Sentenza n. 503/2026 - Palermo, Sezione 2
per l'ottemperanza: alla sentenza n. 2011 del 3.9.2025 resa dal T.A.R. Sicilia –Palermo, Sez. II in materia di accesso alla documentazione relativa ai dati dell'ultimo censimento degli alloggi di edilizia pubblica;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza che imponeva al Comune di consentire la visione e l'estrazione di copia dei dati dell'ultimo censimento degli alloggi di edilizia pubblica
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114, comma 3, c.p.a., deducendo la mancata esecuzione della precedente sentenza del TAR, resa ai sensi dell'art. 116, comma 1, c.p.a., che aveva accolto la domanda di accesso e ordinato al Comune di consentire, entro trenta giorni dalla comunicazione della decisione, la visione e l'estrazione di copia della documentazione relativa ai dati dell'ultimo censimento degli alloggi di edilizia pubblica, ove esistente. Nel corso del giudizio il Comune ha prodotto una nota e la relazione di censimento degli alloggi popolari, formata successivamente sia all'istanza di accesso sia alla proposizione del ricorso. Il ricorrente ha quindi dichiarato di avere ottenuto copia dei dati e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anziché dichiarare la cessazione della materia del contendere. Il documento contenente i dati del censimento, infatti, non esisteva né al momento dell'istanza di accesso né al momento della proposizione del ricorso, essendo stato formato dal Comune soltanto successivamente. Poiché il ricorrente aveva comunque potuto conoscere i dati del censimento e aveva ottenuto piena soddisfazione del proprio interesse, non residuava alcun interesse attuale alla decisione del giudizio di ottemperanza. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata nei confronti del Comune, non costituito in giudizio. Il ricorrente è stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, con liquidazione da effettuarsi con separato decreto previa verifica dei requisiti richiesti.
Norme richiamate
art. 114, comma 3, c.p.a.
Prevede il giudizio di ottemperanza alla sentenza amministrativa rimasta ineseguita.
art. 116, comma 1, c.p.a.
Riguarda il rito in materia di accesso e costituisce la base processuale della precedente sentenza da eseguire.
art. 116, comma 4, c.p.a.
La precedente sentenza aveva previsto il termine di trenta giorni dalla comunicazione per consentire visione ed estrazione di copia della documentazione, ove esistente.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 81 d.P.R. 115/2002
Richiamato ai fini della verifica dell'iscrizione del difensore nell'elenco rilevante per il patrocinio a spese dello Stato.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'interesse del ricorrente viene soddisfatto nel corso del processo, il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse se non residua alcuna utilità concreta derivante dalla decisione.
- La sopravvenuta formazione del documento richiesto in accesso può determinare la carenza di interesse alla decisione del giudizio, se il richiedente ha successivamente ottenuto conoscenza e copia dei dati contenuti nel documento.
- La cessazione della materia del contendere non è dichiarabile quando l'oggetto della controversia non è stato integralmente definito nei termini propri della domanda processuale; ove sia venuto meno soltanto l'interesse attuale alla pronuncia, deve essere dichiarata l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
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