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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2070/2024 del 17/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che li aveva condannati per il delitto di violazione di sigilli (capo c) e aveva dichiarato estinte per prescrizione alcune contravvenzioni (capi a) e b). Deducevano: (i) errato calcolo del dies a quo della prescrizione e del momento consumativo del reato di violazione di sigilli, sostenendo che il fatto era da farsi risalire al 23/10/2014 (consegna di materiale sanitario alla coimputata deceduta) o comunque al 20/03/2015 (istanza di sanatoria), e non al 03/02/2016 indicato dalla Corte territoriale; (ii) omissione di pronuncia sulla richiesta di sospensione condizionale della pena formulata da PAPA SCIOPPA dopo la rideterminazione della pena in seguito al riconoscimento della continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo (momento consumativo/prescrizione): ha confermato che il reato di violazione di sigilli può essere fatto coincidere con la data dell'accertamento (03/02/2016) salvo prova rigorosa di elementi contrari, e ha condiviso la motivazione della Corte d'Appello che aveva escluso rilevanza probatoria determinante dalla consegna del materiale del 2014 e dall'istanza di sanatoria del 2015. Ha invece accolto il motivo relativo alla omessa pronuncia sulla sospensione condizionale della pena nei confronti di PAPA SCIOPPA: ha annullato la sentenza impugnata solo su questo punto e ha rinviato ad altra Sezione della Corte d'Appello di Messina perché si pronunci espressamente sulla concessione o meno del beneficio. Per il resto ha dichiarato inammissibili i ricorsi; ha altresì dichiarato l'irrevocabilità dell'affermazione della responsabilità penale di PAPA SCIOPPA; ha respinto il ricorso di ROMEO Antonino e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza, Sez. F, n. 34281 del 30/07/2013 (Franzese)

    Il momento consumativo del reato di violazione di sigilli può coincidere con quello dell'accertamento sulla base di indizi, logica o fatti notori, salvo prova rigorosa di elementi che rendano dubbia tale epoca

  • Giurisprudenza, Sez. 6, n. 5871 del 06/12/2018 (dep. 2019)

    Conferma il principio che l'accertamento può fissare il dies a quo della consumazione del reato di violazione di sigilli salvo prova contraria rigorosa

  • Giurisprudenza, Sez. U, n. 5292 del 26/11/2020 (Sanna)

    Sull'interruzione/sospensione della prescrizione in periodo COVID: richiede attenzione nel computo dei giorni di sospensione e conferma principi di calcolo utilizzati dal primo giudice

  • Art. 624 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla declaratoria di irrevocabilità della sentenza di condanna, utilizzato per stabilire la definitiva efficacia della sentenza penale nel suo aspetto di affermazione di responsabilità

Massime di principio

  • Il momento consumativo del reato di violazione di sigilli può legittimamente coincidere con la data dell'accertamento, anche se vi sono elementi indiziari anteriori: spetta alla difesa provare rigorosamente circostanze che rendano dubbia la data dell'accertamento
  • La semplice consegna di materiali (documenti di trasporto) o la presentazione di un'istanza di sanatoria non sono di per sé idonee a fissare il dies a quo della consumazione, se non supportate da elementi che dimostrino l'effettiva esecuzione o conclusione dei lavori
  • Quando in appello la pena è rideterminata con riconoscimento di continuazione con precedenti condanne irrevocabili, la sospensione condizionale della pena resta in astratto concedibile: il giudice d'appello deve pronunciarsi espressamente sulla richiesta di beneficio se tempestivamente formulata
  • L'omessa pronuncia su una istanza di sospensione condizionale può determinare l'annullamento limitato della decisione di merito e il rinvio per nuovo esame solo su quel punto
  • Se il ricorso in Cassazione risulta fondato solo su questioni formali o parziali (es. omessa pronuncia), la Corte può annullare limitatamente a tali profili e dichiarare inammissibile o manifestamente infondato il resto delle doglianze
  • Il calcolo della prescrizione richiede attenzione anche ai periodi di sospensione (es. misure legislative per COVID): i periodi sospensivi possono incidere significativamente sulla decorrenza e sul termine massimo prescrizionale

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