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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34390/2022 del 16/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cornici impugnava la sentenza d'appello che aveva confermato la sua condanna per abuso d'ufficio e sequestro di persona per avere ordinato e disposto, il 1° ottobre 2014, il trasferimento con auto di servizio e il fotosegnalamento di Antonucci (già identificato e conosciuto), trattenendolo oltre due ore. Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sul punto dell'elemento soggettivo: sosteneva di aver agito in adempimento (putativo) del dovere sulla base di una prassi consolidata, non con fine di arrecare danno; contestava altresì il mancato riconoscimento della causa di giustificazione putativa (art. 51 e 59 c.p.), ritenendo scusabile l'errore sulla doverosità dell'azione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la responsabilità penale di Cornici per i reati contestati; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle ammende. Tuttavia, ha annullato senza rinvio, limitatamente alle statuizioni civili, le sentenze di merito perché la parte civile Antonucci ha successivamente rinunciato alla costituzione di parte civile, determinando l'estinzione del rapporto processuale civile incidentale.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    richiesta di discussione orale ai sensi della norma emergenziale: la domanda di discussione orale è stata formulata e rilevata procedimentalmente

  • decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16

    proroga della disciplina processuale connessa al decreto n.137/2020; considerata rilevante per la procedura dell'udienza

  • art. 349 cod. proc. pen.

    norma sulle procedure di identificazione: la Corte ha ritenuto che la prassi generale di fotosegnalamento "contra ius" non giustifichi automaticamente l'errore sul carattere doveroso dell'azione, specie quando la persona era nota e reperibile

  • art. 51 cod. pen.

    principio della scriminante putativa: per essere riconosciuta occorre un errore scusabile fondato su fatti che possano ragionevolmente indurre la convinzione di trovarsi in un adempimento dovuto; nel caso concreto tale condizione non sussisteva

  • art. 59, comma terzo, cod. pen.

    riguarda l'esclusione della punibilità o la quantificazione della pena quando l'agente ha agito in stato d'ignoranza scusabile; la Corte ha richiamato la giurisprudenza che limita l'operatività della causa di giustificazione putativa quando non vi siano fatti oggettivi idonei a giustificare l'errore

  • art. 605 cod. pen.

    definisce il reato di sequestro di persona: la Corte ha ritenuto che la trattenuta forzata e l'accompagnamento per il fotosegnalamento integrassero il reato, con dolo desumibile dalle circostanze

  • art. 616 cod. proc. pen.

    disciplina la condanna alle spese per il ricorso dichiarato inammissibile: applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a una somma alla Cassa delle ammende

  • art. 82 cod. proc. pen.

    regole sulla costituzione di parte civile: la successiva rinuncia della parte civile è stata ritenuta idonea a determinare l'annullamento senza rinvio delle statuizioni civili

  • art. 76, secondo comma, cod. proc. pen.

    effetti della cessazione della costituzione di parte civile: con la revoca cessano gli effetti della costituzione e le statuizioni civili devono essere eliminate

Massime di principio

  • La scriminante putativa richiede un errore scusabile fondato su fatti concreti che, valutati ex ante rispetto al momento della condotta, rendano ragionevole la convinzione di adempiere a un dovere; la mera esistenza di una prassi illegittima non basta in assenza di elementi oggettivi che la rendano inevitabile.
  • Il dolo nell'abuso d'ufficio può essere desunto da indici fattuali, fra cui l'inosservanza di obblighi specifici e l'adozione di misure fuori dai casi consentiti; la presenza di una finalità pubblicistica non esclude il dolo se non è l'obiettivo esclusivo o primario dell'agente.
  • L'azione del superiore gerarchico che sconsiglia l'intervento e la conoscenza della posizione della persona interessata sono fattori che rafforzano la valutazione di consapevolezza dell'illiceità e l'assenza di un errore scusabile.
  • In sede di cassazione, la doppia conforme (sentenze di primo e secondo grado che si integrano) rafforza la tenuta della motivazione e rende più difficile l'ammissibilità del ricorso quando le due decisioni condividono le stesse argomentazioni.
  • La rinuncia o revoca della costituzione di parte civile dopo l'impugnazione determina l'estinzione del rapporto civile incidente e impone l'annullamento senza rinvio delle statuizioni civili contenute nella sentenza penale.

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