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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4901/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Genova che aveva disposto la consegna del ricorrente alla Romania in esecuzione di mandato di arresto europeo per indebito utilizzo di carte di credito. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 18-bis, comma 2, legge n. 69/2005: a) la Corte d'appello avrebbe erroneamente valutato gli elementi prodotti dalla difesa come non dimostrativi di uno stabile radicamento in Italia (residenza dal 2020, attività d'impresa, pregresse attività lavorative e precedenti giudiziari), confondendoli con elementi riferiti a un altro procedimento; b) omissione nella valutazione dell'opportunità di eseguire la condanna in Italia ai fini rieducativi. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso ritenendo si trattasse di vizi di motivazione non sindacabili in cassazione e segnalando che una precedente decisione favorevole al rifiuto della consegna non era stata prodotta in sede di secondo grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la motivazione della Corte d'appello sia insufficiente e contraddittoria in relazione all'accertamento del 'radicamento' del ricorrente in Italia ai sensi dell'art. 18-bis. Ha annullato la sentenza impugnata disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Genova per un nuovo giudizio con integrale e adeguata motivazione sul punto decisivo (verifica della presenza effettiva e legittima quinquennale o di altri presupposti per il rifiuto facoltativo della consegna). Ha inoltre disposto gli adempimenti di cui all'art. 22, comma 5, legge n. 69/2005. Non è stata assunta decisione definitiva sulla consegna, che resta da riesaminare sul rinvio.

Norme richiamate

  • art. 18-bis, comma 2, legge n. 69 del 2005

    La Corte interpreta la norma come prevedente, a titolo di motivo facoltativo di rifiuto della consegna, non solo la residenza formale ma anche la dimora effettiva e legittima di almeno cinque anni in Italia; tale presupposto richiede un accertamento motivato e documentato che la Corte d'appello non ha svolto adeguatamente

  • art. 22, comma 5, legge n. 69/2005

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti conseguenti alla pronuncia di annullamento e rinvio; la Corte ordina l'inoltro agli uffici competenti secondo quanto previsto da tale disposizione

Massime di principio

  • Il motivo facoltativo di rifiuto della consegna previsto dall'art. 18-bis va valutato anche in base a fattori di fatto concreti (residenza effettiva, dimora legittima e stabile nel tempo, attività lavorativa o d'impresa) e non solo sulla base della residenza anagrafica
  • Il giudice di merito deve fornire una motivazione chiara e coerente quando afferma l'assenza di radicamento in Italia: richiamare elementi indicativi e poi escluderli 'apoditticamente' integra vizio di motivazione rilevabile in cassazione quando la questione riguarda l'applicazione di una norma sostanziale
  • Documentazione probatoria sulle condizioni di vita e di lavoro in Italia (contratti di lavoro, iscrizioni, partita IVA, certificazioni di residenza, dichiarazioni fiscali, prove di presenza continuativa) è determinante per sostenere il rifiuto facoltativo della consegna per radicamento
  • Precedenti decisioni favorevoli al rifiuto della consegna in procedimenti analoghi costituiscono argomento rilevante, ma devono essere prodotte in sede di gravame per essere valutate; la mancata produzione limita il loro valore in appello
  • Il sindacato della Corte di cassazione su motivazioni del giudice di merito è limitato, ma persiste quando la motivazione è talmente carente da configurare violazione di legge: in tal caso la cassazione può annullare e rinviare per integrare il giudizio motivazionale
  • Se si intende chiedere l'esecuzione della pena nel paese ospitante per finalità rieducative, è opportuno quantificare e documentare i benefici rieducativi concreti dell'esecuzione in Italia (programmi trattamentali, disponibilità di reinserimento, legami familiari/sociali)

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