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Sentenza

Sentenza del 24/06/2021 n. 18261 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento per recupero IRES, IVA e IRAP relativo al 2007, basato sull'assunto di operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti e richiesta di sanzioni; in primo grado la CTP di Belluno accolse i ricorsi della società; la CTR del Veneto confermò l'annullamento perché l'Ufficio non avrebbe identificato la specifica "pratica abusiva" prevista dall'art. 37-bis, comma 3, del D.P.R. 600/1973.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia, ritenendo che la CTR abbia errato nella lettura della pronuncia Cass. n. 24024/2015 e che l'Amministrazione debba fornire adeguato supporto probatorio dell'abuso (evidenziare antieconomicità, progetto elusivo e modalità di manipolazione degli schemi negoziali). La sentenza della CTR è cassata e il processo è rinviato alla CTR del Veneto in diversa composizione. Il ricorso incidentale condizionato di RI.BA. è dichiarato inammissibile; a carico di RI.BA. è rilevata la sussistenza dell'obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi del D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973

    art. 37-bis, comma 1 e comma 3

    L'art. 37-bis disciplina l'abuso del diritto in materia tributaria; la Corte sottolinea che, pur essendo compito del giudice qualificare la specifica pratica abusiva, l'Amministrazione ha l'onere di fornire prove e indizi concreti dell'antieconomicità e del disegno elusivo che giustifichino l'applicazione della norma.

  • Codice Civile

    art. 2697, art. 2727, art. 2729

    Riferimenti alle regole sulla prova: l'onere della prova (art. 2697) e i limiti/mezzi di prova tecnici ed esperti (2727, 2729) implicano che l'Ufficio deve apportare elementi probatori idonei a dimostrare l'abuso fiscale.

  • Codice di Procedura Civile

    Richiamati in relazione ai poteri e doveri del giudice nell'accertamento della realtà dei fatti e nella valorizzazione della prova; tuttavia la qualificazione giuridica della fattispecie (tipologia di pratica abusiva) resta compito del giudice.

  • D.P.R. n. 115 del 2002

    art. 13, comma 1-bis e comma 1-quater

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha disposto che, per il ricorso incidentale inammissibile, sussistono i presupposti per il versamento di un ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso incidentale.

  • Direttive UE e normativa IVA

    art. 17 Dir. n. 77/388/CEE; artt. 167 e 168 Dir. n. 2006/112/CE

    La Corte richiama la necessità di considerare la disciplina e l'interpretazione comunitaria in tema di IVA e abuso, segnalando che l'analisi di abuso rilevante ai fini IVA non può prescindere dall'interpretazione della normativa UE e della Corte di Giustizia.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione contesta operazioni per abuso del diritto deve fornire elementi probatori concreti che evidenzino l'antieconomicità e un progetto elusivo (manipolazione di schemi negoziali, utilizzo irragionevole degli schemi contrattuali) e non limitarsi a enunciare il principio astratto dell'abuso.
  • La qualificazione della specifica 'pratica abusiva' tra quelle previste dall'art. 37-bis DPR 600/1973 è funzione del giudice, ma ciò non solleva l'Amministrazione dall'onere di allegare e provare i fatti e gli indizi che giustificano tale qualificazione.
  • In contestazioni IVA va altresì valutata la disciplina e la giurisprudenza comunitaria: l'accertamento nazionale deve tener conto delle regole e delle interpretazioni della Corte di Giustizia UE.
  • Se il giudice di merito omette di motivare adeguatamente sulla prova dell'abuso o dà una motivazione apodittica, la decisione può essere cassata e la causa rinviata per nuovo esame della prova.
  • I ricorsi incidentali condizionati che risultano assorbiti dall'accoglimento del ricorso principale e non affrontano questioni non assorbite sono spesso dichiarati inammissibili; può essere disposto il pagamento di contributi unificati aggiuntivi a norma del D.P.R. 115/2002.

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