifica norma li preveda espressamente. Per le imposte armonizzate, come l'IVA, il contraddittorio endoprocedimentale deve invece essere garantito, secondo i principi dell'ordinamento dell'Unione europea, purché il contribuente possa dimostrare che avrebbe potuto fornire elementi idonei a incidere sul contenuto dell'atto.

Norme richiamate

  • Art. 52, D.P.R. n. 633/1972

    La disposizione riguarda gli accertamenti collegati ad accessi, ispezioni e verifiche presso i locali del contribuente e non impone, in via generale, un contraddittorio preventivo per le verifiche svolte a tavolino.

  • Art. 12, comma 7, legge n. 212/2000

    Il termine dilatorio e le garanzie partecipative previste dalla norma operano in relazione a verifiche effettuate presso i locali del contribuente, con redazione e consegna del processo verbale di constatazione.

Massime di principio

  • Nelle verifiche a tavolino relative a imposte non armonizzate, come le imposte dirette, non esiste un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale o di preventiva notifica del processo verbale, salvo che una specifica norma lo preveda.
  • Quando l'accertamento deriva da accessi, ispezioni o verifiche nei locali dell'attività, trovano applicazione le garanzie previste dall'articolo 12, comma 7, della legge n. 212/2000 e dall'articolo 52 del D.P.R. n. 633/1972.
  • Per i tributi armonizzati, in particolare l'IVA, il contribuente deve normalmente essere messo in condizione di partecipare al procedimento prima dell'adozione dell'atto, in conformità ai principi dell'Unione europea.
  • La violazione del contraddittorio in materia di tributi armonizzati non comporta automaticamente l'annullamento dell'atto: il contribuente deve dimostrare che, se ascoltato, avrebbe potuto fornire elementi concretamente idonei a modificare l'esito dell'accertamento.
  • La distinzione tra imposte armonizzate e non armonizzate è decisiva per stabilire se il contraddittorio preventivo costituisca un obbligo generale o sussista soltanto nei casi espressamente previsti dalla legge.

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