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Sentenza

Sentenza del 06/07/2015 n. 16 - Comm. Trib. Reg. Valle d'Aosta

Oggetto: OMESSO AUTOFATTURAZIONE CONSORZIATI ANNULLAMENTO CON RINVIO DALLA CORTE DI CASSAZIONE - CONSORZIO: RIBALTAMENTO SUI CONSORZIATI DELLE OPERAZIONI ECONOMICHE

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda l'omessa autofatturazione da parte dei consorziati e il trattamento fiscale delle operazioni economiche realizzate dal consorzio e ribaltate sulle imprese aderenti. Il consorzio sosteneva, in sostanza, che la propria natura non lucrativa escludesse lo svolgimento di attività commerciale e la rilevanza fiscale delle operazioni. Il giudice del rinvio doveva inoltre attenersi al principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione e non poteva ampliare l'oggetto del giudizio oltre i limiti dell'originario atto di appello.

La decisione

La Commissione tributaria regionale ha condiviso l'orientamento della Corte di Cassazione secondo cui la natura di ente senza fini di lucro non impedisce al consorzio di svolgere un'attività oggettivamente commerciale. È irrilevante che il consorzio non persegua profitti propri, quando la sua organizzazione procura commesse alle imprese consorziate e ribalta su di esse le relative operazioni economiche. La sentenza d'appello è stata quindi pronunciata nel giudizio di rinvio conformandosi ai limiti fissati dalla Cassazione e riconoscendo la rilevanza fiscale dell'attività consortile.

Norme richiamate

  • Principio di diritto fissato dalla Corte di Cassazione nel giudizio di rinvio

    Il giudice del rinvio incontra il limite che deriva dal principio di diritto fissato dalla sentenza di rinvio.

    Nel giudizio di rinvio il giudice d'appello deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e non può riesaminare liberamente le questioni già definite.

  • Limiti dell'oggetto del giudizio di rinvio

    L'oggetto della sua attività resta delimitato dall'atto di appello su cui si è pronunciata la sentenza di secondo grado ormai cassata.

    Il giudice del rinvio può decidere soltanto sulle questioni comprese nell'originario atto di appello e non può introdurre nuovi motivi o ampliare il thema decidendum.

  • Natura commerciale dell'attività consortile

    La pacifica natura di ente non a fini di lucro rivestita dal Consorzio Manital non esclude che esso possa svolgere un'attività intrinsecamente commerciale.

    L'assenza di finalità lucrativa soggettiva non esclude la commercialità oggettiva dell'attività svolta. Occorre valutare concretamente le operazioni e la funzione economica dell'organizzazione consortile.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 24014 del 23 ottobre 2013

    La Cassazione ha ritenuto compatibile la natura non lucrativa del consorzio con lo svolgimento di attività commerciali finalizzate a procurare commesse alle imprese aderenti alle migliori condizioni di mercato.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 13209/2009

    La pronuncia è richiamata quale precedente a sostegno del principio secondo cui la qualificazione fiscale dell'attività consortile dipende dalla sua concreta natura economica e non soltanto dallo scopo statutario.

Massime di principio

  • Un ente o consorzio privo di finalità lucrative può comunque svolgere attività commerciale ai fini fiscali: conta la natura oggettiva delle operazioni e non la destinazione degli eventuali risultati economici.
  • Quando il consorzio procura commesse, acquista o organizza prestazioni e ne ribalta il costo o il corrispettivo sui consorziati, tali operazioni possono assumere rilevanza fiscale e richiedere i relativi adempimenti, inclusa l'autofatturazione ove prevista.
  • Nel giudizio di rinvio il giudice deve rispettare sia il principio di diritto enunciato dalla Cassazione sia i limiti dell'originario atto di appello; non può introdurre questioni nuove o riesaminare aspetti ormai coperti dalla decisione di legittimità.
  • Per valutare casi analoghi è necessario esaminare concretamente contratti, fatture, flussi finanziari, modalità di ribaltamento dei costi e ruolo effettivamente svolto dal consorzio, senza fermarsi alla sola qualificazione statutaria di ente non commerciale.

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