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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23585/2023 del 30/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della sua condanna per ricettazione e per l'indebito utilizzo di due carte di credito di provenienza furtiva. Deduceva: 1) che il reato di ricettazione dovesse essere assorbito nell'illecito relativo alle carte di credito (oggi art. 493-ter c.p.); 2) vizio di valutazione probatoria, osservando che poteva aver trovato le carte per terra o essere stato l'autore del furto, dato il breve intervallo temporale fra furto e utilizzo; 3) errato diniego dell'attenuante di cui al secondo comma dell'art. 648 c.p. (fatto di particolare tenuità).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto: a) non sussistere assorbimento tra ricettazione e indebito utilizzo di carte di credito, essendo reati concorrenti e separabili anche cronologicamente; b) che l'imputato, pur presente al processo, non ha fornito alcuna giustificazione sul possesso delle carte né ha affermato di averle ritrovate o di averle sottratte, per cui la prova della consapevolezza della provenienza illecita è stata ritenuta acquisita; c) che la ricettazione di due carte di credito non rientra nella fattispecie di particolare tenuità, considerati i potenziali gravi effetti economici. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 493-ter cod. pen. (indebito utilizzo/indebita acquisizione di carte di credito)

    La Corte ha distinto l'illecito utilizzo delle carte (prima parte della norma) dall'indebita acquisizione; ha ritenuto che l'indebito utilizzo e la ricettazione non si assorbano vicendevolmente ma possano concorrere penalmente e risultare separabili cronologicamente.

  • art. 55, comma 9, d.lgs. n. 231/2007 (richiamato come corrispondente alla disciplina sulle carte di pagamento)

    Richiamato come riferimento normativo di systema; la sentenza ricorda che la prima parte della norma contempla varie ipotesi di illecito utilizzo.

  • art. 648, secondo comma, cod. pen. (attenuante per fatto di particolare tenuità)

    L'espressione "fatto di particolare tenuità" va valutata in relazione a tutti gli elementi soggettivi e oggettivi del caso concreto e non soltanto al valore materiale del bene; nel caso specifico la Corte ha escluso l'attenuante per le possibili gravi conseguenze economiche derivanti dall'uso delle carte.

Massime di principio

  • La semplice presenza nel possesso di un bene di provenienza illecita, se non autonomanente giustificata dall'imputato, può far ritenere la consapevolezza dell'origine delittuosa e integrare il dolo della ricettazione.
  • Il reato di ricettazione non si assorbe automaticamente negli illeciti connessi all'uso di strumenti di pagamento rubati: i fatti possono concorrere quando siano separabili nel tempo o nell'elemento materiale dell'azione.
  • La valutazione della attenuante di particolare tenuità va fatta complessivamente, considerando non solo il valore del bene ma anche le conseguenze pratiche e la condotta soggettiva; quindi carte di credito possono non rientrare nella tenuità per l'alto rischio di danno economico.
  • Argomentazioni difensive presentate in via meramente alternativa (es. aver trovato le carte, o essere stato l'autore del furto) senza prova o spiegazione coerente non sono idonee a scalfire la decisione di merito.
  • In caso di smarrimento di strumenti che mantengono segni di legittimo possesso altrui, chi se ne impossessa senza restituirli può integrare il reato di furto, e la successiva circolazione del bene può configurare ricettazione per i successivi possessori.

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