Sentenza del 06/07/2015 n. 267 - Comm. Trib. Prov. Lecco
IRES - Costi sostenuti verso controllata non residente - Tasso di cambio - Fisso e predeterminato ad inizio anno - Disconoscimento costi - Legittimità ripresa a tassazione - Sussiste - Contratto di vendita macchinari - Dilazione di pagamento - Contratto di finanziamento simulato - Assenza di prova circa simulazione - Illegittimità ripresa a tassazione - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava, da un lato, la deducibilità di costi sostenuti verso una società collegata estera polacca, quantificati applicando un tasso di cambio fisso e predeterminato all'inizio dell'anno, pari a 4,10 zloty per euro, anziché il cambio del giorno di sostenimento del costo o, in mancanza, il cambio medio mensile. Dall'altro lato, l'Ufficio aveva considerato un contratto di vendita di macchinari, con pagamento dilazionato, come un finanziamento simulato o come un'operazione antieconomica.
La decisione
La ripresa a tassazione è stata ritenuta legittima per la parte relativa ai costi convertiti con il tasso di cambio fisso annuale: tale criterio può essere utilizzato per esigenze di gestione e budgeting, ma non è fiscalmente opponibile perché la determinazione del reddito deve avvenire secondo il cambio previsto dalla normativa tributaria applicabile al momento in cui il costo è sostenuto. È stata invece ritenuta illegittima la ripresa fondata sulla presunta natura finanziaria o antieconomica del contratto di vendita dei macchinari, poiché l'Amministrazione non ha dimostrato la simulazione, totale o parziale, del contratto né che gli interessi impliciti nella dilazione fossero superiori all'utile conseguito dalla società.
Norme richiamate
Art. 110, comma 2, TUIR
La norma è stata applicata per determinare il corretto valore fiscale delle operazioni con soggetti esteri collegati, impedendo che i costi siano quantificati mediante un tasso di cambio fisso stabilito unilateralmente o convenzionalmente per finalità di budget.
Art. 9, TUIR
La conversione dei valori espressi in valuta estera deve basarsi sul cambio del giorno in cui l'operazione o il costo è stato effettuato; in mancanza, può rilevare il cambio medio del periodo previsto dalla disciplina applicabile, non un cambio predeterminato all'inizio dell'esercizio.
Massime di principio
- I criteri di cambio fissati internamente per esigenze gestionali, contabili o di budgeting non sostituiscono i criteri legali previsti per la determinazione del reddito imponibile.
- Nei rapporti con società estere collegate, i costi devono essere documentati e valorizzati secondo il cambio fiscalmente rilevante alla data dell'operazione, salvo specifiche disposizioni contrarie.
- La semplice appartenenza delle parti allo stesso gruppo non consente di riqualificare automaticamente una vendita con pagamento dilazionato come finanziamento o operazione simulata.
- La simulazione contrattuale deve essere provata dall'Amministrazione finanziaria mediante elementi concreti riferiti all'oggetto o alla causa del contratto; non è sufficiente una presunzione generica.
- La dilazione di pagamento concessa a una società collegata non dimostra di per sé l'antieconomicità dell'operazione: occorre confrontare gli oneri finanziari impliciti con l'utile effettivamente conseguito e valutare l'operazione nel suo complesso.
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