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Sentenza

Sentenza del 06/07/2015 n. 18 - Comm. Trib. Reg. Valle d'Aosta

OGGETTO:AVVISO DI ACCERTAMENTO RIPARTO DELL'ONERE DELLA PROVA IN MATERIA DI STUDI DI SETTORE- VALENZA INDIZIARIA DELL'ATTIVITA' ANTI-ECONOMICA

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il riparto dell'onere della prova negli accertamenti basati su parametri o studi di settore e il valore indiziario di una gestione reiteratamente antieconomica. Gli studi di settore non costituiscono, da soli, una prova automatica della maggiore capacità contributiva: sono strumenti statistici dai quali derivano presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza si consolidano mediante il contraddittorio con il contribuente. Il contribuente deve tuttavia dimostrare in modo puntuale le circostanze che rendono inapplicabili gli standard o spiegano la specifica situazione economica dell'impresa. La dichiarazione di perdite per più esercizi consecutivi costituisce una condotta commerciale anomala e può giustificare la rettifica, salvo prova concreta dell'effettività delle perdite.

La decisione

Il principio affermato è favorevole all'Amministrazione finanziaria: l'accertamento fondato sugli studi di settore può essere legittimato dal contraddittorio e dalla presenza di ulteriori elementi indiziari, come la reiterata antieconomicità dell'attività. Il contribuente non può limitarsi a contestare lo scostamento dagli standard in astratto, ma deve fornire una prova specifica e documentata delle ragioni delle perdite e della peculiarità della propria attività. In assenza di tale prova, la rettifica può essere confermata.

Norme richiamate

  • Disciplina degli studi di settore e dei parametri tributari

    La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici.

    Gli studi di settore sono strumenti statistici di ricostruzione della normale redditività e non determinano automaticamente la maggiore imposta dovuta. La loro efficacia probatoria deve essere valutata anche alla luce del contraddittorio e delle caratteristiche concrete dell'attività.

  • Principio del contraddittorio endoprocedimentale in materia di studi di settore

    La cui gravità, precisione e concordanza [...] nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente con il contribuente.

    L'Amministrazione deve consentire al contribuente di esporre le proprie ragioni prima della definizione dell'accertamento; il contraddittorio serve a rendere concreta e individualizzata la presunzione derivante dagli standard.

  • Principi sull'onere della prova del contribuente

    Il contribuente [...] ha l'onere di provare puntualmente la sussistenza di condizioni che giustifichino l'esclusione dell'impresa dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standard o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo in questione.

    Il contribuente deve fornire elementi concreti, documentati e riferiti allo specifico periodo d'imposta per dimostrare l'inapplicabilità degli studi o spiegare lo scostamento rilevato.

  • Cassazione civile, sentenze n. 21536/2007, n. 24436/2008, n. 417/2008 e n. 418/2008

    La circostanza che un'impresa commerciale dichiari, ai fini dell'imposta sul reddito, per più anni di seguito rilevanti perdite costituisce una condotta commerciale anomala, di per sé sufficiente a giustificare da parte dell'Erario una rettifica della dichiarazione a meno che il contribuente non dimostri concretamente l'effettiva sussistenza delle perdite dichiarate.

    Le perdite reiterate rappresentano un indice presuntivo di inattendibilità economica o di antieconomicità. Non provano automaticamente l'evasione, ma possono giustificare l'accertamento e trasferiscono sul contribuente l'esigenza di fornire una spiegazione concreta e verificabile.

Massime di principio

  • Lo scostamento dagli studi di settore, considerato isolatamente, non basta normalmente a fondare una rettifica automatica: deve essere valutato attraverso il contraddittorio e insieme alle caratteristiche concrete dell'impresa.
  • Quando un'impresa dichiara perdite per più anni consecutivi, l'Amministrazione può considerare tale andamento un indice di antieconomicità e utilizzarlo per motivare l'accertamento.
  • Il contribuente che contesta l'accertamento deve spiegare con documenti specifici le cause delle perdite o dello scostamento, come crisi del mercato, investimenti, eventi straordinari, struttura dei costi, riduzione della clientela o altre circostanze eccezionali.
  • La prova delle perdite deve riguardare l'effettiva esistenza e la concreta riferibilità dei costi e delle condizioni economiche al periodo oggetto di accertamento; mere giustificazioni generiche o contestazioni dello studio statistico possono non essere sufficienti.
  • La reiterata antieconomicità è un elemento indiziario, non una prova assoluta: la valutazione finale deve considerare il complesso degli elementi acquisiti, il corretto svolgimento del contraddittorio e la specifica realtà aziendale.

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