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Sentenza

Sentenza n. 497/2026 - Bari, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza della Corte d’Appello di Bari, Sezione lavoro, -OMISSIS-, emessa in data -OMISSIS- e pubblicata il -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202500582

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Bari, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto un indennizzo aggiuntivo pari al 25% di quello in godimento, oltre accessori

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (beneficiario indennizzo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e ss. c.p.a., chiedendo l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza della Corte d’Appello di Bari, Sezione lavoro. La pronuncia da eseguire aveva riconosciuto il diritto a ottenere un indennizzo aggiuntivo ex art. 2, comma 7, della l. n. 210/1992, nella misura del 25% dell’indennizzo in godimento, con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa, oltre interessi e rivalutazione nei limiti di legge, nonché il 50% delle spese del doppio grado di giudizio. Nel corso del giudizio di ottemperanza, il Ministero della salute ha provveduto al pagamento di quanto dovuto, come attestato dal decreto di liquidazione del 24 ottobre 2025 prodotto in atti. Il ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che la pretesa sostanziale del ricorrente fosse stata integralmente soddisfatta dal pagamento eseguito dal Ministero. Pur non adottando ulteriori misure di ottemperanza, il giudice ha applicato il principio della soccombenza virtuale e ha posto le spese del giudizio a carico del Ministero della salute, liquidandole in € 1.000,00 oltre accessori, con rifusione del contributo unificato ove versato. Ha inoltre ordinato l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa e disposto l’oscuramento dei dati identificativi e sanitari ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • artt. 112 e ss. c.p.a.

    Fondano il ricorso per ottemperanza volto a ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza della Corte d’Appello.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa sostanziale dedotta in giudizio risulta integralmente soddisfatta.

  • art. 2, comma 7, l. n. 210/1992

    indennizzo aggiuntivo ... in misura pari al 25% di quello in godimento

    Costituisce il fondamento del diritto all’indennizzo aggiuntivo riconosciuto dalla sentenza oggetto di ottemperanza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    È richiamato quale fondamento del provvedimento di oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato in relazione alla protezione dei dati relativi alla salute.

  • art. 2-septies d.lgs. n. 196/2003

    È richiamato, come modificato dal d.lgs. n. 101/2018, in relazione alla tutela dei dati sanitari.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento integrale di quanto dovuto in esecuzione del giudicato determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa sostanziale del ricorrente risulta pienamente soddisfatta.
  • Quando l’amministrazione adempie nel corso del giudizio di ottemperanza, il giudice può regolare le spese sulla base della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’amministrazione che aveva dato causa alla proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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