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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10616/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che lo aveva ritenuto responsabile, tra l'altro, del delitto di resistenza a pubblico ufficiale. Con il primo motivo ha dedotto manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione sulla responsabilità ex art. 337 c.p., sostenendo in sostanza una rivalutazione del compendio probatorio e della consapevolezza della qualifica di pubblico ufficiale del commissario coinvolto. Con il secondo motivo ha chiesto l'applicazione dell'attenuante della lieve entità in relazione al reato di rapina ex art. 628 c.p., richiamando la pronuncia della Corte costituzionale n. 86 del 2024. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo non consentito perché meramente reiterativo delle censure già esaminate e disattese in appello, e quindi privo di specificità; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato perché, alla luce dei criteri indicati dalla Corte costituzionale, le modalità del fatto, la gravità della condotta, il danno arrecato e la personalità dell'agente escludevano i presupposti della diminuente.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    La motivazione di merito sulla responsabilità per resistenza a pubblico ufficiale è stata ritenuta congrua e non scalfita da censure specifiche in cassazione.

  • art. 628 c.p.

    La richiesta di riconoscimento della lieve entità del fatto è stata respinta perché i giudici di merito avevano valorizzato modalità dell'azione, gravità del fatto, danno e personalità del reo, elementi incompatibili con la diminuente.

  • Corte costituzionale n. 86 del 2024

    "la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo"

    Ai fini dell'attenuante della lieve entità il giudice deve valutare i parametri indicati dalla Consulta; nel caso concreto tali parametri escludevano la configurabilità della circostanza attenuante.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In cassazione il motivo è inammissibile quando si limita a reiterare censure già svolte in appello senza confrontarsi in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata; la specificità del motivo richiede una critica argomentata e non apparente.
  • La censura che tende a una nuova valutazione del fatto o della prova, senza evidenziare vizi logici effettivi della motivazione, non è consentita nel giudizio di legittimità.
  • La circostanza attenuante della lieve entità del fatto, ove prevista per la rapina, richiede una valutazione complessiva di natura, specie, mezzi, modalità e circostanze dell'azione, nonché della particolare tenuità del danno o del pericolo; la sua applicazione è preclusa quando il fatto presenti connotati di concreta gravità.
  • In presenza di declaratoria di inammissibilità del ricorso, consegue la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende nei casi previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro la personaDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

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