Cassazione Penale, Sentenza n. 31705/2022 del 24/08/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della condanna del Tribunale di Agrigento per due capi: capo A (art. 54 e 1161 R.d. n. 327/1942 - presunta occupazione abusiva di area demaniale con due scale) e capo B (art. 93 e 95 d.P.R. 380/2001 - piattaforma in cemento e box). Il ricorrente deduce vizio di motivazione e violazione di legge per non aver valutato prove favorevoli (sostiene che la piattaforma e il box erano preesistenti e autorizzati dal 7/8/2008, con conseguente prescrizione del reato), contesta la qualificazione e la responsabilità per le scale (erano già presenti e non in conglomerato cementizio, fruibili da chiunque) e chiede l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità del fatto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo limitatamente al capo B: ha annullato senza rinvio la sentenza per il capo B perché il reato è estinto per prescrizione (i reati edilizi in questione sono considerati reati permanenti la cui persistenza cessa con la fine dei lavori, e la Corte ha ritenuto che la permanenza fosse cessata e quindi il reato prescritto). Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la condanna per il capo A è confermata (il Tribunale aveva correttamente valutato l'esercizio di un potere di fatto dell'imputato sulle scale, con elementi come cartello "proprietà privata", chiusura serale, manutenzione e uso esclusivo per i clienti). L'applicazione dell'art. 131-bis c.p. è esclusa in cassazione perché non dedotta in primo grado e la pena risultava non diminuita al minimo edittale. La sentenza è annullata senza rinvio per il capo B e il procedimento è rimesso al Tribunale di Agrigento per la nuova determinazione della pena in relazione al capo A, dato che il capo B era stato assunto come reato-base per il calcolo della pena ai sensi dell'art. 81 c.p.
Norme richiamate
art. 54 e art. 1161 R.d. n. 327 del 1942 (codice della navigazione)
Usati per contestare l'abusiva occupazione e l'uso di aree demaniali marittime: la Corte ha ritenuto che l'esercizio di un potere di fatto (uso esclusivo, manutenzione, cartelli, cancelli) integri l'occupazione abusiva e giustifichi la condanna per il capo A.
art. 93 e art. 95 d.P.R. 380/2001
Riguardano le contravvenzioni in materia edilizia (omessa denuncia dei lavori, inizio lavori senza autorizzazione). La Corte ha richiamato la giurisprudenza che riconosce a tali illeciti natura di reati permanenti la cui consumazione si protrae fino alla cessazione dei lavori; valutando la fine dei lavori, la Corte ha ritenuto estinto per prescrizione il reato relativo alla piattaforma (capo B).
art. 131-bis cod. pen.
Norma sull'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha osservato che la sua applicabilità non può essere proposta per la prima volta in cassazione se non dedotta in sede di merito; inoltre la determinazione della pena al di sopra del minimo edittale indica che il fatto non è stato ritenuto di particolare tenuità.
art. 81 cod. pen.
Richiamato in relazione al calcolo della pena: il capo B era stato considerato reato-base per la determinazione della pena, pertanto con l'annullamento del capo B si rende necessaria la rinnovata determinazione della pena per il capo A.
art. 606, comma terzo, c.p.p.
Richiamato come principio processuale: questioni relative all'applicabilità di certe esenzioni (es. art. 131-bis) non possono essere sollevate per la prima volta in cassazione se già in vigore alla data della sentenza di merito.
art. 173, comma 1, disp. att., c.p.p.
Richiamato in relazione ai limiti formali dell'esposizione dei motivi in cassazione (limiti alla motivazione delle censure).
Massime di principio
- I reati edilizi previsti dagli artt. 93 e 95 del d.P.R. 380/2001 sono in linea di principio reati permanenti: la loro consumazione perdura fino alla cessazione effettiva dei lavori; la prescrizione decorre dunque dal momento in cui i lavori si considerano terminati.
- La prova documentale o autorizzativa antecedente (es. autorizzazione o provvedimento di mantenimento rilasciato anni prima) può essere decisiva per sostenere la cessazione della permanenza e quindi per far valere la prescrizione, ma tale circostanza deve essere valutata e provata nel merito.
- L'esercizio di un "potere di fatto" su bene demaniale (uso esclusivo, manutenzione, apposizione di cartelli, chiusura/ostruzione, interventi migliorativi) può integrare l'occupazione abusiva anche se l'opera originaria fosse stata realizzata da terzi; il possesso de facto protrae l'illecita sottrazione all'uso collettivo.
- Le eccezioni o benefici previsti dall'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) devono essere sollevati e dedotti nel giudizio di merito; in mancanza, non possono essere assunti per la prima volta in sede di cassazione.
- Se in sede di impugnazione viene annullata una delle condanne che era stata utilizzata come reato-base per la determinazione della pena, il giudice di rinvio deve rideterminare la pena in conformità con l'art. 81 c.p.
- In cassazione le censure generiche o non confrontate con le motivate argomentazioni del giudice di merito rischiano di essere dichiarate inammissibili: è necessario affrontare specificamente le ragioni di fatto e di diritto esposte nella sentenza impugnata.
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