Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3433/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che confermava la condanna per furto aggravato (capo A) e violazione degli obblighi inerenti alla misura di prevenzione (capo B). Il ricorso deduceva, in primo luogo, l'omessa notifica del decreto di citazione per il giudizio di appello. In secondo luogo, censurava la qualificazione giuridica dei fatti relativi al capo A: la difesa sosteneva che l'imputato era stato bloccato dalla vigilanza quando suonò l'allarme antitaccheggio all'uscita dalle casse, per cui l'intervento immediato della vigilanza avrebbe impedito la consumazione del reato (soltanto tentativo) e l'attivazione dell'allarme proverebbe l'esistenza delle placche rendendo insussistente l'aggravante contestata.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Primo motivo: manifestamente infondato perché il decreto di citazione in appello era stato notificato correttamente il 22/03/2021 ai sensi dell'art. 157, comma 8-bis c.p.p. Secondo motivo: manifestamente infondato poiché la Corte territoriale ha accertato che il ricorrente era uscito dal negozio con due paia di scarpe occultate in una busta, avendo quindi acquisito la piena e autonoma disponibilità della merce anche per un brevissimo lasso di tempo; pertanto il furto si era consumato. La censura relativa all'aggravante è stata ritenuta inammissibile perché proposta per la prima volta in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 157 comma 8-bis cod. proc. pen.

    art. 157 comma 8-bis cod. proc. pen.

    La notificazione del decreto di citazione per l'appello è stata ritenuta valida se effettuata conformemente a quanto previsto da tale disposizione; ciò ha reso infondato il primo motivo di ricorso.

  • Giurisprudenza - principio sulla consumazione del furto

    Sez. U. n. 34952 del 19/04/2012 (Reina); Sez. U. n. 52117 del 17/07/2014; Sez. 2 n. 8445 del 05/02/2013 (Niang); Sez. 5 n. 48880 del 17/09/2018; Sez. 4 n. 11683 del 27/11/2018 (Arena)

    Il furto si consuma quando l'agente acquisisce la piena e autonoma disponibilità del bene, ossia quando la cosa esce dalla sfera di sorveglianza del detentore e questi non è più in grado di recuperarla. Se il bene è sottoposto a sorveglianza continua, è necessario anche che l'autore eluda tali controlli per ritenere consumato il reato.

  • Principio processuale sulla novità in Cassazione

    Censure o questioni formulate per la prima volta in Cassazione, relative a fatti o circostanze non oggetto di decisione nei gradi precedenti, sono inammissibili; la corte ha ritenuto inammissibile la censura relativa all'aggravante perché sollevata soltanto in questa sede.

Massime di principio

  • La notifica del decreto di citazione in appello deve essere comprovata e, se effettuata secondo le norme (es. art. 157 c. 8-bis c.p.p.), rende infondato il motivo di omessa notifica.
  • La distinzione tra tentativo e consumazione del furto dipende dall'acquisizione della piena e autonoma disponibilità del bene: anche un possesso effettivo di brevissima durata, fuori dalla sorveglianza del detentore, può integrare la consumazione.
  • Per beni soggetti a sorveglianza continua (es. vigilanza o sistemi antitaccheggio), non basta la sottrazione materiale: è necessaria anche l'elusione dei sistemi di controllo perché il reato sia consumato.
  • Questioni o aggravanti sollevate per la prima volta in Cassazione sono generalmente inammissibili; è quindi essenziale dedurle nei precedenti gradi di giudizio.
  • In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.