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Sentenza

Sentenza del 11/04/2024 n. 299 - Corte di Giustizia UE

Unione doganale - Regolamento (UE) n. 952/2013 - Sentenze di primo grado che annullano misure doganali relative a risorse proprie tradizionali dell'Unione europea - Immediata esecutività di tali sentenze - Mancata sospensione dell'esecuzione delle sentenze

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Controversia sull'esecuzione di avvisi di accertamento e sanzioni doganali (dazi antidumping / risorse proprie tradizionali dell'UE) integralmente annullati da sentenze di primo grado ma soggetti ad appello. Questione pregiudiziale sollevata dal giudice nazionale: gli articoli 43-45 del codice doganale dell'Unione ostano a una normativa nazionale (art. 69 d.lgs. 546/1992) che prevede l'immediata esecutività delle sentenze di primo grado non definitive che abbiano annullato, totalmente o parzialmente, atti impositivi relativi a risorse proprie tradizionali dell'UE? In sostanza: se e in che misura le disposizioni del codice doganale limitano la possibilità per lo Stato membro di consentire l'esecuzione immediata delle sentenze di primo grado che dispongono rimborsi o annullamenti di dazi.

La decisione

La Corte di giustizia (Sez. X) ha risposto che gli articoli da 43 a 45 del regolamento (UE) n. 952/2013 (codice doganale dell'Unione) non ostano a una normativa nazionale che preveda l'immediata esecutività delle sentenze di primo grado non definitive concernenti risorse proprie tradizionali. Motivazione essenziale: l'art. 43 esclude l'applicabilità degli artt. 44 e 45 ai ricorsi contro decisioni adottate da un'autorità giudiziaria, per cui le disposizioni sull'effetto sospensivo dell'impugnazione (art.45) si applicano solo ai ricorsi avverso decisioni delle autorità doganali, non a decisioni giudiziarie. Inoltre l'obbligo degli Stati membri di mettere a disposizione della Commissione gli importi delle risorse proprie (reg. 609/2014 e decisione 2014/335) non impone una diversa interpretazione. Ne consegue che il diritto dell'Unione non impedisce che il diritto nazionale preveda l'esecutività immediata delle sentenze di primo grado non definitive in materia di risorse proprie tradizionali.

Norme richiamate

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art.43

    "Gli articoli 44 e 45 non si applicano ai ricorsi presentati a scopo di annullamento, revoca o modifica di una decisione ... presa da un'autorità giudiziaria"

    L'art.43 esclude l'applicabilità degli artt.44-45 alle impugnazioni di decisioni giudiziarie; perciò le norme su effetto sospensivo e diritto di ricorso non regolano la immediata esecutività delle sentenze giudiziali di primo grado

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art.44

    "Qualsiasi persona ha il diritto di proporre ricorso ... Il ricorso può essere esperito in almeno due fasi"

    Regola il diritto di ricorso in materia doganale ma, per effetto dell'art.43, non si applica ai ricorsi verso decisioni giudiziarie già rese

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art.45

    "La presentazione di un ricorso non sospende l'applicazione della decisione contestata"

    L'art.45 riguarda i ricorsi contro decisioni delle autorità doganali; non può essere invocato per escludere l'esecutività immediata di sentenze giudiziali di primo grado a causa dell'esclusione prevista dall'art.43

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art.90

    "Quando la costituzione di una garanzia è obbligatoria, le autorità doganali fissano l'importo ..."

    Stabilisce regole sulla garanzia obbligatoria a copertura dell'obbligazione doganale; la Corte richiama il quadro delle garanzie ma non ne trae obbligo di sospendere l'esecutività delle sentenze giudiziarie

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione), art.98

    "Le autorità doganali svincolano immediatamente la garanzia quando l'obbligazione doganale ... è estinto"

    Prevede lo svincolo della garanzia al venir meno dell'obbligazione; la Corte osserva che garanzie e pagamenti rimangono strumenti idonei a garantire l'adempimento senza imporre regole sull'esecutività delle sentenze

  • Regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014, art.2

    "un diritto dell'Unione sulle risorse proprie tradizionali ... è accertato non appena ricorrono le condizioni previste dalla normativa doganale ..."

    Stabilisce quando il diritto dell'UE sulle risorse proprie è accertato; richiamato dalla Corte per valutare l'obbligo di rendere disponibili tali importi alla Commissione

  • Regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014, art.13

    "Gli Stati membri sono tenuti a prendere tutte le misure necessarie affinché gli importi ... siano messi a disposizione della Commissione"

    Imposta l'obbligo di mettere a disposizione gli importi delle risorse proprie, ma non obbliga gli Stati membri a vietare la immediata esecutività delle sentenze di primo grado

  • Decisione 2014/335/UE, art.2(1)(a)

    "Costituiscono risorse proprie ... le entrate provenienti: ... dazi della tariffa doganale comune e altri dazi ... sugli scambi con paesi terzi"

    Definisce le risorse proprie tradizionali; utilizzata per contestualizzare quali entrate sono in gioco

  • Decreto legislativo n. 546/1992 (processo tributario), art.69

    "Le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente ... sono immediatamente esecutive"

    Norma interna che riconosce immediata esecutività delle sentenze di primo grado; la Corte ha ritenuto compatibile tale previsione con il diritto dell'Unione nella materia delle risorse proprie tradizionali

  • Decreto legislativo n. 546/1992, art.47

    "... il ricorrente può chiedere la sospensione provvisoria dell'esecuzione ... se può derivargli un danno grave e irreparabile"

    Prevede misure cautelari nell'ordinamento nazionale a tutela del contribuente; rimane rilevante nella gestione pratica dei casi

Massime di principio

  • Gli artt. 43-45 del codice doganale UE non impediscono agli Stati membri di prevedere che le sentenze nazionali di primo grado siano immediatamente esecutive anche se non definitive, quando riguardano risorse proprie tradizionali.
  • L'art.45 (nessun effetto sospensivo dell'impugnazione) si applica alle decisioni delle autorità doganali ma, per esplicita esclusione dell'art.43, non si applica alle decisioni già adottate da un'autorità giudiziaria.
  • L'obbligo di mettere a disposizione della Commissione gli importi delle risorse proprie (reg. 609/2014 e decisione 2014/335) non impone agli Stati membri di vietare l'esecutività immediata delle sentenze di primo grado; lo Stato resta comunque responsabile della corretta contabilizzazione e trasferimento delle risorse dell'UE.
  • In pratica, anche se una sentenza di primo grado è immediatamente esecutiva, le amministrazioni possono avvalersi di strumenti nazionali (garanzie, misure cautelari, iscrizioni ipotecarie) fino alla definitiva estinzione dell'obbligazione; il contribuente può tuttavia fruire dei rimedi nazionali previsti per ottenere il rimborso o lo svincolo delle garanzie se la decisione viene confermata in grado successivo.
  • Per i contribuenti convenevoli: davanti a una sentenza favorevole di primo grado concernente dazi doganali, è prudente agire tempestivamente (richiedere esecuzione, chiedere svincolo di garanzie, proporre istanze cautelari) e considerare il rischio che lo Stato possa trattenere o esigere somme fino alla decisione definitiva.
  • Nel valutare conflitti tra norme nazionali e codice doganale UE, occorre sempre verificare se la norma UE espressamente esclude l'ambito di applicazione della disciplina comunitaria (qui: art.43) prima di dedurre incompatibilità.

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