Sentenza n. 991/2026 - Latina, Sezione 2
per l'annullamento - del silenzio diniego relativo all’istanza di accesso agli atti inoltrata in data 2 gennaio 2026, prot.n. 56 del 05 gennaio 2026; - della nota del 27 gennaio 2026, prot.n. 1406 con cui il Comune di Monte San Giovanni Campano ha dato riscontro all’istanza di accesso del ricorrente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio-diniego e nota comunale che, in risposta all'istanza di accesso, si limitava a descrivere le lavorazioni senza consentire l'ostensione della SCIA edilizia del 4 settembre 2025 e del verbale di sopralluogo del 5 novembre 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario vicino)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario di un'unità immobiliare in un edificio secolare, posta sopra i locali di proprietà di una terza interessata nei quali erano stati eseguiti lavori edilizi, aveva presentato un esposto il 29 ottobre 2025 denunciando la demolizione parziale di un muro maestro per aprire un varco e la trasformazione di una feritoia in finestra, interventi che riteneva potenzialmente pregiudizievoli per la stabilità dell'edificio. Dopo il sopralluogo comunale del 5 novembre 2025, ha chiesto il 5 gennaio 2026 di accedere alla SCIA del 4 settembre 2025 e ai relativi allegati, nonché al verbale del sopralluogo. Ha impugnato il silenzio-diniego e la risposta comunale, deducendo la violazione del diritto di accesso e del diritto di difesa: i documenti, specificamente individuati, erano necessari per verificare la legittimità dell'iter edilizio e tutelare i propri diritti, anche in sede civilistica, rispetto al possibile danno all'immobile in cui risiede. In rito, il giudice ha esaminato l'assenza della prova del ricevimento della notifica del ricorso da parte della proprietaria dei locali interessati dai lavori.
La decisione
Il TAR ha ritenuto rituale il ricorso nonostante mancasse la prova del ricevimento della notifica alla proprietaria dei locali: poiché il Comune non l'aveva individuata né coinvolta nel procedimento di accesso, non era configurabile in questa vicenda un controinteressato in senso tecnico cui notificare il ricorso. Nel merito, ha riconosciuto che la SCIA, i suoi allegati e il verbale di sopralluogo erano documenti amministrativi nella disponibilità del Comune e che il ricorrente aveva un interesse concreto, diretto, attuale e strumentale, fondato sulla vicinitas: la sua abitazione si trovava al piano superiore rispetto ai locali interessati dai lavori e la documentazione era utile a tutelare i suoi diritti e a verificare possibili rischi per l'immobile. La risposta comunale del 27 gennaio 2026, limitata a riassumere le lavorazioni descritte nella SCIA, non costituiva effettivo riscontro dell'istanza, poiché non consentiva né la visione né l'estrazione di copia degli atti. Il ricorso è stato quindi accolto; il silenzio-diniego è stato annullato e al Comune è stato ordinato di consentire l'accesso e l'estrazione di copia, previo pagamento dei diritti, entro trenta giorni dalla comunicazione o dalla notifica della sentenza se anteriore. Il Comune è stato condannato a pagare € 1.500, oltre accessori e rimborso del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 116 c.p.a.
Con l’atto introduttivo del presente giudizio il ricorrente ha agito, ex art. 116 cod. proc. amm., per ottenere l’ostensione della SCIA prot.n. 14746 del 4 settembre 2025 relativa all'esecuzione di lavori edili nei locali sottostanti la propria abitazione e del verbale di sopralluogo eseguito dall’Ufficio tecnico Comunale in seguito ad un esposto presentato dal ricorrente.
L'art. 116 c.p.a. è il rito utilizzato per chiedere tutela contro il diniego o la mancata ostensione di documenti amministrativi.
art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990
sussiste in capo al ricorrente un interesse qualificato, concreto, diretto, attuale e strumentale ad accedere alla SCIA in questione ed alla documentazione allegata, ai sensi dell’art. 22, comma 1, lett. b), e dell’art. 24, comma 7, della l. n. 241/1990; e ciò tenuto conto: 1) del tenore delle allegazioni ricorsuali relative all’interesse ostensivo, essendo la conoscenza dei documenti richiesti necessaria ai fini della tutela dei propri diritti in sede civilistica, anche in considerazione della possibilità che i lavori eseguiti dalla controinteressata nei locali sottostanti all’abitazione del ricorrente arrechino danno all’immobile ove lo stesso risiede; 2) della sussistenza del requisito della vicinitas.
L'accesso documentale richiede una posizione qualificata e un collegamento concreto, diretto e attuale con i documenti; la vicinitas e la necessità degli atti per tutelare i propri diritti possono fondare tale interesse anche senza dimostrare una lesione già verificatasi.
art. 22, comma 2, lett. b), l. 241/1990
Si tratta di un rapporto giuridico strumentale ad altro rapporto, in cui si colloca una “situazione giuridicamente tutelata” e “collegata al documento” del quale è chiesto l’accesso (cfr. art. 22, comma 2, lett. b), della legge n. 241/1990) che è più ampia rispetto all’interesse all’impugnativa e che riconosce la legittimazione all’accesso a chiunque possa dimostrare che i documenti oggetto dell’accesso abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica.
La posizione che legittima l'accesso è più ampia della legittimazione a impugnare un atto: è sufficiente che il documento abbia prodotto o possa produrre effetti diretti o indiretti sul richiedente.
art. 24, comma 7, l. 241/1990
sussiste in capo al ricorrente un interesse qualificato, concreto, diretto, attuale e strumentale ad accedere alla SCIA in questione ed alla documentazione allegata, ai sensi dell’art. 22, comma 1, lett. b), e dell’art. 24, comma 7, della l. n. 241/1990; e ciò tenuto conto: 1) del tenore delle allegazioni ricorsuali relative all’interesse ostensivo, essendo la conoscenza dei documenti richiesti necessaria ai fini della tutela dei propri diritti in sede civilistica, anche in considerazione della possibilità che i lavori eseguiti dalla controinteressata nei locali sottostanti all’abitazione del ricorrente arrechino danno all’immobile ove lo stesso risiede; 2) della sussistenza del requisito della vicinitas.
Il giudice applica la disciplina dell'accesso riconoscendo l'ostensione perché i documenti sono necessari alla tutela dei diritti del richiedente, in ragione della sua posizione di proprietario dell'immobile sovrastante.
art. 22, comma 1, lett. d), l. 241/1990
la SCIA prot.n. 14746 del 4 settembre 2025 e il verbale di sopralluogo del 5 novembre 2025, indicati nell’istanza di accesso del 5 gennaio 2026, rientrano nella nozione legislativa di “documento amministrativo” di cui agli artt. 22, comma 1, lettera d), della l. n. 241/1990 e 1, comma 1, lettera a), d.P.R. n. 445/2000 e si trovano nell’attuale disponibilità dell’amministrazione comunale, che ha esaminato la pratica relativa al titolo edilizio in questione ed ha eseguito il sopralluogo in seguito all’esposto del ricorrente;
La SCIA e il verbale di sopralluogo, essendo atti e documenti nella disponibilità del Comune e relativi alla sua attività, rientrano nella nozione di documento amministrativo accessibile.
art. 1, comma 1, lett. a), d.P.R. 445/2000
la SCIA prot.n. 14746 del 4 settembre 2025 e il verbale di sopralluogo del 5 novembre 2025, indicati nell’istanza di accesso del 5 gennaio 2026, rientrano nella nozione legislativa di “documento amministrativo” di cui agli artt. 22, comma 1, lettera d), della l. n. 241/1990 e 1, comma 1, lettera a), d.P.R. n. 445/2000 e si trovano nell’attuale disponibilità dell’amministrazione comunale, che ha esaminato la pratica relativa al titolo edilizio in questione ed ha eseguito il sopralluogo in seguito all’esposto del ricorrente;
La pronuncia richiama la definizione di documento amministrativo del d.P.R. 445/2000 per ricondurvi la SCIA e il verbale comunale di sopralluogo richiesti.
Massime di principio
- Ai fini dell'accesso documentale in materia edilizia, la legittimazione non coincide con quella necessaria per impugnare il titolo edilizio: è sufficiente una situazione giuridicamente tutelata collegata ai documenti, che possano produrre effetti diretti o indiretti sul richiedente.
- La vicinitas che fonda l'interesse all'accesso agli atti edilizi non richiede la contiguità fisica o la condivisione di un confine; va valutata in concreto e può ricorrere quando il richiedente abbia un rapporto qualificato e significativo con l'immobile o il territorio interessato.
- Il proprietario di un'unità immobiliare posta sopra i locali interessati da lavori edilizi ha un interesse concreto, diretto e attuale ad accedere alla SCIA, ai relativi allegati e agli atti di sopralluogo quando la documentazione sia strumentale alla tutela dei propri diritti e alla verifica di possibili pregiudizi per la stabilità dell'immobile.
- La risposta dell'amministrazione che si limita a descrivere il contenuto degli atti richiesti, senza permetterne la visione o l'estrazione di copia, non soddisfa l'istanza di accesso documentale.
- Quando l'amministrazione non individua né coinvolge un controinteressato nel procedimento di accesso, la mancata prova della notifica del ricorso a tale soggetto non determina l'inammissibilità del ricorso, se nella concreta vicenda non è configurabile un controinteressato in senso tecnico.
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